Il secondo, quello mondano, quello che starebbe sempre con la valigia in mano, quello che “posso invitare qualche mio compagno a cena per vedere un DVD” e poi sono venti, ah già, ve l’ho detto, quello che adesso va in discoteca il sabato pomeriggio..beh, lui appunto, sabato era al Gilda, dove il sabato c’è la cosiddetta “pomeridiana”. A pranzo, domenica, ha raccontato che hanno fatto un’estrazione: chi possedeva il biglietto di ingresso corrispondente a quello estratto avrebbe vinto un soggiorno di una settimana a Cortina, all’Hotel Cristallo, per 4 persone.
E la piccola, di getto e con aria sognante: “Pensa se era per 5 che ci potevo venire anche io….”.
Dove abbiamo sbagliato?
mercoledì 30 gennaio 2008
venerdì 25 gennaio 2008
E' morta la mamma di una compagna delle elementari del mio secondo.
La conoscevo molto bene, la incontravo ogni tanto nel quartiere e ci fermavamo sempre a chiacchierare un po', con simpatia reciproca.
C'è stato il funerale stamattina ma non l'abbiamo saputo in tempo.
La sua bambina è la bambina più sorridente che io abbia mai conosciuto, un sorriso furbo, allegro, sereno.
Ma lei non sapeva (nessuno lo sapeva) che da 9 anni questa creatura della sua mamma stava combattendo con un tumore alle ossa. Che alla fine ha vinto.
E mi sono ricordata della prima cena di classe, alla fine della I elementare. Vennero insieme, mamma, papà e bambina ma loro, i genitori, non parlarono praticamente con nessuno (ancora non ci conoscevamo, avremmo poi familiarizzato negli anni). E io, stupida saputella, insieme a non ricordo chi, feci la spiritosa commentando quell'atteggiamento poco socievole...e facendo i conti ho pensato che erano, probabilmente, nell'occhio del ciclone della notizia del male appena ricevuta.
Forse. O forse no. Ma questo non conta. Conta però il fatto che dobbiamo sempre pensare, quando abbiamo di fronte qualcuno, che è possibile che questo qualcuno stia portando sulle spalle un monte che noi non conosciamo. E che non possiamo mai dare giudizi senza sapere. E, se si può, regalare un sorriso.
E spero che la piccola Noemi sia forte, che abbia assorbito dalla sua mamma la forza per andare avanti mantenendo la luce negli occhi.
La conoscevo molto bene, la incontravo ogni tanto nel quartiere e ci fermavamo sempre a chiacchierare un po', con simpatia reciproca.
C'è stato il funerale stamattina ma non l'abbiamo saputo in tempo.
La sua bambina è la bambina più sorridente che io abbia mai conosciuto, un sorriso furbo, allegro, sereno.
Ma lei non sapeva (nessuno lo sapeva) che da 9 anni questa creatura della sua mamma stava combattendo con un tumore alle ossa. Che alla fine ha vinto.
E mi sono ricordata della prima cena di classe, alla fine della I elementare. Vennero insieme, mamma, papà e bambina ma loro, i genitori, non parlarono praticamente con nessuno (ancora non ci conoscevamo, avremmo poi familiarizzato negli anni). E io, stupida saputella, insieme a non ricordo chi, feci la spiritosa commentando quell'atteggiamento poco socievole...e facendo i conti ho pensato che erano, probabilmente, nell'occhio del ciclone della notizia del male appena ricevuta.
Forse. O forse no. Ma questo non conta. Conta però il fatto che dobbiamo sempre pensare, quando abbiamo di fronte qualcuno, che è possibile che questo qualcuno stia portando sulle spalle un monte che noi non conosciamo. E che non possiamo mai dare giudizi senza sapere. E, se si può, regalare un sorriso.
E spero che la piccola Noemi sia forte, che abbia assorbito dalla sua mamma la forza per andare avanti mantenendo la luce negli occhi.
mercoledì 23 gennaio 2008
Pirandello e gli adolescenti di oggi
Parlavo oggi con una mia amica che insegna lettere al liceo (ciao, Maf....non sei te ma ti ho pensata) e pensando al teatro, ai testi attuali o attualizzabili, al valore della parola di uno Shakespeare siamo arrivate a parlare di Pirandello.
Io, quando lo leggo, se romanzo, o lo ascolto, se teatro, ancora mi emoziono, mi coinvolgo, rifletto...ancora su di me hanno potere le sue disquisizioni sull'uomo e sulla sua frammentazione, sul suo apparire diverso a ciascuno, sulla sua impossibilità di conciliarsi con una identità unica...e colpivano la mia fantasia e la mia sensibilità di sedicenne i suoi testi dove ognuno è uno e il suo contrario, dove appunto "così è se vi pare", dove ti svegli e ti accorgi di essere "uno, nessuno e centomila"...e mi interrogavo sul mio essere, sull'unità del mio essere, sul mio apparire...ma MI CHIEDO: i miei figli, i ragazzi dell'età dei miei figli hanno sicuramente una percezione diversa di tutto ciò.
Loro non percepiranno certamente come drammatica questa parcellizzazione e frantumazione della personalità, loro che per ogni nick sono un personaggio diverso, loro che sono cresciuti dietro lo schermo piatto di un pc potendo essere, con naturalezza (e qui c'è la differenza con noi "babbioni" telematici) veramente cento, mille, ennemila persone, giovani, vecchi, femmine se maschi, maschi se femmine....loro che ti dicono che hanno VISTO un amico non perchè lo hanno incontrato sotto casa ma perchè stava su EMME ESSE ENNE....
Per loro è normale essere uno e il suo contrario o, perlomeno, non è fonte di angoscia scoprire che l'uomo non è fermo nella granitica certezza della sua personalità ma può interpretare senza ansia più ruoli... quella che per me è stata un'acquisizione culturale, nata dalle letture, da tutto quello che il novecento ci ha saputo dare, loro lo vivono, lo interpretano come dei piccoli Vitangelo Moscarda, senza inquietudine però, ma anche senza consapevolezza....
Io, quando lo leggo, se romanzo, o lo ascolto, se teatro, ancora mi emoziono, mi coinvolgo, rifletto...ancora su di me hanno potere le sue disquisizioni sull'uomo e sulla sua frammentazione, sul suo apparire diverso a ciascuno, sulla sua impossibilità di conciliarsi con una identità unica...e colpivano la mia fantasia e la mia sensibilità di sedicenne i suoi testi dove ognuno è uno e il suo contrario, dove appunto "così è se vi pare", dove ti svegli e ti accorgi di essere "uno, nessuno e centomila"...e mi interrogavo sul mio essere, sull'unità del mio essere, sul mio apparire...ma MI CHIEDO: i miei figli, i ragazzi dell'età dei miei figli hanno sicuramente una percezione diversa di tutto ciò.
Loro non percepiranno certamente come drammatica questa parcellizzazione e frantumazione della personalità, loro che per ogni nick sono un personaggio diverso, loro che sono cresciuti dietro lo schermo piatto di un pc potendo essere, con naturalezza (e qui c'è la differenza con noi "babbioni" telematici) veramente cento, mille, ennemila persone, giovani, vecchi, femmine se maschi, maschi se femmine....loro che ti dicono che hanno VISTO un amico non perchè lo hanno incontrato sotto casa ma perchè stava su EMME ESSE ENNE....
Per loro è normale essere uno e il suo contrario o, perlomeno, non è fonte di angoscia scoprire che l'uomo non è fermo nella granitica certezza della sua personalità ma può interpretare senza ansia più ruoli... quella che per me è stata un'acquisizione culturale, nata dalle letture, da tutto quello che il novecento ci ha saputo dare, loro lo vivono, lo interpretano come dei piccoli Vitangelo Moscarda, senza inquietudine però, ma anche senza consapevolezza....
E pure di notte NO!!!!!
Stanotte ho sognato che lasciavo la macchina in doppia fila: non una di quelle doppie file incivili, almeno nelle mie intenzioni di sognatrice, perché l’unica macchina che mi sembrava di bloccare era una macchina incidentata e assolutamente inamovibile.
Ma mi sbagliavo.
Andavo a fare ciò che dovevo (e che ora non mi ricordo, tipo parlare con una mia qualche amica che non stava bene) e mi dimenticavo della macchina. Per ORE.
A un certo punto realizzavo che la causa dei clackson e delle urla che provenivano dalla strada era proprio la mia macchina!!!!!
Un colpo!!!!
Ma per fortuna la mia mente, VIGILE SEMPRE (e meglio, in questo caso, di un vigile!!!! [Battutona!!!!] ) mi ha salvato: è scattato IMMEDIATO il sistema di controllo e, nel sonno, mentre camminavo verso la folla inferocita, mi sono detta:”Sbrigati, svegliati subito. Approfitta che è un sogno. Svegliati prima di incontrare tutta quella gente….” Con grande sforzo mi sono scrollata il sonno di dosso e MI SONO SALVATA……
Ma mi sbagliavo.
Andavo a fare ciò che dovevo (e che ora non mi ricordo, tipo parlare con una mia qualche amica che non stava bene) e mi dimenticavo della macchina. Per ORE.
A un certo punto realizzavo che la causa dei clackson e delle urla che provenivano dalla strada era proprio la mia macchina!!!!!
Un colpo!!!!
Ma per fortuna la mia mente, VIGILE SEMPRE (e meglio, in questo caso, di un vigile!!!! [Battutona!!!!] ) mi ha salvato: è scattato IMMEDIATO il sistema di controllo e, nel sonno, mentre camminavo verso la folla inferocita, mi sono detta:”Sbrigati, svegliati subito. Approfitta che è un sogno. Svegliati prima di incontrare tutta quella gente….” Con grande sforzo mi sono scrollata il sonno di dosso e MI SONO SALVATA……
domenica 20 gennaio 2008
Incontentabili? SEMPRE
Stiamo guardando insieme la tele e, ad un certo punto, nominano la "forza di gravità".
Lei fa tutto da sola:"Cos'è mamma la forza di gravità? Ah, già, quella forza che ci fa stare a terra....pensa che bello se non ci fosse....voleremmo sempre...." Due secondi di riflessione: "Ma poi vorremmo rimanere a terra".
Lei fa tutto da sola:"Cos'è mamma la forza di gravità? Ah, già, quella forza che ci fa stare a terra....pensa che bello se non ci fosse....voleremmo sempre...." Due secondi di riflessione: "Ma poi vorremmo rimanere a terra".
La mia prima partita di pallacanestro
Non sono sicura e, per questo, ho fatto anche un giro tra i miei vecchi post, per verificare che non ne avessi già scritto. Mi sembra di no ma se invece l'avessi già fatto sorridete con la compiacenza gentile che si ha nei confronti della nonna di casa, quella che racconta sempre le stesse storie....
Il fatto è che oggi il mio grande ha una partita di tennis. Si è appassionato da matti a questo sport e io ne sono felice perchè la passione è un gran mezzo, si trasporta dietro entusiasmi per tanti altri aspetti della vita, dà la carica e permea di senso anche tutto il resto.
Oggi però inizia il suo primo torneo e bisogna accompagnarlo in un Circolo dall'altra parte di Roma.
Gioca alle 3 e mi stavo chiedendo, quindi, a che ora farlo pranzare.
E mi è tornata in mente la mia prima partita di pallacanestro, quella che forse vi ho già raccontato, ma mi fa piacere ricordarla ancora....
Avevo 11 anni, i miei erano già separati , da circa un annetto e mezzo, ma cercavano di renderci la situazione più leggera per cui eravamo andati in montagna insieme, a sciare per qualche giorno a Roccaraso, a circa due ore da Roma.
In quella settimana iniziava il campionato di minibasket e avremmo avuto la nostra prima partita. Papà era stato uno sportivo per cui trovò naturale dirmi che mi avrebbe accompagnata a Roma per giocare, saremmo andati la mattina e ritornati subito dopo aver giocato.
E così facemmo.
Ho ancora negli occhi e nel cuore la luce di quel viaggio in autostrada io e lui, la strada libera davanti a noi...e quel pranzo leggero all'autogrill, a mezzogiorno, perchè sennò ti resta sullo stomaco e devi giocare, l'orgoglio di fronte al mio allenatore e alla squadra per questo papà che mi aveva accompagnato nonostante fossimo in vacanza.....
E ogni volta che qualcuno dei miei figli deve mangiare "leggero" per ragioni sportive ritorno con la mente, con tenerezza infinita, a quel pranzo di mezzogiorno all'autogrill.
Per la cronaca: stavo pure in panchina e perdemmo con uno scarto di ventimila canestri!!!!!!
Il fatto è che oggi il mio grande ha una partita di tennis. Si è appassionato da matti a questo sport e io ne sono felice perchè la passione è un gran mezzo, si trasporta dietro entusiasmi per tanti altri aspetti della vita, dà la carica e permea di senso anche tutto il resto.
Oggi però inizia il suo primo torneo e bisogna accompagnarlo in un Circolo dall'altra parte di Roma.
Gioca alle 3 e mi stavo chiedendo, quindi, a che ora farlo pranzare.
E mi è tornata in mente la mia prima partita di pallacanestro, quella che forse vi ho già raccontato, ma mi fa piacere ricordarla ancora....
Avevo 11 anni, i miei erano già separati , da circa un annetto e mezzo, ma cercavano di renderci la situazione più leggera per cui eravamo andati in montagna insieme, a sciare per qualche giorno a Roccaraso, a circa due ore da Roma.
In quella settimana iniziava il campionato di minibasket e avremmo avuto la nostra prima partita. Papà era stato uno sportivo per cui trovò naturale dirmi che mi avrebbe accompagnata a Roma per giocare, saremmo andati la mattina e ritornati subito dopo aver giocato.
E così facemmo.
Ho ancora negli occhi e nel cuore la luce di quel viaggio in autostrada io e lui, la strada libera davanti a noi...e quel pranzo leggero all'autogrill, a mezzogiorno, perchè sennò ti resta sullo stomaco e devi giocare, l'orgoglio di fronte al mio allenatore e alla squadra per questo papà che mi aveva accompagnato nonostante fossimo in vacanza.....
E ogni volta che qualcuno dei miei figli deve mangiare "leggero" per ragioni sportive ritorno con la mente, con tenerezza infinita, a quel pranzo di mezzogiorno all'autogrill.
Per la cronaca: stavo pure in panchina e perdemmo con uno scarto di ventimila canestri!!!!!!
venerdì 18 gennaio 2008
Compassione
Non mi ricordo di cosa stessimo parlando.
Carlotta: "A me i poveri non mi fanno pena. Mi fanno paura. [nota di redazione: credo che lei identifichi la categoria "poveri" con tutti coloro che al semaforo ti tampinano x lavarti il vetro o con quelli che svuotano i cassonetti, che la spaventano sempre molto] Mi fate pena TE, PAPA' E NONNA".
Non c'è verso di riuscire a capire in cosa consista questo sentimento di pena per noi tre, quale sia il motivo per cui siamo accomunati da questo apparire più o meno sfigati agli occhi di una nanetta di otto anni.
Poco dopo entriamo in una profumeria, cerco un regaloper una compagna di classe del grande, una crema per il corpo e un bagnoschiuma di una certa marca e, soprattutto, di una specifica profumazione. Non ce l'hanno ma la commessa, gentilissima, prova a venirmi incontro sostituendo alcuni prodotti da una confezione già pronta. Le sono molto grata, sono molto contenta di avere risolto il problema.
Purtroppo però la direttrice del negozio, per una questione di codici dei prodotti, non avalla l'operato della sua intelligente commessa e io rimango scornata senza il bagnoschiuma che volevo.
"Ecco, ADESSO mi fai PENA" chiosa la deliziosa bimbetta.
Carlotta: "A me i poveri non mi fanno pena. Mi fanno paura. [nota di redazione: credo che lei identifichi la categoria "poveri" con tutti coloro che al semaforo ti tampinano x lavarti il vetro o con quelli che svuotano i cassonetti, che la spaventano sempre molto] Mi fate pena TE, PAPA' E NONNA".
Non c'è verso di riuscire a capire in cosa consista questo sentimento di pena per noi tre, quale sia il motivo per cui siamo accomunati da questo apparire più o meno sfigati agli occhi di una nanetta di otto anni.
Poco dopo entriamo in una profumeria, cerco un regaloper una compagna di classe del grande, una crema per il corpo e un bagnoschiuma di una certa marca e, soprattutto, di una specifica profumazione. Non ce l'hanno ma la commessa, gentilissima, prova a venirmi incontro sostituendo alcuni prodotti da una confezione già pronta. Le sono molto grata, sono molto contenta di avere risolto il problema.
Purtroppo però la direttrice del negozio, per una questione di codici dei prodotti, non avalla l'operato della sua intelligente commessa e io rimango scornata senza il bagnoschiuma che volevo.
"Ecco, ADESSO mi fai PENA" chiosa la deliziosa bimbetta.
giovedì 17 gennaio 2008
Oscar

Fux mi ha nominato tra i 10 che, come dicono le regole del premio, "hanno un blog capace di trasmetterti gioia ed ispirazione, un blog che ti faccia sentire bene quando lo visiti"...beh, non me lo sarei mai aspettato.
Mi sento un po' la Cenerentola dei bloggers che...frequento, perchè sono tutti molto più bravi non solo nello scrivere ma nel trovare argomenti di interesse comune.
Il mio blogghino (?) comunque è nato in un momento molto particolare della mia vita, quando stavo per iniziare un percorso di "rinascita" dopo una malattia, percorso che ancora mi vede in cammino perchè, anzi, più si allontanano quei giorni più mi accorgo di come mi hanno cambiata.
E mi piace questo spazio, qusta finestra su un mondo di sconosciuti che immagini un po' come vuoi, personaggi di romanzi che sai però di poter incontrare, anche per sbaglio...cammino per strada e magari quella giovane mamma che passeggia con le bimbe potrebbe essere la Meringa, quell'altra invece Graziella con la sua mamma e la sua bambina....e così per tutti gli altri che leggo, anche senza commentare o farmi viva.
Comunque....a chi consegno io l'Oscar?
Molti sono stati già citati da Fux ma...repetita iuvant!
Allora, ecco i miei 10, anche se ne avrei voluto mettere molti altri, tutta, almeno, la mia blogroll: Angela, Graziella, Rosco, Ilaria, Annachiara, Movida69, Pellegrina, Tarta, Suysan e Mafalda che però, purtroppo per molti, ha deciso di rendere privato il suo blog.
Mi sento un po' la Cenerentola dei bloggers che...frequento, perchè sono tutti molto più bravi non solo nello scrivere ma nel trovare argomenti di interesse comune.
Il mio blogghino (?) comunque è nato in un momento molto particolare della mia vita, quando stavo per iniziare un percorso di "rinascita" dopo una malattia, percorso che ancora mi vede in cammino perchè, anzi, più si allontanano quei giorni più mi accorgo di come mi hanno cambiata.
E mi piace questo spazio, qusta finestra su un mondo di sconosciuti che immagini un po' come vuoi, personaggi di romanzi che sai però di poter incontrare, anche per sbaglio...cammino per strada e magari quella giovane mamma che passeggia con le bimbe potrebbe essere la Meringa, quell'altra invece Graziella con la sua mamma e la sua bambina....e così per tutti gli altri che leggo, anche senza commentare o farmi viva.
Comunque....a chi consegno io l'Oscar?
Molti sono stati già citati da Fux ma...repetita iuvant!
Allora, ecco i miei 10, anche se ne avrei voluto mettere molti altri, tutta, almeno, la mia blogroll: Angela, Graziella, Rosco, Ilaria, Annachiara, Movida69, Pellegrina, Tarta, Suysan e Mafalda che però, purtroppo per molti, ha deciso di rendere privato il suo blog.
Domani vi avviserò sui vostri blog, come da regolamento!!!!
Piacevole esempio per tutti noi
Ieri avevo il cell silenzioso perchè ero in palestra (la passo così ma è un notiziona perchè sono mesi che dico che comincerò..lunedì!). Quando l'ho ripreso ho trovato una chiamata persa di mio figlio grande. Chiamo e non mi risponde. Chiamo casa ed era lì, scornato e afflitto perchè aveva perso il telefonino tornando da scuola, con il sottofondo della voce del padre che lo cazziava dicendogli che non avrebbe mai più avuto un cellulare (nota di redazione: lui ne ha persi due!!!!).
Richiamo allora il numero di mio figlio e mi risponde una signora che l'aveva ritrovato sull'autobus, aveva guardato la rubrica e aveva chiamato il numero corrispondente alla voce "mamma"!!!!
Quando sono andata poi a riprendermi il telefonino le ho portato una piantina con un biglietto in cui le ho scritto che il mio ringrziamento era soprattutto "per il bell'esempio che il suo gesto ha rappresentato per i miei figli": ma devo dire che è stata una bella iniezione di fiducia anche per me.
Se ancora questi gesti sono possibili e questi atti possono compiersi, nel nostro quotidiano, senza voler andare a dimensioni eroiche o di sacrificio, non siamo persi, o meglio, non siamo persi se riusciamo a trasmettere qualcosa di tutto questo ai nostri piccoli!
Richiamo allora il numero di mio figlio e mi risponde una signora che l'aveva ritrovato sull'autobus, aveva guardato la rubrica e aveva chiamato il numero corrispondente alla voce "mamma"!!!!
Quando sono andata poi a riprendermi il telefonino le ho portato una piantina con un biglietto in cui le ho scritto che il mio ringrziamento era soprattutto "per il bell'esempio che il suo gesto ha rappresentato per i miei figli": ma devo dire che è stata una bella iniezione di fiducia anche per me.
Se ancora questi gesti sono possibili e questi atti possono compiersi, nel nostro quotidiano, senza voler andare a dimensioni eroiche o di sacrificio, non siamo persi, o meglio, non siamo persi se riusciamo a trasmettere qualcosa di tutto questo ai nostri piccoli!
sabato 12 gennaio 2008
Napoli. Pianura. Oltre il Telegiornale.
Copio e incollo da un blog che amo molto ma che è diventato privato, per cui sarebbe inutile linkarlo..
Ma ritengo sia un dovere far sapere cosa succede sul serio, ascoltare la voce di chi c'è e sta subendo una guerra impossibile.
Grazie Mafalda.
venerdì, gennaio 11, 2008
Cronache di guerra
Nei telegiornali se ne è solo fatto cenno perché approfondine la cronaca avebbe forse sollevato troppi interrogativi: durante la "civile" protesta di Pianura è stato sequestrato per quattro giorni un paese di 40.000 abitanti, Quarto, cui sono state tolte tutte le vie di accesso e di conseguenza la raggiungibilità dei beni e dei servizi fondamentali. Sorte vuole che mio fratello abiti proprio a Quarto e che ieri, liberato finalmente dall'assedio che durava dal sabato sera scorso, mi abbia fornito una testimonianza diretta dei fatti come non li vedrete mai in nessun telegiornale. Io capisco infatti che altrove si fatichi a capire la situazione, si fatichi a capire come di botto si possa piombare dalla certezza di vivere in uno stato di diritto ad una situazione in cui si è ostaggio dell'illegalità, indifesi burattini che servono a dimostrare il potere della criminalità, ad avallare la vittoria dell'antistato sullo Stato. Ma fate uno sforzo. Immaginate camion con le targhe coperte messi di traverso e figuri dall'aspetto poco raccomandabile che , con l'atteggiamento dei bravi di Don Rodrigo, non solo ti impediscono di andare a lavorare, minacciando di menarti ma irridono chiunque si avvicini: le signore disperate di non riuscire a riprendere i figli a scuola "Siente siente, a signora tene o' problema... e qual'è o' probblema? Ta' fai a pere. E' tutta salute.", quelli che hanno appuntamenti di lavoro " Oggi non si lavora, statt'a casa!" quelli che devono raggiungere gli ospedali perché decidono loro, i bravi, quali ambulanze passano e quali no. " Gesù, e non l'hai vista a situazione in televisione? E perché ti sei messo mmiezz a via? Ma vuò passà nu guaio?" E' chiaro che la "civile" protesta fatta dalle famigliole con bambini, da comitati per la difesa ambientale e benedetta dai preti delle parrocchie, è diventata qualcosa d'altra natura. Ai commercianti di Quarto viene imposto di chiudere le saracinesche, l'attività didattica a scuola viene sospesa a seguito, pare, di telefonate intimidatorie che non assicurano la "protezione" di bambini e maestre mentre al comune, simili telefonate minacciano di lasciare Quarto senz'acqua. Alcune migliaia di persone che devono andare a lavorare fuori Quarto vengono letteralmente sequestrate. A casa di mia fratello, anche lui costretto al domicilio coatto, arriva una telefonata: " Stiamo chiamando i genitori dei bambini iscritti alla scuola elenentare di Quarto: ci stiamo mobilitando in difesa del sindaco. Il sindaco chiede l'aiuto della popolazione. " Mio fratello si reca a scuola dove però trova cartelli, megafoni e gli slogan "Uniti contro la discarica". Ma perché la camorra ha, istigato, manipolato, soffiato sul fuoco della protesta, condivisibile o meno ma sicuramente legittima della popolazione di Pianura? Perché ha sequestrato il paese di Quarto? Non è facile rispondere. Stiamo tutti facendo ipotesi. Forse son vere tutte. Forse lo scenario sarà più chiaro tra qualche mese tra qualche anno, dopo che le prossime inchieste della magistratura avranno svelato altri inquietanti retroscena. Di certo la discarica di Pianura non registra semplicemente infiltrazioni della camorra. La discarica di Pianura è stata della camorra finora. La camorra l'ha gestita prima che fosse chiusa ed ha continuato a utilizzarla anche dopo. E nessuno mi toglie dalla testa che quei camion che sono serviti per i blocchi stradali fossero gli stessi che di notte la camorra adopera per smaltire i rifiuti illegalmente nella stessa discarica. La camorra aizzando la protesta contro la discarica ha difeso il proprio territorio: quello in cui da un lato ha sotterrato rifiuti tossici provenienti da imprese di tutta Italia, dall'altro ha costruito case, progettato campi da golf, maneggi e ristoranti. I rifiuti seppelliti nella discarica di Pianura hanno nomi, cognomi e indirizzi di provenienza in parte già noti, in parte a rischio di essere scoperti se si cominciasse a rimetterci le mani. Ma al di là di questo io penso che soprattutto vi fosse l'esigenza di una simbolica dimostrazione di potere, un voler marcare il territorio una volta per tutte e chiarire alla popolazione quali fossero i rapporti di forza e a chi dovessero affidarsi per essere garantiti e protetti. E' in queste situazioni che emergono e si fanno strada le nuove famiglie. E' nel caos e nella violenza di strada che i ragazzi incappucciati sui motorini si fanno notare, si giocano la loro possibilità di essere reclutati. E' nella guerriglia che la paranza guadagna gradi e stellette e cerca di salire di grado. Per la camorra l'emergenza è una vera manna, l'ammuina e il caos una benedizione.
Ma ritengo sia un dovere far sapere cosa succede sul serio, ascoltare la voce di chi c'è e sta subendo una guerra impossibile.
Grazie Mafalda.
venerdì, gennaio 11, 2008
Cronache di guerra
Nei telegiornali se ne è solo fatto cenno perché approfondine la cronaca avebbe forse sollevato troppi interrogativi: durante la "civile" protesta di Pianura è stato sequestrato per quattro giorni un paese di 40.000 abitanti, Quarto, cui sono state tolte tutte le vie di accesso e di conseguenza la raggiungibilità dei beni e dei servizi fondamentali. Sorte vuole che mio fratello abiti proprio a Quarto e che ieri, liberato finalmente dall'assedio che durava dal sabato sera scorso, mi abbia fornito una testimonianza diretta dei fatti come non li vedrete mai in nessun telegiornale. Io capisco infatti che altrove si fatichi a capire la situazione, si fatichi a capire come di botto si possa piombare dalla certezza di vivere in uno stato di diritto ad una situazione in cui si è ostaggio dell'illegalità, indifesi burattini che servono a dimostrare il potere della criminalità, ad avallare la vittoria dell'antistato sullo Stato. Ma fate uno sforzo. Immaginate camion con le targhe coperte messi di traverso e figuri dall'aspetto poco raccomandabile che , con l'atteggiamento dei bravi di Don Rodrigo, non solo ti impediscono di andare a lavorare, minacciando di menarti ma irridono chiunque si avvicini: le signore disperate di non riuscire a riprendere i figli a scuola "Siente siente, a signora tene o' problema... e qual'è o' probblema? Ta' fai a pere. E' tutta salute.", quelli che hanno appuntamenti di lavoro " Oggi non si lavora, statt'a casa!" quelli che devono raggiungere gli ospedali perché decidono loro, i bravi, quali ambulanze passano e quali no. " Gesù, e non l'hai vista a situazione in televisione? E perché ti sei messo mmiezz a via? Ma vuò passà nu guaio?" E' chiaro che la "civile" protesta fatta dalle famigliole con bambini, da comitati per la difesa ambientale e benedetta dai preti delle parrocchie, è diventata qualcosa d'altra natura. Ai commercianti di Quarto viene imposto di chiudere le saracinesche, l'attività didattica a scuola viene sospesa a seguito, pare, di telefonate intimidatorie che non assicurano la "protezione" di bambini e maestre mentre al comune, simili telefonate minacciano di lasciare Quarto senz'acqua. Alcune migliaia di persone che devono andare a lavorare fuori Quarto vengono letteralmente sequestrate. A casa di mia fratello, anche lui costretto al domicilio coatto, arriva una telefonata: " Stiamo chiamando i genitori dei bambini iscritti alla scuola elenentare di Quarto: ci stiamo mobilitando in difesa del sindaco. Il sindaco chiede l'aiuto della popolazione. " Mio fratello si reca a scuola dove però trova cartelli, megafoni e gli slogan "Uniti contro la discarica". Ma perché la camorra ha, istigato, manipolato, soffiato sul fuoco della protesta, condivisibile o meno ma sicuramente legittima della popolazione di Pianura? Perché ha sequestrato il paese di Quarto? Non è facile rispondere. Stiamo tutti facendo ipotesi. Forse son vere tutte. Forse lo scenario sarà più chiaro tra qualche mese tra qualche anno, dopo che le prossime inchieste della magistratura avranno svelato altri inquietanti retroscena. Di certo la discarica di Pianura non registra semplicemente infiltrazioni della camorra. La discarica di Pianura è stata della camorra finora. La camorra l'ha gestita prima che fosse chiusa ed ha continuato a utilizzarla anche dopo. E nessuno mi toglie dalla testa che quei camion che sono serviti per i blocchi stradali fossero gli stessi che di notte la camorra adopera per smaltire i rifiuti illegalmente nella stessa discarica. La camorra aizzando la protesta contro la discarica ha difeso il proprio territorio: quello in cui da un lato ha sotterrato rifiuti tossici provenienti da imprese di tutta Italia, dall'altro ha costruito case, progettato campi da golf, maneggi e ristoranti. I rifiuti seppelliti nella discarica di Pianura hanno nomi, cognomi e indirizzi di provenienza in parte già noti, in parte a rischio di essere scoperti se si cominciasse a rimetterci le mani. Ma al di là di questo io penso che soprattutto vi fosse l'esigenza di una simbolica dimostrazione di potere, un voler marcare il territorio una volta per tutte e chiarire alla popolazione quali fossero i rapporti di forza e a chi dovessero affidarsi per essere garantiti e protetti. E' in queste situazioni che emergono e si fanno strada le nuove famiglie. E' nel caos e nella violenza di strada che i ragazzi incappucciati sui motorini si fanno notare, si giocano la loro possibilità di essere reclutati. E' nella guerriglia che la paranza guadagna gradi e stellette e cerca di salire di grado. Per la camorra l'emergenza è una vera manna, l'ammuina e il caos una benedizione.
venerdì 11 gennaio 2008
Prendiamola alla larga....
"Mamma, ma quando tu eri piccola litigavi con nonna?"
"Sì, amore, certo. Capitava..."
"E quando eri nella tua stanza le dicevi le parolacce?"
...........
"Sì, amore, certo. Capitava..."
"E quando eri nella tua stanza le dicevi le parolacce?"
...........
martedì 8 gennaio 2008
C'era una volta....
e io ci credevo sul serio, c'era Napoli, c'era Salerno, c'erano le terre del sole e io, nel mio piccolo, se vedevo che i pomodori di un barattolo venivano da quelle zone li compravo serena, tranquilla, contenta.
Ora controllo ogni etichetta (per quanto possa servire!) e tutto quello che viene da LI', con la morte nel cuore, io, nel mio piccolo, lo rimetto nello scaffale del supermercato.
Ma avete letto Gomorra di Saviano?
E purtroppo il mio piccolo si somma al tuo, al tuo, al loro...e Napoli muore.
Ora controllo ogni etichetta (per quanto possa servire!) e tutto quello che viene da LI', con la morte nel cuore, io, nel mio piccolo, lo rimetto nello scaffale del supermercato.
Ma avete letto Gomorra di Saviano?
E purtroppo il mio piccolo si somma al tuo, al tuo, al loro...e Napoli muore.
lunedì 7 gennaio 2008
Che vergoooogna!!!!!!
Mi sono trovata a spiegare a due tedesche, adulte, intelligenti, capaci di comprendere come "funziona" in Italia il sistema delle quote per l'immigrazione....come funzionava fino all'anno scorso e come è andata quest'anno....
Beh, non è stato facile far capire che, fino all'anno scorso, le colf CLANDESTINE si mettevano in fila dalla mezzanotte davanti agli uffici postali per presentare, a nome del loro datore di lavoro, la domanda di nullaosta ad entrare in Italia (dove vivevano, magari, da anni ma senza permesso) FACENDO FINTA, INVECE, che stessero che so...in Equador....
e che invece quest'anno abbiamo buttata la polvere sotto il tappeto e la stessa tragicommedia non si è rappresentata davanti agli uffici postali ma ciascuno davanti ad un Pc, dopo un complicato sistema di scarica il programma-scarica il modulo-connettiti ad Internet se ce l'hai, invia la domanda alle 8 in punto del cosiddetto ckick day!!!!
Io l'ho fatto per la colf di mia cognata e mi sono trovata a sincronizzare l'orologio del mio PC con quello di non so quale centro scientifico (con cui è sincronizzato il sistema del Ministero degli interni) e a fare il conto alla rovescia, che manco a Capodanno, per cliccare esattamente alle 8 del giorno fatidico e far vincere alla lotteria del permesso di soggiorno questa povera ragazza che sta in Italia da anni.....
E' stato pazzesco vedere la faccia delle due tedesche....
Ma è folle che le quote per l'immigrazione riguardino in realtà chi invece è di fatto già qui da noi da anni...non è una presa in giro?
Beh, non è stato facile far capire che, fino all'anno scorso, le colf CLANDESTINE si mettevano in fila dalla mezzanotte davanti agli uffici postali per presentare, a nome del loro datore di lavoro, la domanda di nullaosta ad entrare in Italia (dove vivevano, magari, da anni ma senza permesso) FACENDO FINTA, INVECE, che stessero che so...in Equador....
e che invece quest'anno abbiamo buttata la polvere sotto il tappeto e la stessa tragicommedia non si è rappresentata davanti agli uffici postali ma ciascuno davanti ad un Pc, dopo un complicato sistema di scarica il programma-scarica il modulo-connettiti ad Internet se ce l'hai, invia la domanda alle 8 in punto del cosiddetto ckick day!!!!
Io l'ho fatto per la colf di mia cognata e mi sono trovata a sincronizzare l'orologio del mio PC con quello di non so quale centro scientifico (con cui è sincronizzato il sistema del Ministero degli interni) e a fare il conto alla rovescia, che manco a Capodanno, per cliccare esattamente alle 8 del giorno fatidico e far vincere alla lotteria del permesso di soggiorno questa povera ragazza che sta in Italia da anni.....
E' stato pazzesco vedere la faccia delle due tedesche....
Ma è folle che le quote per l'immigrazione riguardino in realtà chi invece è di fatto già qui da noi da anni...non è una presa in giro?
mercoledì 2 gennaio 2008
Buon anno!
Mi succede sempre, ogni anno. E' un bel dire che quella del 31 è una sera come le altre, è vero ma non è proprio così. E' comunque una data simbolo, è chiaro che non cambia niente dopo quella mezzanotte, nè nel bene nè nel male, nessuno di noi ha la fatina di Cenerentola che gli gira intorno!
Però io mi commuovo sempre. Perchè mi sento piccola, e sento piccoli tutti gli uomini e le donne che nel mondo si affidano ad un brindisi...perchè mi fa tenerezza pensare alle speranze di ognuno di noi, singolo essere umano, giovane, vecchio, solo, ricco, povero...perchè nessuno di noi sa a cosa andrà incontro nei mesi che stanno per arrivare e perchè ognuno di noi è fragile e indifeso con la sua tremula speranza, perchè ognuno di noi pensa con amore alle persone a cui vuole bene, a quelle a cui ha voluto bene, a quelle che ha accanto e a quelle che vorrebbe avere accanto e non le ha più...perchè siamo veramente dei puntini, dei meravigliosi, incredibili, luminosi puntini e dovremmo imparare a tenerci stretti e a guardarci tutti con più comprensione.
Però io mi commuovo sempre. Perchè mi sento piccola, e sento piccoli tutti gli uomini e le donne che nel mondo si affidano ad un brindisi...perchè mi fa tenerezza pensare alle speranze di ognuno di noi, singolo essere umano, giovane, vecchio, solo, ricco, povero...perchè nessuno di noi sa a cosa andrà incontro nei mesi che stanno per arrivare e perchè ognuno di noi è fragile e indifeso con la sua tremula speranza, perchè ognuno di noi pensa con amore alle persone a cui vuole bene, a quelle a cui ha voluto bene, a quelle che ha accanto e a quelle che vorrebbe avere accanto e non le ha più...perchè siamo veramente dei puntini, dei meravigliosi, incredibili, luminosi puntini e dovremmo imparare a tenerci stretti e a guardarci tutti con più comprensione.
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