venerdì 28 settembre 2007

Giustamente mi si chiedono notizie...

Gentile Signora,

la ringrazio della sua segnalazione pervenutami via mail lo scorso 26 giugno: questo Ministero ha più volte ribadito che i giudizi finali non rientrano nei dati sensibili, come specificato nel protocollo sul trattamento dei medesimi pubblicato lo scorso anno e reperibile in Gazzetta
UfficialeTuttavia devo anche precisare che la gestione delle valutazioni e della comunicazione delle medesime alle famiglie rientra nelle prerogative delle singole scuole autonome, che decidono, a livello di Collegio docenti e di Consiglio di Istituto, come procedere in materia.
Auguro a suo figlio un percorso scolastico futuro carico di soddisfazioni e la saluto.
Cordialmente

Il Ministro
On. Giuseppe Fioroni


Come dire che la scuola aveva l'autonomia per dire e fare liberamente le sue cavolate!

Vuoto e web

Non so cosa scrivere nei post. E sono arrivata a dire a me stessa che non so cosa scrivere perchè non penso.
Una volta si diceva che ciò che non passava in televisione non esisteva.
Ma ora...pensa solo chi sta sul web????

giovedì 27 settembre 2007

Non ci posso credere!

Apro la posta elettronica e cosa trovo??? Una lettera firmata da lui in risposta a questa!!!!

Certo, è chiaro che è stata la sua segreteria a rispondere ma almeno si sono presi la briga di farlo!!!

mercoledì 26 settembre 2007

Contrasti

Nel mio quartiere, così come in quelli vicini, si vedono, letteralmente dalla mattina fino alla sera, uomini e donne che, in fila come meticolose formichine, trascinando spesso carrelli della spesa (quelli da massaia, per intenderci), svuotano con religiosa precisione i cassonetti e raccolgono quello che noi (sazi e stufi, cultori dello space cleaning) abbiamo deciso essere di troppo nelle nostre case.
Confesso che è un fenomeno che istintivamente mi disturba molto, nel profondo. Non riesco ad essere indifferente nel vedere rovistare nello sporco, non riesce a non turbarmi il fatto che c'è qualcuno che raccoglie rifiuti e c’è qualcun altro a cui tutto ciò viene destinato. C’è un mercato, il mercato del cassonetto, della spazzatura. Ed è proprio così. Ho buttato dei giocattoli rotti, un sabato mattina.
Due ore dopo li ho visti esposti su una bancarella improvvisata sul marciapiede del mercato del quartiere. E c’erano tante persone che si aggiravano tra quelle bancarelle. E’ che siamo sempre più poveri, e si possono anche comprare rifiuti se c’è convenienza!

Anche Carlotta è molto colpita da tutto questo andirivieni e mi fa molte domande sull’identità di queste persone, sulla loro povertà, vuole sapere dove abitano, se i figli vanno scuola, perché sono poveri…
Ma ieri ha sbarrato gli occhi stupefatta perché, accanto ad uno di questi cassonetti, c’era uno dei soliti svuotatori con il suo bravo carrellino che stava però in pausa e parlava al cellulare.
“Ma come? E’ povero e ha il cellulare? Ma come ha fatto a comprarlo?” e poi, mimando uno che parla al telefono e atteggiandosi a donna manager un po’ mondana, con la testa inclinata e il tono della voce di chi ha molto da fare: “Sì, ciao, sto bene grazie. No, adesso ho da fare sai..scusa ma devo andare a chiedere l’elemosina e poi ciò il cassonetto da svuotare...”.

Non ho potuto fare altro che sorridere della sua capacità di cogliere i contrasti.

mercoledì 12 settembre 2007

La malinconia della chioccia!

Stamattina ho accompagnato la piccola a scuola, il suo primo giorno, III elementare.
Sono passata davanti alla scuola media (è lì accanto) e per la prima volta dopo anni non avevo motivo di fermarmi.
Ho lasciato lei e mentre mi avviavo in macchina verso l'ufficio pensavo che ero sempre io, ancora una volta, anno dopo anno, e che provavo quella strana sensazione di sollievo che si prova quando si lascia il proprio figlio in mani sicure.
Ma domani loro due andranno al liceo. Tutti e due, primo e terzo anno.
E lì è un altro mondo, il mondo nel quale stanno imparando sacrosantemente a distaccarsi da me, ad essere autonomi, a non avere bisogno di me.

Però.... In realtà, sotto sotto, sono un po' invidiosa....ci vorrei essere io in quelle classi di IV ginnasio, di I liceo.....BEATI LORO!!!!
E ho viscidamente offerto soldi al neoginnasiale se all'uscita mi racconterà tutto!!!!!!!

martedì 11 settembre 2007

La riflessione della chioccia

Avrò iniziato questo post dieci volte e ogni volta ho cancellato. E’ che sono confusa, impreparata, indecisa….mio fratello e mia cognata si stanno prendendo una “pausa di riflessione”. Lui è tornato temporaneamente da mia madre (viaggia per lavoro quindi non ci starà molto), lei è rimasta a casa con il figlio.
Non sono arrabbiati l’uno con l’altra, sono scaglionati,tristi…..non hanno più stimoli, si vogliono bene ma non hanno più il gusto di stare insieme. E la dimensione famiglia non è sufficiente a farli rimanere insieme.
Lui ha 42 anni, lei 43. Il figlio 11.
Voglio bene a tutti e due ma non riesco a capire,soprattutto mio fratello: ha sofferto per la mancanza di papà a casa, sa quanto è difficile veder crescere un figlio senza viverci insieme….sì certo, affido condiviso, separazione civile, rapporti buoni tra i genitori….ma un figlio che si avvia all’adolescenza lo conosci, lo vivi, lo capisci solo se stai sotto il suo stesso tetto. Nell’età in cui con noi genitori parlano poco e poco vogliono avere a che fare con noi si ha il polso della crescita incontrandoli in corridoio e accorgendosi che “oggi non puzza, si è fatto la doccia”, che preferisce ormai le polo alle magliette girocollo, che non vuole più la cioccolata perché fa venire i brufoli….non è certo andando a mangiare una pizza in fretta e furia (poi deve andare con gli amici a una festa) o andando a vedere una partita di rugby che si riesce a mantenere il contatto. E’ la discussione in pigiama e ciabatte, è il bacio strappato prima di andare a dormire, è lo scappellotto affettuoso mentre va a scuola, la litigata furiosa con la porta sbattuta, il libro aperto sul comodino che ci permettono di provare a capirli e vederli diventare grandi.
Sì lo so, io sono una vera mamma chioccia, ho grandi difficoltà a staccarmi da loro e a lasciarli andare…non a livello razionale (non sono proprio demente) ma interiormente lotto con me stessa e stento a trovare il giusto equilibrio..e non riesco quindi a capire come si possa abdicare così.
In fondo per cosa? Per un’altra storia? Per la libertà? Di fare che? Per divertirsi? Mi sembrano tutte motivazioni così effimere di fronte alla vita con un figlio…..

lunedì 3 settembre 2007

Tartablu.....eccomi qui!!!!!!

Eccomi qui, sono tornata ieri sera.
Di nuovo Roma, di nuovo casa, di nuovo settembre con il suo adrenalinico carico di programmi, progetti, idee, elettrizzanti buoni propositi....perciò, per questo capodanno,


BUON ANNO A TUTTI!!!!!