Parto. Da oggi mi trasferisco al mare!!!!
Non ho PC, non ho collegamento, sono fuori dal mondo!!!!
Mi mancherete ma cercherò di distrarmi!
Verrò a visitarvi tutti quando farò le mie capatine a Roma....
UN ABBRACCIO E BUONA BUONISSIMA ESTATE!!!!!!
giovedì 28 giugno 2007
martedì 26 giugno 2007
Lettera al Ministro (almeno leggetela voi!!!!)
Egregio Ministro,
le scrivo poche ore dopo essermi recata presso la scuola media dove mio figlio ha svolto gli esami di licenza media.
Sono rimasta sbalordita nel verificare che i “quadri” non esponevano il giudizio sintetico individuale espresso dalla Commissione di esame ma si limitavano solo a comunicare se i candidati erano stati “licenziati” o no! E, spiegazione confusa della scuola, tutto ciò per una interpretazione evidentemente restrittiva (per non dire errata, oltre che dannosa) della cosiddetta legge sulla privacy che, paradossalmente, sta invadendo sempre di più le nostre esistenze.
A prescindere dai miei forti dubbi personali sulla validità di tale interpretazione (tanto più che il Garante è stato costretto più volte a tornare sull’argomento in questione per ribadire che i risultati scolastici di esami e scrutini non rientrano nel novero dei “dati sensibili”) ritengo che oltretutto la scuola, in questo caso, abbia commesso un grave errore educativo: ha impedito, infatti, ai ragazzi di confrontarsi, anche pubblicamente, con i risultati di una prova svolta pubblicamente, ha ancora una volta rinforzato un atteggiamento protettivo che impedisce ai nostri figli di crescere in modo equilibrato, cosa che significa anche acquisire la capacità di affrontare a viso aperto i risultati e le conseguenze dei propri comportamenti e della propria capacità di gestire gli impegni.
Il senso dell’Esame di Stato credo che sia, oltre quello di verificare le competenze degli alunni in vista di studi successivi di livello superiore, anche far sperimentare gradualmente ai ragazzi l’impatto con le prove che li vedranno protagonisti negli anni futuri, quello di farli confrontare con l’emozione, la paura, la propria capacità di autocontrollo, quello di imparare misurare il rapporto tra impegno e risultato.
E così come l’esame si svolge pubblicamente ritengo che anche l’affissione pubblica e completa dei risultati sia parte integrante di questo meccanismo che dovrebbe aiutare i nostri figli a diventare adulti equilibrati.
Temo che stiamo veramente rischiando di impantanarci sempre di più in un sistema che appiattisce ogni merito, ogni emozione, ogni entusiasmo!
Inoltre, oltre a queste considerazioni che nascono ovviamente da quella che è la mia visione da adulto degli esami, avrei voluto farla assistere stamattina alla delusione di questi ragazzini che aspettavano tutti insieme l’uscita dei quadri e che si sono trovati di fronte a un giudizio non solo omologante ma anche incompleto! Chi di noi non ricorda il gusto e il divertimento del commentare insieme i risultati scolastici davanti a quelle bacheche? In nome di quale violazione di privacy sono stati privati di questa esperienza condivisa?
Nel suo messaggio ai ragazzi che stanno affrontando l’esame di maturità Lei riassume il suo augurio in due parole: “impegno e passione” così come ricorda l’importanza del “merito, senza il quale non c'è futuro di qualità”.
E non crede anche lei che privare dei ragazzini dei risultati comparativi dei propri esami porti, o rischi di portare, sulla strada di un appiattimento che nuoce ai singoli e alla collettività?
Vedere che il compagno che ha studiato di più, che si è impegnato di più, ha preso “Ottimo” e che quello che invece ha dato di meno è stato giudicato (e accettiamo anche che i nostri figli vengano giudicati, non ne moriranno!!!) con un “sufficiente” non è anche questo un passaggio importante verso la capacità di riconoscere il “merito” e nel volerlo, magari, poi, perseguire per sé, con impegno e passione?
Forse è il caso, signor Ministro, che si impartisca qualche chiarimento e che non si lasci più alla libera interpretazione dei Dirigenti scolastici o dei Presidenti di Commissione (non so da chi sia dipesa la scelta della scuola di mio figlio) una fase del rapporto tra alunni e scuola che, seppure conclusivo, sarebbe meglio guidare e condividere all’interno di una visione più ampia!
Grazie e cordiali saluti
Firma mia
Per voi: io l'ho spedita, via e-mail, all' indirizzo di posta elettronica che POTREBBE essere della segretaria del ministro Fioroni. Dico "potrebbe" perchè ho verificato come sono composti gli indirizzi e-mail del ministero e ho provato!
le scrivo poche ore dopo essermi recata presso la scuola media dove mio figlio ha svolto gli esami di licenza media.
Sono rimasta sbalordita nel verificare che i “quadri” non esponevano il giudizio sintetico individuale espresso dalla Commissione di esame ma si limitavano solo a comunicare se i candidati erano stati “licenziati” o no! E, spiegazione confusa della scuola, tutto ciò per una interpretazione evidentemente restrittiva (per non dire errata, oltre che dannosa) della cosiddetta legge sulla privacy che, paradossalmente, sta invadendo sempre di più le nostre esistenze.
A prescindere dai miei forti dubbi personali sulla validità di tale interpretazione (tanto più che il Garante è stato costretto più volte a tornare sull’argomento in questione per ribadire che i risultati scolastici di esami e scrutini non rientrano nel novero dei “dati sensibili”) ritengo che oltretutto la scuola, in questo caso, abbia commesso un grave errore educativo: ha impedito, infatti, ai ragazzi di confrontarsi, anche pubblicamente, con i risultati di una prova svolta pubblicamente, ha ancora una volta rinforzato un atteggiamento protettivo che impedisce ai nostri figli di crescere in modo equilibrato, cosa che significa anche acquisire la capacità di affrontare a viso aperto i risultati e le conseguenze dei propri comportamenti e della propria capacità di gestire gli impegni.
Il senso dell’Esame di Stato credo che sia, oltre quello di verificare le competenze degli alunni in vista di studi successivi di livello superiore, anche far sperimentare gradualmente ai ragazzi l’impatto con le prove che li vedranno protagonisti negli anni futuri, quello di farli confrontare con l’emozione, la paura, la propria capacità di autocontrollo, quello di imparare misurare il rapporto tra impegno e risultato.
E così come l’esame si svolge pubblicamente ritengo che anche l’affissione pubblica e completa dei risultati sia parte integrante di questo meccanismo che dovrebbe aiutare i nostri figli a diventare adulti equilibrati.
Temo che stiamo veramente rischiando di impantanarci sempre di più in un sistema che appiattisce ogni merito, ogni emozione, ogni entusiasmo!
Inoltre, oltre a queste considerazioni che nascono ovviamente da quella che è la mia visione da adulto degli esami, avrei voluto farla assistere stamattina alla delusione di questi ragazzini che aspettavano tutti insieme l’uscita dei quadri e che si sono trovati di fronte a un giudizio non solo omologante ma anche incompleto! Chi di noi non ricorda il gusto e il divertimento del commentare insieme i risultati scolastici davanti a quelle bacheche? In nome di quale violazione di privacy sono stati privati di questa esperienza condivisa?
Nel suo messaggio ai ragazzi che stanno affrontando l’esame di maturità Lei riassume il suo augurio in due parole: “impegno e passione” così come ricorda l’importanza del “merito, senza il quale non c'è futuro di qualità”.
E non crede anche lei che privare dei ragazzini dei risultati comparativi dei propri esami porti, o rischi di portare, sulla strada di un appiattimento che nuoce ai singoli e alla collettività?
Vedere che il compagno che ha studiato di più, che si è impegnato di più, ha preso “Ottimo” e che quello che invece ha dato di meno è stato giudicato (e accettiamo anche che i nostri figli vengano giudicati, non ne moriranno!!!) con un “sufficiente” non è anche questo un passaggio importante verso la capacità di riconoscere il “merito” e nel volerlo, magari, poi, perseguire per sé, con impegno e passione?
Forse è il caso, signor Ministro, che si impartisca qualche chiarimento e che non si lasci più alla libera interpretazione dei Dirigenti scolastici o dei Presidenti di Commissione (non so da chi sia dipesa la scelta della scuola di mio figlio) una fase del rapporto tra alunni e scuola che, seppure conclusivo, sarebbe meglio guidare e condividere all’interno di una visione più ampia!
Grazie e cordiali saluti
Firma mia
Per voi: io l'ho spedita, via e-mail, all' indirizzo di posta elettronica che POTREBBE essere della segretaria del ministro Fioroni. Dico "potrebbe" perchè ho verificato come sono composti gli indirizzi e-mail del ministero e ho provato!
lunedì 25 giugno 2007
Non di solo bullismo vive la scuola!
Sono speciali.
In un momento come questo, in cui alla parola scuola si associano solo termini come “bullismo, violenza, menefreghismo, indifferenza” vederli insieme è un balsamo.
Sono piccoli, qualcuno ha appena compiuto 14 anni, qualcun altro ne ha ancora 12, la maggior parte ne ha 13. Sono equamente divisi tra maschi e femmine.
Hanno passato insieme questi tre anni di scuola media con la stessa intensità, passione, intelligenza critica che ci si aspetterebbe da una classe liceale.
Ad eccezione di tre o quattro che, per vari motivi, non si sono completamente integrati nella vita extrascolastica (e le famiglie hanno avuto il loro peso!) hanno iniziato il loro percorso di conoscenza gia dai primi giorni di prima media.
Questa felice alchimia ha la sua spiegazione anche nel fatto che maschi e femmine si sono incontrati…a metà del guado: le ragazzine, cioè, non hanno sviluppato atteggiamenti da simil velina aspirante schedina e i maschi sono, nell’insieme, tutti più maturi di quanto non avvenga di solito in questa fascia di età. Un esempio?
L’altro pomeriggio, dopo gli orali di qualcuno di loro e dopo aver pranzato insieme in quest’euforia post scolastica dalla quale sono stati coinvolti, mi chiama mio figlio e mi dice che stanno andando a viale Marconi. Per chi non fosse di Roma, viale Marconi è una strada molto trafficata e molto commerciale, ma non è certo una via del centro, dove, oltre ai negozi, l’occhio, anche non volendo, spazia tra il bello della storia e dell’arte….
Al suo ritorno, un po’ perplessa per questa che pensavo fosse stata una full immersion consumistico-commerciale, gli ho domandato cosa avessero fatto.
La risposta: “Siamo stati due ore da Feltrinelli. Che figata… Anche Andrea diceva che ci passerebbe una giornata intera in libreria! Anzi mi devi comprare l’ultimo libro di Crichton.”
Ecco, questi ragazzini erano quelli che sono venuti a pranzo da me, con le famiglie, sabato. Era il loro pranzo di fine scuola- fine esami ed è stata, come lo è ogni anno, una giornata bellissima.
Alle mamme che mi hanno ringraziato (e che mi hanno scritto un biglietto affettuosissimo per, dicono loro, aver rappresentato, in questi 3 anni, non solo a scuola, il loro cuore e quello dei ragazzi) ho detto che il mio desiderio è sempre stato (e lo è ancora, con tutti e tre i figli) quello di creare un album di ricordi, una risorsa serena alla quale, nella vita, possano attingere per ritrovare quel sorriso che oggi li caratterizza.
Perché poi sono allegri, vivaci, stimolanti….
E, dulcis in fundo, una di loro (una ragazzina deliziosa che conosco dalla materna) ha consegnato ai compagni un libro scritto da lei in cui sintetizza questi tre anni di medie!
Una raccolta di foto, di aneddoti, di riflessioni condivise, di racconti sui loro cambiamenti, sulle liti, sulle discussioni e sulle soluzioni trovate tutti insieme. L’anno scorso, ad esempio, litigarono con una di loro che tiranneggiava un po’ le altre ragazzine con i ricatti affettivi cercando di monopolizzare l’attenzione e le amicizie. Questo aveva creato malumori e tensioni e, alla fine, uscite fuori le “femmine” dal meccanismo dei ricatti, erano arrivati al temporaneo isolamento della ragazzina.
Beh, loro parlando, analizzando, discutendo (certo, a volte anche sollecitati da noi genitori che, cercando di non invadere, non abbiamo fatto passare sotto silenzio questa momentanea drastica soluzione e li abbiamo sempre invitati a non dare niente per scontato ma a riflettere sulle rispettive ragioni) beh, loro sono riusciti a ricomporre la situazione,a reintegrare la compagna nel gruppo, a capire, come viene detto nel testo, che certo non era lei che imponeva in assoluto la sua volontà ma era il conseguente gioco delle alleanze che contribuiva a determinare gli squilibri fra loro…beh, tutto ciò a 13 anni mi pare un buona premessa per diventare adulti seri e capaci di riflettere!
E poi c’è il racconto delle loro prime uscite, delle loro emozioni, i campi scuola… e le prof, le foto di classe, i tornei, le feste, le prese in giro…e “le scelte inevitabili” (definite così), cioè la scelta del liceo che li separerà… la paura la “notte prima degli esami” e il bisogno di condividerla stando tutti insieme a chattare su MSN…e l’esame, la sensazione del sentirsi grande quando firmi per uscire dopo aver sostenuto la prova, il senso dell’ufficialità dell’evento… il dispiacere nel doversi lasciare e la consapevolezza profonda di aver percorso insieme tre anni speciali perché, dice Cristina, si chiama così l’autrice, loro, insieme, sono stati “come la maionese di Tre metri sopra il cielo…e a noi è riuscita!”.
E nella pagina successiva c’è la citazione spiegazione: “Avete presente la maionese? Sì, la maionese, quella nei fast-food, quella che spremi i tubi e viene fuori. Credo che non ci sia niente di più difficile da fare, mettere insieme le uova, il limone, il sale e l’olio…beh, credetemi, in confronto forse è più facile innamorarsi di qualcuno che non pensavi mai e poi mai ti sarebbe piaciuto. Davvero, la maionese è così, può impazzire da un momento all’altro, un istante sembra perfetta e l’istante dopo tutti gli ingredienti se ne stanno per i fatti loro… Ma se ci riuscite non c’è niente che vi potrà fermare”!!!!
E questo post lo dedico a chi non crede più nella scuola, nei genitori, nei ragazzi. Per fortuna, qualcosa ancora si può salvare, e con gioia!
P.S. Ahem...dimenticavo. Tanto per dire....nonostante una prof di lettere molto molto esigente sono in uscita con 7 OTTIMO, 6 DISTINTO e 4 BUONO...su 19 mi pare un buon livello!!!!
In un momento come questo, in cui alla parola scuola si associano solo termini come “bullismo, violenza, menefreghismo, indifferenza” vederli insieme è un balsamo.
Sono piccoli, qualcuno ha appena compiuto 14 anni, qualcun altro ne ha ancora 12, la maggior parte ne ha 13. Sono equamente divisi tra maschi e femmine.
Hanno passato insieme questi tre anni di scuola media con la stessa intensità, passione, intelligenza critica che ci si aspetterebbe da una classe liceale.
Ad eccezione di tre o quattro che, per vari motivi, non si sono completamente integrati nella vita extrascolastica (e le famiglie hanno avuto il loro peso!) hanno iniziato il loro percorso di conoscenza gia dai primi giorni di prima media.
Questa felice alchimia ha la sua spiegazione anche nel fatto che maschi e femmine si sono incontrati…a metà del guado: le ragazzine, cioè, non hanno sviluppato atteggiamenti da simil velina aspirante schedina e i maschi sono, nell’insieme, tutti più maturi di quanto non avvenga di solito in questa fascia di età. Un esempio?
L’altro pomeriggio, dopo gli orali di qualcuno di loro e dopo aver pranzato insieme in quest’euforia post scolastica dalla quale sono stati coinvolti, mi chiama mio figlio e mi dice che stanno andando a viale Marconi. Per chi non fosse di Roma, viale Marconi è una strada molto trafficata e molto commerciale, ma non è certo una via del centro, dove, oltre ai negozi, l’occhio, anche non volendo, spazia tra il bello della storia e dell’arte….
Al suo ritorno, un po’ perplessa per questa che pensavo fosse stata una full immersion consumistico-commerciale, gli ho domandato cosa avessero fatto.
La risposta: “Siamo stati due ore da Feltrinelli. Che figata… Anche Andrea diceva che ci passerebbe una giornata intera in libreria! Anzi mi devi comprare l’ultimo libro di Crichton.”
Ecco, questi ragazzini erano quelli che sono venuti a pranzo da me, con le famiglie, sabato. Era il loro pranzo di fine scuola- fine esami ed è stata, come lo è ogni anno, una giornata bellissima.
Alle mamme che mi hanno ringraziato (e che mi hanno scritto un biglietto affettuosissimo per, dicono loro, aver rappresentato, in questi 3 anni, non solo a scuola, il loro cuore e quello dei ragazzi) ho detto che il mio desiderio è sempre stato (e lo è ancora, con tutti e tre i figli) quello di creare un album di ricordi, una risorsa serena alla quale, nella vita, possano attingere per ritrovare quel sorriso che oggi li caratterizza.
Perché poi sono allegri, vivaci, stimolanti….
E, dulcis in fundo, una di loro (una ragazzina deliziosa che conosco dalla materna) ha consegnato ai compagni un libro scritto da lei in cui sintetizza questi tre anni di medie!
Una raccolta di foto, di aneddoti, di riflessioni condivise, di racconti sui loro cambiamenti, sulle liti, sulle discussioni e sulle soluzioni trovate tutti insieme. L’anno scorso, ad esempio, litigarono con una di loro che tiranneggiava un po’ le altre ragazzine con i ricatti affettivi cercando di monopolizzare l’attenzione e le amicizie. Questo aveva creato malumori e tensioni e, alla fine, uscite fuori le “femmine” dal meccanismo dei ricatti, erano arrivati al temporaneo isolamento della ragazzina.
Beh, loro parlando, analizzando, discutendo (certo, a volte anche sollecitati da noi genitori che, cercando di non invadere, non abbiamo fatto passare sotto silenzio questa momentanea drastica soluzione e li abbiamo sempre invitati a non dare niente per scontato ma a riflettere sulle rispettive ragioni) beh, loro sono riusciti a ricomporre la situazione,a reintegrare la compagna nel gruppo, a capire, come viene detto nel testo, che certo non era lei che imponeva in assoluto la sua volontà ma era il conseguente gioco delle alleanze che contribuiva a determinare gli squilibri fra loro…beh, tutto ciò a 13 anni mi pare un buona premessa per diventare adulti seri e capaci di riflettere!
E poi c’è il racconto delle loro prime uscite, delle loro emozioni, i campi scuola… e le prof, le foto di classe, i tornei, le feste, le prese in giro…e “le scelte inevitabili” (definite così), cioè la scelta del liceo che li separerà… la paura la “notte prima degli esami” e il bisogno di condividerla stando tutti insieme a chattare su MSN…e l’esame, la sensazione del sentirsi grande quando firmi per uscire dopo aver sostenuto la prova, il senso dell’ufficialità dell’evento… il dispiacere nel doversi lasciare e la consapevolezza profonda di aver percorso insieme tre anni speciali perché, dice Cristina, si chiama così l’autrice, loro, insieme, sono stati “come la maionese di Tre metri sopra il cielo…e a noi è riuscita!”.
E nella pagina successiva c’è la citazione spiegazione: “Avete presente la maionese? Sì, la maionese, quella nei fast-food, quella che spremi i tubi e viene fuori. Credo che non ci sia niente di più difficile da fare, mettere insieme le uova, il limone, il sale e l’olio…beh, credetemi, in confronto forse è più facile innamorarsi di qualcuno che non pensavi mai e poi mai ti sarebbe piaciuto. Davvero, la maionese è così, può impazzire da un momento all’altro, un istante sembra perfetta e l’istante dopo tutti gli ingredienti se ne stanno per i fatti loro… Ma se ci riuscite non c’è niente che vi potrà fermare”!!!!
E questo post lo dedico a chi non crede più nella scuola, nei genitori, nei ragazzi. Per fortuna, qualcosa ancora si può salvare, e con gioia!
P.S. Ahem...dimenticavo. Tanto per dire....nonostante una prof di lettere molto molto esigente sono in uscita con 7 OTTIMO, 6 DISTINTO e 4 BUONO...su 19 mi pare un buon livello!!!!
mercoledì 20 giugno 2007
Eccomi qui
Fatte. Ho rifatto le lastre. TUTTO BENE.
Sono andata in questo centro diagnostico privato che mi ha indicato l'oncologo perchè hanno macchinari moderni.
Tutto pulito. Gentili. Sorridenti. Mi hanno indicato con garbo dove spogliarmi e mi hanno dato una maglietta bianca, candida, da indossare per non essere nuda nel fare la lastra.
Ecco, qui sta la differenza.
"Nessuno è imperatore davanti al proprio medico" dice Adriano della Yourcenar. Ed è vero, è proprio così. Imperatori va bene, non lo si può essere quando in gioco c'è la vita, il male, il dolore, che non guarda in faccia nessuno. Ma almeno il diritto di non sentirsi animali al macello, pezzi di carne sbattuti qua e là, senza anima. E io sono una privilegiata perchè ho sempre scelto dove andare.
"Signora, conservi il ricordo storico di quanto le è successo ma cancelli la memoria emotiva. Va tutto bene, stia tranquilla". E il cervello, che aveva sfarfallato, è tornato al suo posto assaporando ancora la vita.
Il caso ha anche voluto che questo radiologo gentile fosse il fratello di una cara amica di mia mamma, ricordi di infanzia!
"Brillante! Un esame brillante!!!! Puntuale, accurato, un linguaggio brillante!" Queste le parole della prof di Gabri che ho incontrato al mercato (si finisce sempre lì!) alla fine della mattinata di esami. Era entusiasta, brillava come una lampadina accesa per l'orgoglio soddisfatto davanti a tutto il corpo docente: i suoi campioni avevano fatto centro e lei faceva la ruota!
E' intervenuto anche il Presidente della commissione e la prof di musica (sì, ho incontrato anche lei!) era soddisfatta di come Gabri avesse retto il confronto con naturalezza e disinvoltura, senza tensioni apparenti o cedimenti.
E a voi? Grazie, grazie per avermi tenuto nei vostri pensieri.
P.S. La prof di musica non l'ho incontrata al mercato!!!
Sono andata in questo centro diagnostico privato che mi ha indicato l'oncologo perchè hanno macchinari moderni.
Tutto pulito. Gentili. Sorridenti. Mi hanno indicato con garbo dove spogliarmi e mi hanno dato una maglietta bianca, candida, da indossare per non essere nuda nel fare la lastra.
Ecco, qui sta la differenza.
"Nessuno è imperatore davanti al proprio medico" dice Adriano della Yourcenar. Ed è vero, è proprio così. Imperatori va bene, non lo si può essere quando in gioco c'è la vita, il male, il dolore, che non guarda in faccia nessuno. Ma almeno il diritto di non sentirsi animali al macello, pezzi di carne sbattuti qua e là, senza anima. E io sono una privilegiata perchè ho sempre scelto dove andare.
"Signora, conservi il ricordo storico di quanto le è successo ma cancelli la memoria emotiva. Va tutto bene, stia tranquilla". E il cervello, che aveva sfarfallato, è tornato al suo posto assaporando ancora la vita.
Il caso ha anche voluto che questo radiologo gentile fosse il fratello di una cara amica di mia mamma, ricordi di infanzia!
"Brillante! Un esame brillante!!!! Puntuale, accurato, un linguaggio brillante!" Queste le parole della prof di Gabri che ho incontrato al mercato (si finisce sempre lì!) alla fine della mattinata di esami. Era entusiasta, brillava come una lampadina accesa per l'orgoglio soddisfatto davanti a tutto il corpo docente: i suoi campioni avevano fatto centro e lei faceva la ruota!
E' intervenuto anche il Presidente della commissione e la prof di musica (sì, ho incontrato anche lei!) era soddisfatta di come Gabri avesse retto il confronto con naturalezza e disinvoltura, senza tensioni apparenti o cedimenti.
E a voi? Grazie, grazie per avermi tenuto nei vostri pensieri.
P.S. La prof di musica non l'ho incontrata al mercato!!!
martedì 19 giugno 2007
Ore di paura
Pomeriggio da brivido quello di ieri. Ho portato al medico di base le lastre al torace del mio solito controllo annuale e..no, qualcosa non gli piace. Alla domanda precisa, con la parola precisa mi risponde "Beh, non lo sappiamo. Non si può dire così ma non lo sappiamo". Il cielo ha voluto che portassi con me anche la lastra dell'anno prima che lo tranquillizza. E' infatti compatibile con quest'ultima che, essendo stata fatta in un'altra struttura, con un'apparecchiatura non digitale, ha fatto sorgere i dubbi. "Vedrà signora, non sarà niente anche se l'oncologo le farà fare una TAC di sicurezza".
Ed è un gorgo.
E mi rendo conto che sarebbe difficile trovare ancora la forza per affrontare di nuovo le paure.
Così come mi spaventa l'idea di non averla più questa forza. Mi fa quasi più paura l'ipotesi della mia debolezza che il male.
Chiamo l'oncologo che mi chiede di richiamarlo verso le otto e mezza, in serata.
Pomeriggio, appunto, da brivido.
I miei piccini (oggi più che mai) non temono nulla e, in casa, chiacchierano, litigano, discutono, mi chiamano. Vivono. Gabri mi ripete tutto il programma dell'esame (stamattina ha l'orale) mentre la mia mente cerca di seguire i suoi discorsi sul romanticismo, su Foscolo, sul sistema nervoso centrale ma vaga appresso ad ansie che è sempre più difficile contenere.
Cerco di ripetermi ossessivamente le parole alla fine tranquillizzanti del medico ma le otto e mezza non arrivano mai.
Il mio bisogno di puntelli mi porta anche a prenotare una TAC privatamente: è per dopodomani. Se non dovesse servire annullerò l'appuntamento ma intanto so di poterla fare.
Esco con la piccola a fare una passeggiata, tanto per prendere aria ma mi sembra che l'aria neanche ci sia per il caldo che fa.
Arriva l'ora X. Mi chiudo in camera per parlare con il medico ma intanto ho apparecchiato e buttato giù la pasta. Mentre parlo con lui i ragazzini mi bussano alla porta per dirmi che, secondo loro, la pasta è cotta!
Gli leggo il referto.Mi tranquillizza. Conferma il problema, a suo parere, del macchinaio digitale.
Mi dice che le patologie neoplastiche non si manifestano così. Non chiedo come. Rifaccia la lastra in una certa struttura per averne una migliore. Dorma tranquilla.
Tranquillissima: al calo (o crollo?) della tensione nervosa si sommano le 20 gocce di Lexotan che mi ero presa per non esplodere.
E tra poco più di un'ora il mio piccolo ha l'orale. E io voglio essere nei dintorni ad aspettarlo.
E voglio esserlo ancora per tanti anni.
Hanno bisogno di me e non voglio abbandonarli.
Scusate, ma a volte fa proprio paura.
In bocca al lupo amore mio.
Ed è un gorgo.
E mi rendo conto che sarebbe difficile trovare ancora la forza per affrontare di nuovo le paure.
Così come mi spaventa l'idea di non averla più questa forza. Mi fa quasi più paura l'ipotesi della mia debolezza che il male.
Chiamo l'oncologo che mi chiede di richiamarlo verso le otto e mezza, in serata.
Pomeriggio, appunto, da brivido.
I miei piccini (oggi più che mai) non temono nulla e, in casa, chiacchierano, litigano, discutono, mi chiamano. Vivono. Gabri mi ripete tutto il programma dell'esame (stamattina ha l'orale) mentre la mia mente cerca di seguire i suoi discorsi sul romanticismo, su Foscolo, sul sistema nervoso centrale ma vaga appresso ad ansie che è sempre più difficile contenere.
Cerco di ripetermi ossessivamente le parole alla fine tranquillizzanti del medico ma le otto e mezza non arrivano mai.
Il mio bisogno di puntelli mi porta anche a prenotare una TAC privatamente: è per dopodomani. Se non dovesse servire annullerò l'appuntamento ma intanto so di poterla fare.
Esco con la piccola a fare una passeggiata, tanto per prendere aria ma mi sembra che l'aria neanche ci sia per il caldo che fa.
Arriva l'ora X. Mi chiudo in camera per parlare con il medico ma intanto ho apparecchiato e buttato giù la pasta. Mentre parlo con lui i ragazzini mi bussano alla porta per dirmi che, secondo loro, la pasta è cotta!
Gli leggo il referto.Mi tranquillizza. Conferma il problema, a suo parere, del macchinaio digitale.
Mi dice che le patologie neoplastiche non si manifestano così. Non chiedo come. Rifaccia la lastra in una certa struttura per averne una migliore. Dorma tranquilla.
Tranquillissima: al calo (o crollo?) della tensione nervosa si sommano le 20 gocce di Lexotan che mi ero presa per non esplodere.
E tra poco più di un'ora il mio piccolo ha l'orale. E io voglio essere nei dintorni ad aspettarlo.
E voglio esserlo ancora per tanti anni.
Hanno bisogno di me e non voglio abbandonarli.
Scusate, ma a volte fa proprio paura.
In bocca al lupo amore mio.
sabato 16 giugno 2007
Tiratina d'orecchio
Storia. Debito in STORIA. Con 5. E' stata proprio la tirata d'orecchio di una prof che lo ama molto, a cui sta molto simpatico ma che mi ha sempre detto che è un "mascalzone"! Intuitivo, veloce, con una memoria pazzesca ma che studia non come dovrebbe! E ci sta tutto questo debito!!!!
mercoledì 13 giugno 2007
Quadri
Stiamo aspettando con molta curiosità (forse è...riduttivo chiamarla curiosità) i quadri del quindicenne. Anche "Stiamo" mi sembra quasi una parolona, se riferita a me e a mio figlio: lui non sembra per niente preoccupato e in attesa. Piuttosto siamo noi genitori che ci telefoniamo comunicandoci notizie, pettegolezzi, soffiate..."sembra che ne abbiano bocciati tre" "certo se hanno salvato lui non possono dare i debiti a lei" "ma il terzo bocciato chi è?" "la mamma di F. dice che hanno bocciato pure G." e così via, in attesa di sabato quando avremo il verdetto!
L'esaminando mi ha raccontato che ieri, fuori la scuola media, c'era un tizio ubriaco che con il braccio levato verso l'edificio scolastico scandiva a gran voce:
"DACCE LI QUADRI, BASTARDO DACCE LI QUADRI, DAAACCE LI QUADRIIII, BASTARDO DACCE LI QUADRI..."
Inutile dire che ho tremato per il mio futuro!
L'esaminando mi ha raccontato che ieri, fuori la scuola media, c'era un tizio ubriaco che con il braccio levato verso l'edificio scolastico scandiva a gran voce:
"DACCE LI QUADRI, BASTARDO DACCE LI QUADRI, DAAACCE LI QUADRIIII, BASTARDO DACCE LI QUADRI..."
Inutile dire che ho tremato per il mio futuro!
Esami di terza media
L’aria frizzante delle prime ore del mattino quando è ormai estate.
L’appuntamento con i compagni di classe per andare tutti insieme.
La scuola mezza vuota, un’atmosfera un po’ surreale con le voci che quasi rimbombano mentre si riempiono solo le classi degli esaminandi.
I professori più sorridenti, desiderosi di spezzare l’eventuale tensione e di alleggerire gli animi, a volte troppo ansiosi.
Il commissario esterno, figura estranea, che un po’ si fa temere, un po’ mette soggezione ma, in fondo, si può anche prendere in giro sotto sotto.
I fogli protocollo distribuiti dai prof, timbrati e siglati perché questo è un esame di Stato.
Quel chiacchiericcio eccitato e divertito tra un banco e l’altro mentre ancora i prof parlano tra loro e definiscono le ultime questioni.
Le spiegazioni su come si svolgerà la prova e le ultime raccomandazioni e rassicurazioni.
La voce della prof che invita al silenzio, “Ragazzi siete pronti? Cominciamo”.
Il silenzio incuriosito e un po’ ovattato che accompagna la dettatura della traccia, la distribuzione del testo da tradurre, e la mente che, prima ancora che tutti abbiano davanti il compito, già prova a raccogliere le idee.
I bisbigli, le occhiate da un banco all’altro, lo scalpiccio dei piedi….e poi il silenzio, le teste chine sui banchi, la serietà dell’impegno, la concentrazione, le penne che corrono sul foglio.
E, verso la fine, la tensione che si allenta, le gambe che si allungano sotto i tavoli, gli occhi che ritornano a guardarsi intorno in cerca di quelli di un compagno.
E quelli che consegnano prima della scadenza e quelli che vorrebbero trattenere ancora il foglio e correggono fino all’ultimo che il compito glielo devono quasi strappare dalle mani.
L’indugiare poi davanti scuola, chiacchierando con quei compagni che tra un po’ non lo saranno più.
E il ritorno a casa, la casa assolata della prima estate, questa strana sensazione di aria di vacanza che vacanza però ancora non è….
In bocca al lupo passerotti!
E “Godi fanciullo mio: stato soave, stagion lieta è codesta…”
L’appuntamento con i compagni di classe per andare tutti insieme.
La scuola mezza vuota, un’atmosfera un po’ surreale con le voci che quasi rimbombano mentre si riempiono solo le classi degli esaminandi.
I professori più sorridenti, desiderosi di spezzare l’eventuale tensione e di alleggerire gli animi, a volte troppo ansiosi.
Il commissario esterno, figura estranea, che un po’ si fa temere, un po’ mette soggezione ma, in fondo, si può anche prendere in giro sotto sotto.
I fogli protocollo distribuiti dai prof, timbrati e siglati perché questo è un esame di Stato.
Quel chiacchiericcio eccitato e divertito tra un banco e l’altro mentre ancora i prof parlano tra loro e definiscono le ultime questioni.
Le spiegazioni su come si svolgerà la prova e le ultime raccomandazioni e rassicurazioni.
La voce della prof che invita al silenzio, “Ragazzi siete pronti? Cominciamo”.
Il silenzio incuriosito e un po’ ovattato che accompagna la dettatura della traccia, la distribuzione del testo da tradurre, e la mente che, prima ancora che tutti abbiano davanti il compito, già prova a raccogliere le idee.
I bisbigli, le occhiate da un banco all’altro, lo scalpiccio dei piedi….e poi il silenzio, le teste chine sui banchi, la serietà dell’impegno, la concentrazione, le penne che corrono sul foglio.
E, verso la fine, la tensione che si allenta, le gambe che si allungano sotto i tavoli, gli occhi che ritornano a guardarsi intorno in cerca di quelli di un compagno.
E quelli che consegnano prima della scadenza e quelli che vorrebbero trattenere ancora il foglio e correggono fino all’ultimo che il compito glielo devono quasi strappare dalle mani.
L’indugiare poi davanti scuola, chiacchierando con quei compagni che tra un po’ non lo saranno più.
E il ritorno a casa, la casa assolata della prima estate, questa strana sensazione di aria di vacanza che vacanza però ancora non è….
In bocca al lupo passerotti!
E “Godi fanciullo mio: stato soave, stagion lieta è codesta…”
Razzismo?
Sì lo so che è successo "sempre", che lo fanno anche i bianchi, razza caucasica, alti, biondi e diplomati. Ma il fatto che un ragazzino di 15 anni, un amico di mio figlio, alla fermata dell'autobus, in un quartiere non isolato, in pieno giorno, sia stato rapinato di cellulare e soldi, sotto la minaccia di un coltello, da due zingari non mi va giù.
Perchè, se è appunto vero che non rapinano solo loro, è anche vero, che loro fanno del furto e della rapina un'attività quotidiana, un "lavoro" regolare. E non riesco a tollerarlo.
Se qualcuno, numeri alla mano, potesse smentirmi ne sarei anche contenta perchè mi disturbano e mi inquietano i miei istinti repressivi!
Certo, a prescindere da questi fatti più violenti, una riflessione andrebbe fatta anche sul perchè vorremmo fare rispettare le regole dalle "new entries" della nostra comunità quando noi italiani siamo i primi a scantonare.
Perchè, se è appunto vero che non rapinano solo loro, è anche vero, che loro fanno del furto e della rapina un'attività quotidiana, un "lavoro" regolare. E non riesco a tollerarlo.
Se qualcuno, numeri alla mano, potesse smentirmi ne sarei anche contenta perchè mi disturbano e mi inquietano i miei istinti repressivi!
Certo, a prescindere da questi fatti più violenti, una riflessione andrebbe fatta anche sul perchè vorremmo fare rispettare le regole dalle "new entries" della nostra comunità quando noi italiani siamo i primi a scantonare.
martedì 12 giugno 2007
Quieto vivere
A proposito di quieto vivere, l'altro pomeriggio ho portato la piccola a giocare in un giardino vicino casa. Era pieno, di bambini e genitori ma c'erano ancora parecchie panchine disponibili soprattutto al sole.
Pensando di cominciare ad eliminare questa patina grigiastra che mi ricopre, inizialmente mi sono messa proprio seduta su una di queste, con il mio libro in mano. Tempo pochi minuti e la miscela sole-vampate si è rivelata piuttosto esplosiva! Mi sono guardata intorno e ho individuata una panchina all'ombra, occupata solo da un giovane signore (ahem!), evidentemente un papà.
Mi sono avvicinata e un po' per educazione , un po' per non sembrare che volessi rimorchiarlo ho detto:
Mi guardo intorno e individuo quelle che potrebbero essere la moje e le fije: le bambine stanno beatamante giocando e la mamma sta dietro alla più piccina. Non sembrano avere la minima intenzione di sedersi.
La caracca non mi arriva ma tutto il resto del tempo lo passa sbuffando e sbatacchiando sulla panchina la borsa delle bambine, quelle con cui si portano in giro pannolini e varie per intenderci, e, presumo, immaginando che la borsa sia la mia testa!
Sono stata seduta lì, quasi imponendomelo!!!, più di mezz'ora e la moglie, che avrebbe tra l'altro avuto il suo comodo spazio nonostante la mia presenza, non si è avvicinata una volta....ma che la panchina si prenota?????
Pensando di cominciare ad eliminare questa patina grigiastra che mi ricopre, inizialmente mi sono messa proprio seduta su una di queste, con il mio libro in mano. Tempo pochi minuti e la miscela sole-vampate si è rivelata piuttosto esplosiva! Mi sono guardata intorno e ho individuata una panchina all'ombra, occupata solo da un giovane signore (ahem!), evidentemente un papà.
Mi sono avvicinata e un po' per educazione , un po' per non sembrare che volessi rimorchiarlo ho detto:
"Mi scusi ma mi metto qui perchè al sole è impossibile stare".
"Veramente 'a panchina è occupata, semo in quattro" mi risponde una voce roca e sgarbata anzichenò!
"In..quattro?!" rispondo io guardando la panchina vuota, stupita (ma anche istantaneamente, sono molto reattiva, inc****ta!)
"Io, mi' moje e mi' fija" mi risponde.
"Allora siete in tre" sento rispondere la mia voce, da saputella, un po' da Furio un po' da attaccabrighe.
"Ce n'ho due de fije, semo in quattro" specifica sardonico.
Mi guardo intorno e individuo quelle che potrebbero essere la moje e le fije: le bambine stanno beatamante giocando e la mamma sta dietro alla più piccina. Non sembrano avere la minima intenzione di sedersi.
"Beh, io non vedo nessuno" aggiungo a questo punto, ingoiando il mio "pappappero" finale e rimanendo seduta con la segreta speranza di non sentirmi arrivare una caracca sulla testa da questo che è anche un tipino piuttosto robusto.
La caracca non mi arriva ma tutto il resto del tempo lo passa sbuffando e sbatacchiando sulla panchina la borsa delle bambine, quelle con cui si portano in giro pannolini e varie per intenderci, e, presumo, immaginando che la borsa sia la mia testa!
Sono stata seduta lì, quasi imponendomelo!!!, più di mezz'ora e la moglie, che avrebbe tra l'altro avuto il suo comodo spazio nonostante la mia presenza, non si è avvicinata una volta....ma che la panchina si prenota?????
lunedì 11 giugno 2007
Inquietudini
Sono ormai tante le persone che conosco che mi raccontano della loro esigenza di fede.
Non parlo di chi ha un'esperienza personale già consolidata, anche se più o meno convenzionale. Parlo invece di chi non ha mai avuto interesse per questa sfera, o lo ha avuto solo in modo indiretto, e che ora sente l'esigenza di ...io direi di ASCOLTARE. Mi colpisce il fatto che tutte queste persone mi parlano della "bravura" del sacerdote a cui si riferiscono dando quindi un'assoluta rilevanza alla mediazione e alla presenza di una figura guida.
Vorrei farmi lobotomizzare per riuscire a superare questa posizione così razionale che mi porta a considerare la fede solo la conseguenza della nostra debolezza e della nostra paura della fine.
Non parlo di chi ha un'esperienza personale già consolidata, anche se più o meno convenzionale. Parlo invece di chi non ha mai avuto interesse per questa sfera, o lo ha avuto solo in modo indiretto, e che ora sente l'esigenza di ...io direi di ASCOLTARE. Mi colpisce il fatto che tutte queste persone mi parlano della "bravura" del sacerdote a cui si riferiscono dando quindi un'assoluta rilevanza alla mediazione e alla presenza di una figura guida.
Vorrei farmi lobotomizzare per riuscire a superare questa posizione così razionale che mi porta a considerare la fede solo la conseguenza della nostra debolezza e della nostra paura della fine.
venerdì 8 giugno 2007
Che...fortuna!!!!
Sta diluviando, temporalone estivo a cui orma siamo abituati.
Ieri, invece, botta di fortuna mostruosa e serata estiva deliziosa...la cena è andata benissimo!
Abbiamo mangiato all'aperto, in mezzo al verde: una tavolata di 50 persone, piatti di tutti i colori, molto allegra. Sono venuti anche molti dei prof e i ragazzini sono stati, come al solito, deliziosi: hanno chiacchierato tranquilli, ridendo e scherzando senza fare confusione. Loro ad un'estremità del tavolo, in mezzo i prof e poi tutti noi genitori.
Avevamo preparato due cesti di vimini con dentro delle piantine molto ben confezionate che i ragazzi hanno distribuito ai professori insieme ad un biglietto (sul quale avevo stampato la loro foto di classe) per ciascuno....hanno anche letto un piccolo discorso di ringraziamento che avevano preparato il pomeriggio.
La mattina io, invece, ho avuto un raptus e ho ordinato una torta e fatto preparare una cialda con una loro foto di gruppo: l'ho fatta mettere al centro della torta incorniciata dalla scritta "W la III A" e ho comprato tre candele alte rosse che hanno poi spento tutti insieme!
E' stata proprio una bella serata, rilassante, affettuosa e calda.
Ieri, invece, botta di fortuna mostruosa e serata estiva deliziosa...la cena è andata benissimo!
Abbiamo mangiato all'aperto, in mezzo al verde: una tavolata di 50 persone, piatti di tutti i colori, molto allegra. Sono venuti anche molti dei prof e i ragazzini sono stati, come al solito, deliziosi: hanno chiacchierato tranquilli, ridendo e scherzando senza fare confusione. Loro ad un'estremità del tavolo, in mezzo i prof e poi tutti noi genitori.
Avevamo preparato due cesti di vimini con dentro delle piantine molto ben confezionate che i ragazzi hanno distribuito ai professori insieme ad un biglietto (sul quale avevo stampato la loro foto di classe) per ciascuno....hanno anche letto un piccolo discorso di ringraziamento che avevano preparato il pomeriggio.
La mattina io, invece, ho avuto un raptus e ho ordinato una torta e fatto preparare una cialda con una loro foto di gruppo: l'ho fatta mettere al centro della torta incorniciata dalla scritta "W la III A" e ho comprato tre candele alte rosse che hanno poi spento tutti insieme!
E' stata proprio una bella serata, rilassante, affettuosa e calda.
giovedì 7 giugno 2007
Non ci sono più le mezze stagioni!
E manco le stagioni! Sono in ansia, con le..palpitazioni, perchè stasera ho organizzato la cena per la classe di Gabri all'aperto e non ho idea di come evolverà il tempo, date le recenti performances tropicali!!!! La sala al chiuso fa veramente schifo!!!!
mercoledì 6 giugno 2007
Piccoli Grandi Desideri
Un mio desiderio? Farmi una di quelle risate senza freni, con le lacrime agli occhi, il mal di pancia e senza alcuna possibilità di controllo....Dio mio, quanto tempo che non mi succede!
Piccoli attori
Ieri mattina c'è stata la recita di fine anno della classe della piccola (II elementare). Il testo lo conoscevo già perchè lo aveva messo in scena anche la classe di G. quando era alle elementari e mi piace sempre molto.
E' chiaro che c'è un forte elemento "strappalacrime" con tutte le canzoncine d'amore indirizzate a mamma e papà ma è anche molto divertente, specialmente nella descrizione dell'evoluzione della figura dei nonni dagli anni più lontani, con gli anziani bastone e cappellino, a quella dei nonni di oggi, tutti jogging e teatro!
C. è stata molto disinvolta, tenera ed emozionata quando era il momento dei canti in coro (era in prima fila, proprio davanti a me) ma sicura e decisa quando "interpretava"!
E alla fine una delle maestre, (che sono bravissime, appassionate, con il cuore a disposizione dei nostri bambini) ci ha esortato a "ASCOLTARE" i nostri figli.
Sembra banale e scontato ma quanto è difficile anche il semplice ascolto in mezzo a tutti i rumori che riempiono le nostre giornate!
E' chiaro che c'è un forte elemento "strappalacrime" con tutte le canzoncine d'amore indirizzate a mamma e papà ma è anche molto divertente, specialmente nella descrizione dell'evoluzione della figura dei nonni dagli anni più lontani, con gli anziani bastone e cappellino, a quella dei nonni di oggi, tutti jogging e teatro!
C. è stata molto disinvolta, tenera ed emozionata quando era il momento dei canti in coro (era in prima fila, proprio davanti a me) ma sicura e decisa quando "interpretava"!
E alla fine una delle maestre, (che sono bravissime, appassionate, con il cuore a disposizione dei nostri bambini) ci ha esortato a "ASCOLTARE" i nostri figli.
Sembra banale e scontato ma quanto è difficile anche il semplice ascolto in mezzo a tutti i rumori che riempiono le nostre giornate!
lunedì 4 giugno 2007
Pranzo al mare
Ogni anno organizzo un pranzo per tutta la classe di G. al mare da noi e mi diverto tantissimo a prepararlo!
Di soito lo facciamo il primo sabato subito dopo la fine della scuola ma quest'anno, per evitare raffreddori preesame(visto anche il tempo matto!) lo faremo il 23 giugno.
E' sempre una giornata piacevole perchè i ragazzini si divertono da pazzi (al mare con i compagni di classe è il massimo a 13 anni!) e noi genitori (soprattutto mamme) insieme stiamo bene. Il primo anno una mia amica a fine giornata mi disse:"E' la prima volta che dopo una giornata organizzata con i genitori di scuola sono EUFORICA!!!".
Sto predisponendo l'organizzazione per il menu anche perchè comincio a cucinare e a congelare il congelabile in attesa delle incombenze degli ultimi giorni.
Ho fatto anche un giro per la rete e, tra idee mie e idee altrui, il risultato dovrebbe essere questo che vi sottopongo.
Dimenticavo. E' un pranzo in piedi nel senso che avremo da sederci ma ognuno si serve da sè. Saremo tra i quaranta e i cinquanta, venti ragazzi e i restanti adulti (con qualche fratelo o sorella) ma il menu tiene conto del fatto che i ragazzi alcune portate manco le guarderanno mentre si butteranno, ad esempio, sull'insalata di riso (che io odio!)
Di soito lo facciamo il primo sabato subito dopo la fine della scuola ma quest'anno, per evitare raffreddori preesame(visto anche il tempo matto!) lo faremo il 23 giugno.
E' sempre una giornata piacevole perchè i ragazzini si divertono da pazzi (al mare con i compagni di classe è il massimo a 13 anni!) e noi genitori (soprattutto mamme) insieme stiamo bene. Il primo anno una mia amica a fine giornata mi disse:"E' la prima volta che dopo una giornata organizzata con i genitori di scuola sono EUFORICA!!!".
Sto predisponendo l'organizzazione per il menu anche perchè comincio a cucinare e a congelare il congelabile in attesa delle incombenze degli ultimi giorni.
Ho fatto anche un giro per la rete e, tra idee mie e idee altrui, il risultato dovrebbe essere questo che vi sottopongo.
Dimenticavo. E' un pranzo in piedi nel senso che avremo da sederci ma ognuno si serve da sè. Saremo tra i quaranta e i cinquanta, venti ragazzi e i restanti adulti (con qualche fratelo o sorella) ma il menu tiene conto del fatto che i ragazzi alcune portate manco le guarderanno mentre si butteranno, ad esempio, sull'insalata di riso (che io odio!)
Menu
Crostate di cipolle
Sfincione palermitano
Involtini di brik con caprino e pistacchi
Rotolini di frittata al prosciutto
Clafoutis di zucchine e pomodorini
Carpaccio di zucchine
Charlotte di ratatouille
Pomodorini al riso
Trofie zucchine espek
Lasagne al sugo
Lasagne alle verdure
Insalata di riso
Rotolo caprese
Polpettone di tonno
Parmigiana di melanzane
Crostata crema e frutta
Cheese cake
Bavarese di fragole
Gelato
domenica 3 giugno 2007
Appello alle mani d'oro del web!!!!
Mi sono incornata che devo fare dei FIORI ALL'UNCINETTO , di quelli piatti, tipo...centrino per intenderci. Ho imparato la catenella, la maglia bassa e alta da pochissimo ma voglio fare delle piccole applicazioni con questi fiorellini. Ho provato da sola e più o meno ci riesco ma i petali mi vengono vuoti all'interno.
MANI D'ORO AIUTATEMI!!!!!!
MANI D'ORO AIUTATEMI!!!!!!
venerdì 1 giugno 2007
Roma è un paesino
Vado con Carlotta in centro per assistere al saggio di pianoforte di un suo compagno di classe.
Sul programma ho notato che si esibirà anche un bambino il cui cognome è quello di una mia compagna delle elementari.
Arriviamo e mi faccio indicare quel'è il bambino, mi avvicino alla mamma e le chiedo se per caso suo figlio ha una zia di nome Giovanna. Sì, è proprio il nipotino! E la mia compagna sta per arrivare!!!! Eravamo molto amiche da bambine, mi ricordo la sua casa, i fratelli, dai quali ero molto affascinata, i suoi genitori...ma non l'ho più vista da quando avevamo 10 anni!!!!
Appena varca la soglia della sala la riconosco: ridete se vi dico che è IDENTICA?? Certo, con il viso di una donna di 45-46 anni ma è LEI!!! Mi avvicino...certo, io parto avvantaggiata, anzi lei parte avvantaggiata perchè io sapevo che l'avrei vista..ma ..mi riconoscerà? O sarà una di quelle penose scene in cui la sorpresa sarà superata dall'imbarazzo???
"Ciao Giovanna. Io sono in vantaggio perchè sapevo che ti avrei trovata ma...tu mi riconosci?"
Mi guarda negli occhi, un nanosecondo e..."Sei Laura XXXXX!!!".
FIUUUUU'.....è andata! Sono ancora riconoscibile!!!!
Inutile dire quanto sia stato divertente ricordare i nomi delle bambine della nostra classe...e Roma è proprio un piccolo paesino!!!
Sul programma ho notato che si esibirà anche un bambino il cui cognome è quello di una mia compagna delle elementari.
Arriviamo e mi faccio indicare quel'è il bambino, mi avvicino alla mamma e le chiedo se per caso suo figlio ha una zia di nome Giovanna. Sì, è proprio il nipotino! E la mia compagna sta per arrivare!!!! Eravamo molto amiche da bambine, mi ricordo la sua casa, i fratelli, dai quali ero molto affascinata, i suoi genitori...ma non l'ho più vista da quando avevamo 10 anni!!!!
Appena varca la soglia della sala la riconosco: ridete se vi dico che è IDENTICA?? Certo, con il viso di una donna di 45-46 anni ma è LEI!!! Mi avvicino...certo, io parto avvantaggiata, anzi lei parte avvantaggiata perchè io sapevo che l'avrei vista..ma ..mi riconoscerà? O sarà una di quelle penose scene in cui la sorpresa sarà superata dall'imbarazzo???
"Ciao Giovanna. Io sono in vantaggio perchè sapevo che ti avrei trovata ma...tu mi riconosci?"
Mi guarda negli occhi, un nanosecondo e..."Sei Laura XXXXX!!!".
FIUUUUU'.....è andata! Sono ancora riconoscibile!!!!
Inutile dire quanto sia stato divertente ricordare i nomi delle bambine della nostra classe...e Roma è proprio un piccolo paesino!!!
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