Sono in lite con Gabri.
Anche con mamma ogni incontro, o ogni telefonata, è una discussione.
Con la piccola è un continuo conflitto.
Sono nervosa in ufficio.
Con LUI non riesco mai a trovare un punto di incontro ma sempre di scontro.
E' chiaro che ho un carattere di merda. E anche che sono un stronza perchè il tempo passa e io lo spreco litigando.
giovedì 29 novembre 2007
mercoledì 28 novembre 2007
Il mio ex bambino
Non riusciamo ad andare d’accordo. Era il mio bambino solare e ridente e adesso è sempre incavolato (con me), insofferente, nervoso.
Studia ma controvoglia, sta tantissimo davanti al PC a fare sempre due giochi di ruolo, si scarica musica e quindi ha sempre le cuffie per cui gli parli e ti urla dei seccatissimi “Ehhh???”, si scarica film e continua a guardare dentro quel video.
Si scorda i quaderni e porta 2 di punizione, dimentica piumini e giubbotti in giro per cui ne abbiamo dovuto comprare uno nuovo (che non so fino a quando durerà!), si avventa sul cibo a tavola fregandosene degli altri commensali e cercando di sbafare per primo con un menefreghismo che mi sgomenta, mi risponde male senza più apparenti censure, non sopporta niente di quello che gli dico ed è sempre pronto a gesti di insofferenza e fastidio.
Mi sembrava un ragazzino che avrebbe avuto consapevolezza del mondo, che avrebbe avuto interesse ad approfondire, ad interrogarsi e adesso tutto quello di cui mi parla sono le Lacoste, le Ralph Lauren e la discoteca del sabato pomeriggio…..
Forse esagero e dovrei provare a lasciarlo vivere senza fiatargli sul collo ma mi innervosisce da morire vedere che non legge più, che non va più al cinema e, soprattutto, che se glielo proponi ti guarda come se fossi una vecchia pazza!
Studia ma controvoglia, sta tantissimo davanti al PC a fare sempre due giochi di ruolo, si scarica musica e quindi ha sempre le cuffie per cui gli parli e ti urla dei seccatissimi “Ehhh???”, si scarica film e continua a guardare dentro quel video.
Si scorda i quaderni e porta 2 di punizione, dimentica piumini e giubbotti in giro per cui ne abbiamo dovuto comprare uno nuovo (che non so fino a quando durerà!), si avventa sul cibo a tavola fregandosene degli altri commensali e cercando di sbafare per primo con un menefreghismo che mi sgomenta, mi risponde male senza più apparenti censure, non sopporta niente di quello che gli dico ed è sempre pronto a gesti di insofferenza e fastidio.
Mi sembrava un ragazzino che avrebbe avuto consapevolezza del mondo, che avrebbe avuto interesse ad approfondire, ad interrogarsi e adesso tutto quello di cui mi parla sono le Lacoste, le Ralph Lauren e la discoteca del sabato pomeriggio…..
Forse esagero e dovrei provare a lasciarlo vivere senza fiatargli sul collo ma mi innervosisce da morire vedere che non legge più, che non va più al cinema e, soprattutto, che se glielo proponi ti guarda come se fossi una vecchia pazza!
martedì 27 novembre 2007
Gli occhi degli altri
Leggevo questo post e sono stata folgorata da una considerazione: non mi piaccio più.
E non mi piace più l'immagine che mi rimandano gli sguardi, gli occhi degli altri.
Prima mi vedevo riflessa nei visi altrui e vedevo una bambina, una ragazza, una donna vivace, allegra, curiosa, luminosa, solare.....e capivo, sentivo che gli altri avevano piacere nel vedermi.
Ora mi sembra che si siano spente le luci, non trasmetto più carica, entusiasmo...mi sono ingrigita.
E tutto ciò mi addolora.
E non mi piace più l'immagine che mi rimandano gli sguardi, gli occhi degli altri.
Prima mi vedevo riflessa nei visi altrui e vedevo una bambina, una ragazza, una donna vivace, allegra, curiosa, luminosa, solare.....e capivo, sentivo che gli altri avevano piacere nel vedermi.
Ora mi sembra che si siano spente le luci, non trasmetto più carica, entusiasmo...mi sono ingrigita.
E tutto ciò mi addolora.
Io e lei
E oggi me ne vado in centro con lei! La vado a prendere alle quattro e mezza (è giorno di lunga), parcheggiamo vicino all'autobus e via....dritte in centro!
Non voglio pensare che non ho tempo, che chissà a che ora ritorniamo, ma poi cosa faccio per cena, e chissà quanto ci si mette al ritorno....
CHISSENEFREGA!!!!!!
Io, con la mia bambina, a scegliere qualcosa di bello per addobbare la casa a Natale!
Non voglio pensare che non ho tempo, che chissà a che ora ritorniamo, ma poi cosa faccio per cena, e chissà quanto ci si mette al ritorno....
CHISSENEFREGA!!!!!!
Io, con la mia bambina, a scegliere qualcosa di bello per addobbare la casa a Natale!
domenica 25 novembre 2007
Giorni e nuvole

Vorrei avere la capacità di scrivere per poter esprimere tutto quello che ho provato vedendo questo film.
Andate a vederlo! Albanese è bravo da commuovere, la Buy incredibile. Sono veri, sono i nostri vicini di casa, i nostri familiari, noi.
E se ne esce scossi, tristi, inquieti come sempre quando qualcuno ti racconta una storia vera, vissuta, carnale, che parla al cuore e al cervello.
E bisognava dare più spazio a questo film, no a Salemme!!!!!
sabato 24 novembre 2007
Solo un secolo fa??????

Era solo il 1900…..
“C’è posta per me?”. Era questa la frase con la quale interrogava quasi febbrilmente il portiere del mio palazzo dal giorno dopo la spedizione della mia lettera.
Cos’è una lettera? Beh, è…..qualcosa di simile all’e-mail, così, tanto per darvi un’idea.
Si scriveva su fogli preferibilmente rosa o verde pallido, noi bambine degli anni 60 almeno amavamo questi colori, con i fiorellini che facevano da cornice e venivano poi ripresi nella busta rigorosamente coordinata. Si vendevano, questi fogli di “carta da lettere”, nelle cartolerie ed erano spesso anche una piccola idea regalo.
A un certo punto vennero “griffati” anche loro per cui cominciarono a diffondersi, ad esempio, quelli della Holly Hobbies ma i primi che mi ricordo erano così; semplici, delicati, con questi piccoli disegni sullo sfondo….
Su quei fogli scrivevamo con la penna stilo: non quella con il calamaio, quello no!, ma quella con le cartucce piccole e blu che se ne bucavi una facevi un macello su mani e quaderni…erano generalmente penne Pelikan o Aurora e potevano anche essere caricate con le cartucce rosse, di quel rosso un po’ aranciato che mi piaceva da pazzi!
Con quelle penne, e su quei fogli delicati, scrivevamo alle amiche conosciute durante l’estate, ai cuginetti di un’altra città…iniziavamo la lettera con un deciso “Cara….”, poi si metteva la virgola e si andava a capo. Raccontavamo della scuola, della vita di tutti i giorni, di niente e di tutto, per poi mettere quella bella firma là sotto, al centro, un po’ da grande, con lo svolazzo finale!
Si andava a comprare il francobollo, si leccava sul retro, si appicicava sulla busta (dove era pure un po’ da grandi scrivere, sul fronte, la parola Mittente e poi il nostro nome!) e si faceva scivolare nella cassetta delle lettere più vicina a casa. C’erano due fessure: PER LA CITTA’ e TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI.
Sì, è incredibile, qualcuno si scriveva anche nella stessa città…..e quel TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI come era pieno di fascino ……
Spedita la lettera iniziava l’attesa….cos’è? Vuol dire aspettare che qualcuno ti risponda….
Vediamo un po’….avete presente quando scrivete su MSN e spezzettate le frasi con i continui “invio”? Sai quando vedi comparire sul tuo schermo alla velocità della luce ma comunque frazionate, frasi tipo
Sto
invio
Studiando
invio
Storia
Invio
Qnt pgg dbmo
invio
Portare
invio
X dmni
Invio
Tvttb
Ecco, l’attesa è quel tempo che sta tra un invio e l’altro, che per voi è già lunga se dura due secondi, che per noi era normale anche se coincideva con UNA SETTIMANA!!!!!!
E poi il portiere ti diceva che “Sì”, c’era posta per te!
E allora via, di corsa in camera a leggere, a leggere in fondo niente ma tutto, a leggere e anche a rileggere…ah, già, rileggere sì, perché lo scritto non si cancellava mica, rimaneva lì, e se poi ti andava, la sera o il giorno dopo riprendevi quella letterà lì (o quella del mese prima) e la rileggevi da cima a fondo….
“C’è posta per me?”. Era questa la frase con la quale interrogava quasi febbrilmente il portiere del mio palazzo dal giorno dopo la spedizione della mia lettera.
Cos’è una lettera? Beh, è…..qualcosa di simile all’e-mail, così, tanto per darvi un’idea.
Si scriveva su fogli preferibilmente rosa o verde pallido, noi bambine degli anni 60 almeno amavamo questi colori, con i fiorellini che facevano da cornice e venivano poi ripresi nella busta rigorosamente coordinata. Si vendevano, questi fogli di “carta da lettere”, nelle cartolerie ed erano spesso anche una piccola idea regalo.
A un certo punto vennero “griffati” anche loro per cui cominciarono a diffondersi, ad esempio, quelli della Holly Hobbies ma i primi che mi ricordo erano così; semplici, delicati, con questi piccoli disegni sullo sfondo….
Su quei fogli scrivevamo con la penna stilo: non quella con il calamaio, quello no!, ma quella con le cartucce piccole e blu che se ne bucavi una facevi un macello su mani e quaderni…erano generalmente penne Pelikan o Aurora e potevano anche essere caricate con le cartucce rosse, di quel rosso un po’ aranciato che mi piaceva da pazzi!
Con quelle penne, e su quei fogli delicati, scrivevamo alle amiche conosciute durante l’estate, ai cuginetti di un’altra città…iniziavamo la lettera con un deciso “Cara….”, poi si metteva la virgola e si andava a capo. Raccontavamo della scuola, della vita di tutti i giorni, di niente e di tutto, per poi mettere quella bella firma là sotto, al centro, un po’ da grande, con lo svolazzo finale!
Si andava a comprare il francobollo, si leccava sul retro, si appicicava sulla busta (dove era pure un po’ da grandi scrivere, sul fronte, la parola Mittente e poi il nostro nome!) e si faceva scivolare nella cassetta delle lettere più vicina a casa. C’erano due fessure: PER LA CITTA’ e TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI.
Sì, è incredibile, qualcuno si scriveva anche nella stessa città…..e quel TUTTE LE ALTRE DESTINAZIONI come era pieno di fascino ……
Spedita la lettera iniziava l’attesa….cos’è? Vuol dire aspettare che qualcuno ti risponda….
Vediamo un po’….avete presente quando scrivete su MSN e spezzettate le frasi con i continui “invio”? Sai quando vedi comparire sul tuo schermo alla velocità della luce ma comunque frazionate, frasi tipo
Sto
invio
Studiando
invio
Storia
Invio
Qnt pgg dbmo
invio
Portare
invio
X dmni
Invio
Tvttb
Ecco, l’attesa è quel tempo che sta tra un invio e l’altro, che per voi è già lunga se dura due secondi, che per noi era normale anche se coincideva con UNA SETTIMANA!!!!!!
E poi il portiere ti diceva che “Sì”, c’era posta per te!
E allora via, di corsa in camera a leggere, a leggere in fondo niente ma tutto, a leggere e anche a rileggere…ah, già, rileggere sì, perché lo scritto non si cancellava mica, rimaneva lì, e se poi ti andava, la sera o il giorno dopo riprendevi quella letterà lì (o quella del mese prima) e la rileggevi da cima a fondo….
sabato 17 novembre 2007
Sarà pure pubblicità
ma mi sembra che, a proposito del post di ieri, abbia proprio un senso profondo.
Guardate questo video qui, per le nostre bambine, perchè siano vere donne domani.
Guardate questo video qui, per le nostre bambine, perchè siano vere donne domani.
venerdì 16 novembre 2007
Vuole fare la modellaaaa
Viene a pranzo da noi un'amichetta della mia strega. III elementare, 8 anni. E' una bambina che mangia poco e dichiara sempre che non le piace quasi nulla.
In macchina, durante il tragitto verso casa; "Ti piace la pasta con ill sugo di pomodoro fresco?"
"No grazie. Preferisco mangiarla solo con un po' di olio"
"Senza neanche il parmigiano?"
"Così solo olio. Anche a casa in questi giorni la sto mangiando così"
"E come mai? Non sei stata bene?"
"No, è che siccome peso 27 chili voglio tornare a 25 che è sempre stato il mio peso".
No comment.
P.S. E vi assicuro che la madre non è una similvelina.
In macchina, durante il tragitto verso casa; "Ti piace la pasta con ill sugo di pomodoro fresco?"
"No grazie. Preferisco mangiarla solo con un po' di olio"
"Senza neanche il parmigiano?"
"Così solo olio. Anche a casa in questi giorni la sto mangiando così"
"E come mai? Non sei stata bene?"
"No, è che siccome peso 27 chili voglio tornare a 25 che è sempre stato il mio peso".
No comment.
P.S. E vi assicuro che la madre non è una similvelina.
mercoledì 14 novembre 2007
Buon Natale
martedì 13 novembre 2007
Qualcuno lassù si è distratto
E' quasi sera, buio. Passiamo davanti alla chiesa della piazza e, sul sagrato, intravedo le sagome di tre mendicanti. Sono sempre i soliti, stranieri e un po' alticci.
Istintivamente rafforzo la stretta di mano su di lei e cambio strada.
Mi chiede il perchè.
Le rispondo che dove c'è povertà, dove c'è disperazione può accadere purtroppo di tutto.
"Noi, amore mio, siamo molto fortunati".
"E' vero mamma. Loro no. Ma come mai? E Dio perchè li ha fatti sfortunati? ...Mi sa che Dio ha perso il controllo dei suoi poteri!"
Istintivamente rafforzo la stretta di mano su di lei e cambio strada.
Mi chiede il perchè.
Le rispondo che dove c'è povertà, dove c'è disperazione può accadere purtroppo di tutto.
"Noi, amore mio, siamo molto fortunati".
"E' vero mamma. Loro no. Ma come mai? E Dio perchè li ha fatti sfortunati? ...Mi sa che Dio ha perso il controllo dei suoi poteri!"
Trentasei anni di intelligenza
Devo ammetterlo, o trentasei anni di amore.
I miei si sono separati appunto tanto tempo fa, quando io avevo 9 anni e mio fratello 6.
Fu mia mamma a volere la separazione, litigavano in continuazione, una vita difficile da gestire con due caratteri così incapaci di trovare punti di incontro.
E' inutile negare che abbiamo sofferto, è ovvio. Non avere il papà in casa e, soprattutto, saperlo SOLO per me era fonte di vero e profondo dolore. Ma non ho MAI dubitato un solo istante della mia vita dell'amore di mio papà.
Erano anni in cui non era così diffuso avere i genitori separati. Mi ricordo che quando andavamo fuori, solo con mia madre, e qualche bambino mi chiedeva dove fosse mio padre, alla mia risposta"Non c'è perchè i miei sono separati" si imbarazzavano e mi dicevano "Oh, scusa!". E io invece mi arrabbiavo non della domanda, che trovavo proprio naturale, ma delle scuse!!! Perchè si scusavano? Cosa c'era da nascondere, che non doveva essere detto??? Mica mi dovevo vergognare. Questo per dire che era ancora un'esperienza nuova, senza riferimenti nè culturali nè di vita vissuta.
E invece lei è stata bravissima. E lo dico a proposito di questo che ho letto stamattina.
La frase che ci ha sempre ripetuto, anche se forse non aveva mai letto teorizzazioni sulla differenza tra rapporto di coppia e genitorialità, era "Non andavamo d'accordo come marito e moglie ma il vostro è un ottimo papà".
E ancora non si parlava di affido condiviso per cui fummo affidati a lei. Ma quando il giudice dovette decidere quanti giorni e quali "concedere" settimanalmente a mio padre per "prenderci" (che buffo, io e mio fratello abbiamo sempre usato questo verbo ma non con un significato aggressivo) lei dichiarò, e fu messo nella sentenza, che papà poteva prenderci quando voleva. E poi mi spiegò, ormai un po' più grande: "Non potevo scegliere un giorno preciso. E se poi nel giorno previsto qualcuno di voi ha un impegno e non potete vedervi? Che facciamo? Andiamo a finire alla settimana dopo? E' vostro padre e può stare con voi quando vuole".
E infatti io mio papà me lo ricordo fuori scuola, alle mie partite di pallacanestro, a prendermi alle feste delle mie amiche, in giro per il centro il sabato e la domenica, senza particolari formalità. Telefonava, citofonava, passava. Anzi, dirò di più: le mie compagne conoscevano più lui di mia mamma!
E fra di loro comunque continuavano a non andare d'accordo, non è che fossero rose e fiori...ma noi eravamo un'altra cosa, un'altra questione. Mai messo in discussione il ruolo parentale di uno dei due.
Questo per dire che è una questione di testa e non di norme, di cuore e non di sentenze.
Certo, tutto non si può pretendere! E quando andavamo a pranzo con lui mia mamma ci diceva: "Mi raccomando eh, mangiate la carne!"!!!!!
I miei si sono separati appunto tanto tempo fa, quando io avevo 9 anni e mio fratello 6.
Fu mia mamma a volere la separazione, litigavano in continuazione, una vita difficile da gestire con due caratteri così incapaci di trovare punti di incontro.
E' inutile negare che abbiamo sofferto, è ovvio. Non avere il papà in casa e, soprattutto, saperlo SOLO per me era fonte di vero e profondo dolore. Ma non ho MAI dubitato un solo istante della mia vita dell'amore di mio papà.
Erano anni in cui non era così diffuso avere i genitori separati. Mi ricordo che quando andavamo fuori, solo con mia madre, e qualche bambino mi chiedeva dove fosse mio padre, alla mia risposta"Non c'è perchè i miei sono separati" si imbarazzavano e mi dicevano "Oh, scusa!". E io invece mi arrabbiavo non della domanda, che trovavo proprio naturale, ma delle scuse!!! Perchè si scusavano? Cosa c'era da nascondere, che non doveva essere detto??? Mica mi dovevo vergognare. Questo per dire che era ancora un'esperienza nuova, senza riferimenti nè culturali nè di vita vissuta.
E invece lei è stata bravissima. E lo dico a proposito di questo che ho letto stamattina.
La frase che ci ha sempre ripetuto, anche se forse non aveva mai letto teorizzazioni sulla differenza tra rapporto di coppia e genitorialità, era "Non andavamo d'accordo come marito e moglie ma il vostro è un ottimo papà".
E ancora non si parlava di affido condiviso per cui fummo affidati a lei. Ma quando il giudice dovette decidere quanti giorni e quali "concedere" settimanalmente a mio padre per "prenderci" (che buffo, io e mio fratello abbiamo sempre usato questo verbo ma non con un significato aggressivo) lei dichiarò, e fu messo nella sentenza, che papà poteva prenderci quando voleva. E poi mi spiegò, ormai un po' più grande: "Non potevo scegliere un giorno preciso. E se poi nel giorno previsto qualcuno di voi ha un impegno e non potete vedervi? Che facciamo? Andiamo a finire alla settimana dopo? E' vostro padre e può stare con voi quando vuole".
E infatti io mio papà me lo ricordo fuori scuola, alle mie partite di pallacanestro, a prendermi alle feste delle mie amiche, in giro per il centro il sabato e la domenica, senza particolari formalità. Telefonava, citofonava, passava. Anzi, dirò di più: le mie compagne conoscevano più lui di mia mamma!
E fra di loro comunque continuavano a non andare d'accordo, non è che fossero rose e fiori...ma noi eravamo un'altra cosa, un'altra questione. Mai messo in discussione il ruolo parentale di uno dei due.
Questo per dire che è una questione di testa e non di norme, di cuore e non di sentenze.
Certo, tutto non si può pretendere! E quando andavamo a pranzo con lui mia mamma ci diceva: "Mi raccomando eh, mangiate la carne!"!!!!!
lunedì 12 novembre 2007
Fiori
Sono almeno 10 anni che è successo. Mi ricordo quella mattina, vicino al mio ufficio. Il solito traffico che segue ad un incidente, il nostro fastidio per l'intoppo, gli sguardi distratti che si spingono più avanti per capire cos'è successo, quanto durerà la coda. Poi il brivido lungo la schiena, una moto per terra, un casco. E più in là un lenzuolo.
Vai avanti, continui a guidare. Non sai chi fosse, pensi, per un attimo, alla disperazione che starà scoppiando nel cuore di qualcuno.
Sono, appunto, almeno 10 anni. E in quel punto i suoi genitori hanno messo una lapide, con la foto gioiosa del loro ragazzo.
Passo di lì quasi ogni giorno, estate e inverno.
E da allora ogni giorno mazzi di fiori freschi, rigogliosi, colorati ad adornare quel viso ridente.
Non so quando vengono a comporre quei mazzi, quando si chinano davanti a quella foto, forse di notte:una mamma ed un papà, io credo, che vogliono stare sotto quel pezzo di cielo che gli occhi del loro bambino han visto per l'ultima volta.
Vai avanti, continui a guidare. Non sai chi fosse, pensi, per un attimo, alla disperazione che starà scoppiando nel cuore di qualcuno.
Sono, appunto, almeno 10 anni. E in quel punto i suoi genitori hanno messo una lapide, con la foto gioiosa del loro ragazzo.
Passo di lì quasi ogni giorno, estate e inverno.
E da allora ogni giorno mazzi di fiori freschi, rigogliosi, colorati ad adornare quel viso ridente.
Non so quando vengono a comporre quei mazzi, quando si chinano davanti a quella foto, forse di notte:una mamma ed un papà, io credo, che vogliono stare sotto quel pezzo di cielo che gli occhi del loro bambino han visto per l'ultima volta.
venerdì 9 novembre 2007
giovedì 8 novembre 2007
Festa a sorpresa
Il piano è riuscito alla perfezione.
L’ho preso alle 8 di sera al tennis insieme al suo amico, mio complice, e l’ho portato a raffica a casa: il programma ufficiale era che tutti noi della famiglia nsieme a quella, appunto, di Giulio saremmo andati a cena fuori e che sua mamma sarebbe passata sotto casa nostra verso le 8 e 40.
Doccia sua, io agitatissima che lo incitavo a sbrigarsi e lui invece flemmatico (ad un certo punto ha pure detto:”Stasera mi sa che non vengo a cena fuori!”….!!!) e che contava sul fatto che la nostra amica è ritardataria! Io, invece, fremevo perché sapevo che i suoi compagni erano già al ristorante.
Arriva sotto casa la mia amica con il figlio, lui con calma finisce di asciugarsi i capelli, cerca le scarpe abbandonate, come sempre, in giro per casa, decide che deve prendere pure il portafoglio ma non sa dov’è, mentre io balzo già sul pianerottolo con il piumino addosso…scendiamo giù tutti e due e lui, da bravo adolescente indifferente, manco mi chiede perché il padre, la sorella e il fratello non stiano venendo con noi! Impapocchio comunque una scusa confusa, non richiesta, che il padre aspettava una mail (!) ma, arrivata alla macchina, fingo un’improvviso cambiamento di programma e annuncio che salgo a prendere le sorella per raggiungerli poi a piedi.
Sale in macchina, praticamente sequestrato ma chiacchiera disinvolto del più e del meno. La macchina parte verso il ristorante (che è piuttosto vicino). Nell’istante in cui la macchina si sposta chiamo al telefonino una delle sue compagne (l’altra mia complice) e la avviso “Sono partiti ora”.
Arrivata a pochi metri dal locale, l’autista ferma la macchina e…”Uh, ho dimenticato il cellulare a casa, Scendete va’ e intanto andate avanti voi!”. I due adolescenti (uno ignaro e l’altro no) scendono e si avviano verso il ristorante.
A questo punto il racconto è quello del filmino che mi hanno fatto vedere i suoi compagni.
I due raggiungono ciondolanti il locale e lì fuori, appostati dietro le macchine, ci sono tutti loro: insieme escono fuori urlando AUGURI ENRY!!!!
La sua faccia? Un capolavoro! Una maschera di aplomb nella quale però lo sguardo con un lampo tradiscela sorpresa!!!!
E la sua prima frase? “Ma mia madre lo sa?”
E poi la serata è partita fra loro, allegri, carini e affettuosi. E ve lo devo dire, quello che mi ha detto il proprietario del locale: “Era tanto tempo che non mi capitava di avere qui dei ragazzi così educati”.
Lui è stato contento (anche se certo, per quanto lo manifesta…) MA IO SOPRATTUTTO MI SONO DIVERTITA UN MONDO!!!!!
L’ho preso alle 8 di sera al tennis insieme al suo amico, mio complice, e l’ho portato a raffica a casa: il programma ufficiale era che tutti noi della famiglia nsieme a quella, appunto, di Giulio saremmo andati a cena fuori e che sua mamma sarebbe passata sotto casa nostra verso le 8 e 40.
Doccia sua, io agitatissima che lo incitavo a sbrigarsi e lui invece flemmatico (ad un certo punto ha pure detto:”Stasera mi sa che non vengo a cena fuori!”….!!!) e che contava sul fatto che la nostra amica è ritardataria! Io, invece, fremevo perché sapevo che i suoi compagni erano già al ristorante.
Arriva sotto casa la mia amica con il figlio, lui con calma finisce di asciugarsi i capelli, cerca le scarpe abbandonate, come sempre, in giro per casa, decide che deve prendere pure il portafoglio ma non sa dov’è, mentre io balzo già sul pianerottolo con il piumino addosso…scendiamo giù tutti e due e lui, da bravo adolescente indifferente, manco mi chiede perché il padre, la sorella e il fratello non stiano venendo con noi! Impapocchio comunque una scusa confusa, non richiesta, che il padre aspettava una mail (!) ma, arrivata alla macchina, fingo un’improvviso cambiamento di programma e annuncio che salgo a prendere le sorella per raggiungerli poi a piedi.
Sale in macchina, praticamente sequestrato ma chiacchiera disinvolto del più e del meno. La macchina parte verso il ristorante (che è piuttosto vicino). Nell’istante in cui la macchina si sposta chiamo al telefonino una delle sue compagne (l’altra mia complice) e la avviso “Sono partiti ora”.
Arrivata a pochi metri dal locale, l’autista ferma la macchina e…”Uh, ho dimenticato il cellulare a casa, Scendete va’ e intanto andate avanti voi!”. I due adolescenti (uno ignaro e l’altro no) scendono e si avviano verso il ristorante.
A questo punto il racconto è quello del filmino che mi hanno fatto vedere i suoi compagni.
I due raggiungono ciondolanti il locale e lì fuori, appostati dietro le macchine, ci sono tutti loro: insieme escono fuori urlando AUGURI ENRY!!!!
La sua faccia? Un capolavoro! Una maschera di aplomb nella quale però lo sguardo con un lampo tradiscela sorpresa!!!!
E la sua prima frase? “Ma mia madre lo sa?”
E poi la serata è partita fra loro, allegri, carini e affettuosi. E ve lo devo dire, quello che mi ha detto il proprietario del locale: “Era tanto tempo che non mi capitava di avere qui dei ragazzi così educati”.
Lui è stato contento (anche se certo, per quanto lo manifesta…) MA IO SOPRATTUTTO MI SONO DIVERTITA UN MONDO!!!!!
mercoledì 7 novembre 2007
16 anni
E sembra ieri che, proprio a quest'ora, passeggiavo per i corridoi del Fatebenefratelli contando nell'intervallo tra una contrazione e l'altra...per poi vederlo uscire, lungo lungo e magrino (come è poi rimasto) con quell'enorme bocca spalancata nel suo primo urlo alla vita....
E passerotto mio oggi compi già 16 anni...e sei grande, non c'è niente da fare.
Se penso a me a quell'età, alle mie amiche, ai miei amici, beh, eravamo adulti. Certo, con le ingenuità dell'inesperienza, della giovinezza, ma con una percezione della realtà che somigliava molto a quella di oggi, nel senso che mi riconosco in quella sedicenne.
E stasera....FESTA A SORPRESA!
O meglio, pizza a sorpresa.
D'accordo con alcune delle sue compagne abbiamo convenuto che organizzare una festa a sorpresa a casa l'avrebbe messo in difficoltà, si sarebbe sentito troppo responsabile della serata.
Ho prenotato quindi in una pizzeria molto carina e "giovane" vicino casa dove lui andrà, insieme al suo amico di sempre, pensando di trovare noi della famiglia e troverà invece un bel gruppo di compagni di classe!!! Vorrei essere una mosca per vedere la faccia che farà....ma penso che è più carino che siano soli. Andrò solo alla fine a pagare!!!!
E speriamo che sia contento e non si scocci....
Vi farò sapere.
E passerotto mio oggi compi già 16 anni...e sei grande, non c'è niente da fare.
Se penso a me a quell'età, alle mie amiche, ai miei amici, beh, eravamo adulti. Certo, con le ingenuità dell'inesperienza, della giovinezza, ma con una percezione della realtà che somigliava molto a quella di oggi, nel senso che mi riconosco in quella sedicenne.
E stasera....FESTA A SORPRESA!
O meglio, pizza a sorpresa.
D'accordo con alcune delle sue compagne abbiamo convenuto che organizzare una festa a sorpresa a casa l'avrebbe messo in difficoltà, si sarebbe sentito troppo responsabile della serata.
Ho prenotato quindi in una pizzeria molto carina e "giovane" vicino casa dove lui andrà, insieme al suo amico di sempre, pensando di trovare noi della famiglia e troverà invece un bel gruppo di compagni di classe!!! Vorrei essere una mosca per vedere la faccia che farà....ma penso che è più carino che siano soli. Andrò solo alla fine a pagare!!!!
E speriamo che sia contento e non si scocci....
Vi farò sapere.
lunedì 5 novembre 2007
La normalità che ci sorprende
Stamattina sono scesa di casa per andare in ufficio e ho trovato la sorpresa: la mia macchina, regolarmente parcheggiata, era stata presa in pieno e aveva il muso tutto sfondato.
Choc!
Ma ancora più choc nello choc è stato trovare un bigliettino sotto il tergicristallo con nome, cognome, numero di telefono e di targa della macchina, lasciato dal ....colpevole!!!!
Comportamenti che scaldano l'anima!
Choc!
Ma ancora più choc nello choc è stato trovare un bigliettino sotto il tergicristallo con nome, cognome, numero di telefono e di targa della macchina, lasciato dal ....colpevole!!!!
Comportamenti che scaldano l'anima!
Chi ha orecchie per intendere.....
Ebbene sì, saranno manie di persecuzione, desiderio di stare al centro dell'attenzione, frustrazioni infantili mai colmate, sindrome da prima della classe, narcisismo ed egocentrismo irrisolti, complesso di Calimero e di Cenerentola.....ma ci rimango sempre male quando QUALCHE BLOGGER, che ogni tanto mi commenta, non mi mette PERO' nella sua blogroll!!!!
Ed ad altri invece sì!!!!!!!!
Ed ad altri invece sì!!!!!!!!
sabato 3 novembre 2007
Seriamente parlando
Per favore, fate un salto qui?
Non credo di dover aggiungere altro se non che è il caso di darci una scossa e di alzare la voce per cambiare la visione della donna-merce che è SEMPRE più aggressiva.
Non credo di dover aggiungere altro se non che è il caso di darci una scossa e di alzare la voce per cambiare la visione della donna-merce che è SEMPRE più aggressiva.
Knit cafè anche a Roma!!!!!
Dopo aver letto con "invidia" di knit cafè a Milano, a Torino, ad Alessandria; dopo aver pensato che quasi quasi provavo ad organizzarne uno io che qui a Roma non se ne sentiva parlare.....beh...ECCOLO QUI!!!!
Ed io ci sarò!!!!!!
Ed io ci sarò!!!!!!
venerdì 2 novembre 2007

"Per celebrare i trent’anni dall’istituzione del Servizio Sanitario Nazionale, il Ministero della Salute ha realizzato una campagna per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulla “buona sanità” offerta dal Servizio Sanitario Nazionale. "
Cioè? La NOSTRA consapevolezza sulla buona sanità dipende da questa foto?????
Se devi fare la radioterapia, la mammografia, l'ecografia, i raggi al torace e devi aspettare mesi...guardi 'sta foto? E che succede??? Di che diventi consapevole????
Non suona come una presa per i fondelli????
E i bravi medici, le brave infermiere, gli operatori seri che esistono e lottano tutti i giorni non si sentono mortificati da questa campagna per ingenui cittadini stile anni 50????
Tra l'altro...cosa pubblicizzano? A parte il PRIVATO qual'è la concorrenza rispetto alla quale vorrebbero convincerci a "scegliere"il sistema pubblico ????
Ma siamo pazzi???? Quanto ci è costata 'sta storiella?
giovedì 1 novembre 2007
Triste e ridicolo
Non finisco mai di stupirmi perchè è grottesco, triste, surreale, soprattutto è ridicolo e questa ridicolaggine porta con sè una profonda amarezza.... ancora oggi, nel 2007, in TV, i presentatori, conduttori, anchormen, giornalisti sono eleganti e stravestiti, in smoking o maglioncino di cachemire, con una polo o una camicia MA accanto a loro la bella figliola di turno è sempre in mutande e reggiseno!!!!!! Ve la immaginate una scena del genere nei nostri uffici????
Sembra banale, ci siamo abituate/i, ma se lo guardo con gli occhi dei miei figli la vedo ancora dura con messaggi come questi!!!!
Come lo interiorizza questo messaggio mia figlia di 8 anni? E i miei due maschi adolescenti?
Sembra banale, ci siamo abituate/i, ma se lo guardo con gli occhi dei miei figli la vedo ancora dura con messaggi come questi!!!!
Come lo interiorizza questo messaggio mia figlia di 8 anni? E i miei due maschi adolescenti?
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