giovedì 31 maggio 2007

A proposito di temi: "Traccia un bilancio di questi tre anni di scuola media"

Questi tre anni stanno per finire e io mi sento quasi pronto per la "sfida finale", gli esami di terza media: sono parzialmente pronto per maturità e metodo di studio, lo sono in parte anche per la voglia e il coraggio di affrontarli.
Durante questi tre anni ho appreso molte nozioni di tutte le materie ma, soprattutto, ho capito le mie inclinazioni e le mie debolezze in campo scolastico. Ho infatti capito che probabilmente la matematica non sarà mai il mio mestiere al contrario di quanto potrebbero essere la storia e la letteratura, anche se non so in che modo possano aiutarmi a trovare un qualche lavoro che mi permetta di vivere. [...]

Scusate ma ho trovato troppo divertente la citazione che Gabri ha fatto della canzone di Venditti.....

mercoledì 30 maggio 2007

Beata sincerità dei 13 anni

Premessa: nei temi di fantasia è sempre stato bravo. Capace di dare un taglio cinmatografico che mi ha sempre colpito. Ma l'altro giorno parlando di temi introspettivi....

"Mamma, sono un po' preoccupato per il tema dell'esame...se, per esempio, devo parlare della scelta del liceo io mica lo so veramente perchè ho scelto il classico"
"Beh, sai cosa facciamo? Prepariamo prima qualcosa, approfondiamo un po' il discorso tra noi in modo che quando poi dovrai scrivere avrai già fatto le tue riflessioni"
"Ma anche se lo facciamo prima io mica lo so perchè ho scelto il classico. Non c'è proprio un motivo!"
"Va bene, puoi anche inventare"
"Inventare?! Non dico la VERITA'??? Si può?!!?"

martedì 29 maggio 2007

Anniversario

Oggi è il mio anniverasario di matrimonio, 16 anni. E' troppo lungo spiegare perchè sono anni che lo passiamo sotto un silenzio carico di parole non dette. E' anche troppo lungo spiegare perchè, invece, quest'anno avevo desiderio di sottolinearlo insieme ai figli. Ho proposto, quindi, di andare a cena fuori tutti e cinque. Due figli su tre si sono mostrati poco desiderosi di uscire e hanno controproposto di ordinare le pizze a casa. LUI, l'altro festeggiato, era anche d'accordo sull'uscita ma non ha preso nessuna iniziativa. Ponzio Pilato.
E a me non mi andava proprio di cantarmela e suonarmela sempre, ancora una volta, da sola, telefonando, decidendo, scegliendo. Nè, però, mi andava di mangiare la solita pizza a casa, davanti alla TV. Insomma, la verità è che , come ogni volta quando rimango delusa, m'è presa una malinconia terribile a causa della quale non mi va di fare niente. E mi sento, sono infantile lo so, come se mi avessero tolto il mio gioco preferito.
Non riesco ad essere razionale, sono solo triste, arrabbiata, delusa e nervosa.
Neanche uno straccio di fiorellino, di pianta, di cioccolatino banale. Solo un "Allora che vuoi fare stasera?" Un cazzo, non voglio fare un cazzo.
Anzi sì. Me ne vado a letto e faccio finire prima 'sta giornata del cavolo.

Tra l'altro oggi ho fatto le lastre al torace, tutto bene. Neanche questo va sottolineato?

P.S. LORO, poverini, hanno capito che sono storta. Ho sentito il grande che chiamava la piccola e confabulava. Dopo un po' lei mi ha chiamato, tutta ridente, in salone (dove LUI stava sbracato davanti alla tele) e ci ha regalato un foglio con un enorme cuore e la scritta "Tanti auguri mamma e papà". Lo so che sono stati deliziosi ma sono incazzata nera lo stesso.
E quando sono così depressa mi viene anche il crollo fisico e vorrei solo dormire.

lunedì 28 maggio 2007

Il piacere di condividere

Gabri ha finito il suo libro di biblioteca, "Arrivederci Marianne". Gli è piaciuto molto e vuole che lo legga anche io. Nei momenti più impossibili arriva e mi chiede se lo ho finito: mentre apparecchio, mentre cucino, mentre controllo i compiti della sorella. Domani deve riportarlo a scuola per cui DEVO andare a leggerlo.
A voi buonanotte, mi aspetta la lettura. Il mio bambino vuole condividere...

venerdì 25 maggio 2007

Di mamma ce n'è una sola. Di figli no.

Ore 9. Sono in ufficio. Trillo del telefonino che annuncia un sms. E’ Enrico:
“Mamma, non sapevo che dovevo portare il vocabolario di greco. Perdi 20 minuti e
per favore me lo porti?”.

E’ tra color che son sospesi (debito sì, debito no): posso rischiare che la prof (giustamente) si incavoli? Naaaa…prendo un permesso, la macchina, vado a casa, prendo il vocabolario e lo porto a scuola.
Strada del ritorno verso l’ufficio. Sono pensierosa perché so già che a quest’ora ritroverò un parcheggio decente con molta difficoltà. E rischio il multone.
Squilla il cellulare. Sul display appare il nome di un compagno di Gabriele. Capisco che è lui. Oggi tutte le III medie hanno dei giochi sportivi ma sapendo che lui non ci teneva particolarmente alla mia presenza (si sente grande!) non ho preso ferie come facevo quando era più piccolo.

“Gabri, dimmi. Che c’è?”

“Vieni a vedermi alle gare?”

“….ehmm..guarda sono in macchina, sto tornando da scuola di Enrico. Se vuoi passo. Però se non gareggi entro mezz’ora, amore mio, mamma deve tornare in ufficio. Ma ci tieni tanto?”

Risata.

“Ma no! A me che mi frega!!! E’ che c’è la mamma di Francesco che sta sola e si
annoia. Le potevi fare compagnia”.

!!!!!!!!

giovedì 24 maggio 2007

E me lo dico da sola

Vabbè, mi sa che sono un po' una palla...troppo grillo parlante, troppo saputella!!!!

Vedi post qui sotto per conferma!

Educazione...civica ma anche solo educazione

G. è andato a fare un giretto con i suoi compagni (sono i tredicenni). Mi sono accertata che avesse i soldi per comprare i biglietti per l'autobus e lui li ha comprati. I suoi amici no. Anzi mi hanno risposto serafici che loro il biglietto non lo fanno, tanto il controllore non sale. Di fronte alle mie rimostranze orientate anche al tentativo di far balenare loro l'idea della correttezza uno mi ha risposto:"Beh, quando verrà il controllore e pagheremo la multa ci metteremo in pari!".
Ma i genitori? Troppo faticoso chiedere "Hai i soldi per il biglietto?" e invitarli ad andarli a comprare?

mercoledì 23 maggio 2007

Questione di atmosfera

E' sera, abbiamo da poco finito di cenare.
Carlotta sta ripetendo ad alta voce una poesia sulla mamma: è una mamma che lavora, che ha sempre fretta, che cucina al volo e poi esce di casa.
Ma quando è sera trova finalmente il tempo per la sua bambina.
Lei me la ripete, cercando di dare espressività ai versi ma cantilenando un po' come fa una bimba di sette anni. Intanto io metto a posto la cucina con la finestra del balcone aperta su questa serata decisamente estiva.
C'è ancora chiarore, è un panorama di città il nostro ma si sente il profumo intenso del gelsomino che viene dal giardino di sotto...lei ripete un paio di volte poi mi chiama sul balcone.
C'è silenzio a quest'ora sulla piazza.
Senti mamma, senti com'è bello questo pezzo se lo dico qui
E il silenzio si riempie, insieme al profumo del gelsomino sale verso il cielo anche il suono della sua vocina:
Ma quando la luna accende la sera la mia mamma diventa vera. Lo so che è stanca ma appena può le corro in braccio per un po'. Diciamo insieme la preghiera
Grazie o Signore che mandi la sera

martedì 22 maggio 2007

Tolleranza zero

Tempo fa rimasi particolarmente colpita da questa lettera. L'avrei potuta sottoscrivere quasi totalmente, soprattutto per il senso di disorientamento che si prova verso i propri sentimenti di fastidio per alcuni immigrati.
Stamattina, ad un semaforo, una bambina italiana di circa dieci anni, in macchina con la mamma (o, comunque, con una donna adulta) ha gettato una cartaccia dal finestrino con assoluta disinvoltura, senza che l'adulta facesse un minimo cenno di sorpresa, di disappunto, di stupore.
Qualche giorno fa, mentre ero sul marciapiede con mia figlia e stavo parlando al telefono prima di entrare in un negozio, tre motorini mi si sono parati davanti. Erano guidati da tre ragazzini italiani. Istintivamente e sovrappensiero mi stavo scansando per far loro spazio quando, sempre mentre parlavo, mi si è acceso un sensore di allarme,all'improvviso, che mi ha segnalato l'assurdità della situazione: io, pedone sul marciapiede, mi dovevo scansare per far largo ai motorini!!!! M'è scattata una molla irrazionale e incontrollata per cui, assolutamente prima che la bocca si collegasse al cervello, mi sono sentita dire con voce alterata: "Adesso o scendete immediatamente dal marciapiede o spegnete il motorino!!!" e mi sono piazzata di fronte a uno di questi!!!
Tralascio di descrivere le espressioni di 'sti tre ragazzini che hanno pensato di essere incappati nella matta del quartiere....
Tutto questo però per dire che il problema è che non c'è la sanzione per chi non rispetta le regole. Quando a Roma adottarono la "tolleranza zero" verso chi non metteva il casco in motorino ottennero dei VERI E DURATURI risultati: è quasi impossibile trovare qui chi giri in motorino senza casco. Ormai da anni.
Quindi la sanzione funziona. E non è legata alla cultura, alla pelle, alla lingua. E' internazionale, la capiscono tutti.
Banale e qualunquista forse ma sicuramente un primo passo,facile, verso una convivenza più civile.
O no?

lunedì 21 maggio 2007

Comunicazione ufficiale

E' fatta. Anche lui ha cominciato a rispondermi "Boh- Sì- No- Non lo so".
Anche lui ha un po' di brufoli.
Anche lui si lava poco.
Anche lui non vede l'ora che ci leviamo di torno per rimanere solo a casa.

E' ufficiale. Anche Gabriele è diventato un ADOLESCENTE.

Loro sono due. Ma due contro due qui non funziona: quanti genitori dovremmo essere per reggere la botta????

Debiti e crediti

Con quanto costano le ripetizioni te credo che il vecchio "rimandato a settembre" sia diventato
"DEBITO"!!!!!!
Peccato che non si possa fare lo stesso parallelismo per i CREDITI....

sabato 19 maggio 2007

VITTORIA!!!!!

Oggi Carlotta ha avuto la sua prima gara di pattinaggio artistico.
Inutile dire quanto io sia orgogliosa e contenta (per lei) del fatto che sia arrivata PRIMA!!!!
Ma, in realtà, e principalmente, la vera vittoria, per me, c'è stata nel momento in cui ho sentito l'altoparlante che scandiva il suo nome e cognome e la invitava ad entrare in pista e lei, piccola piccola, magra magra, si è diretta, con piglio apparentemente sicuro, verso il centro e si è posizionata davanti al giudice in attesa che partisse la sua musica....Vederla entrare, capire che comunque aveva superato il tremendo impatto della gara individuale e che l'emozione non aveva vinto su di lei, che, comunque, avrebbe portato a termine il suo percorso...beh, sono stata felice! Felice perchè questi sono i segnali del carattere, quelli che ti aiutano a capire come un figlio affronterà le inevitabili prove della vita, felice perchè sono iniezioni di fiducia in se stessi, riferimenti emotivi ai quali tornare con la mente per superare altri ostacoli...
Ed è stata pure brava tecnicamente. Mi ha detto che, prima che partisse la musica, mentre era in attesa, le veniva da piangere "ma poi, improvvisamente, mi è passato". Ed è partita, seria, sicura, concentrata. E ha vinto, prima di tutto, su se stessa.
Brava, piccina mia.

giovedì 17 maggio 2007

S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo...

Se invece fossi ricca, in questo momento organizzerei tre giorni in un agriturismo in…in Sicilia, sì, proprio in Sicilia.
Bellissime anche Toscana, Umbria eccetera ma ho proprio desiderio delle atmosfere speciali dell’isola. Sarà il sangue dei miei nonni ma Palermo mi è rimasta nel cuore…
Andrei lì, in un agriturismo, vicino al mare, per svegliarmi la mattina e fare colazione all’aperto. E poi girare per visitare, assaporare, assaggiare, scoprire.
Ma non andrei sola ma, se fossi ricca, inviterei anche le mie amiche, le porterei con me offrendo tutto io.
Stavo facendo il conto che ne vorrei portare con me una decina: mi piacerebbe proprio alzarmi la mattina e incontrarle a colazione, come in una gita scolastica: sorridersi, chiacchierare rilassate, senza fretta, con l’allegria di chi ha di fronte una giornata a disposizione per fare ciò che vuole e gustarsi il bello. E andare la sera a cena, tutte insieme, scoprendo localini, con la leggerezza dello stare insieme come quando si è ragazze ma con in più la consapevolezza, che ti dà solo l’età, di come sa preziosa la loro amicizia e di quanto tutto ciò che abbiamo sia un dono da proteggere e assaporare con cura, perché nulla dura per sempre.

Si fosse…. ricca com'i' (‘n) sono e (n‘) fui!!!!

mercoledì 16 maggio 2007

Sonno della ragione

Pare che dal Ministero siano arrivate alle scuole sollecitazioni ad aprirsi al territorio, ai genitori per recuperare quel rapporto di fiducia che potrebbe sgretolarsi sotto i colpi dei tanti casi di cronaca.
Vabbè..ma con logica.
Si può pensare di organizzare una festa per l'ultimo giorno di scuola che coinvolgerebbe tre plessi di una scuola elementare per una media di circa 800 alunni, più i genitori, i nonni, i fratellini...
Ammettendo che non vengano manco tutti, e considerando anche solo un adulto ad alunno, 1600 persone, bene che vada, sono troppe...e pure con i giochi sportivi!!!! E chi coordina 'sta folla sotto lo scoppio del sole???

E che ci serve piazza Venezia????

lunedì 14 maggio 2007

Consiglio cinematografico

Andate a vedere "Le vite degli altri".
Era tanto tempo che non vedevo un film così denso, con personaggi così completi, pieno di spunti, di sfumature...un gran bel film.
Di quelli che continui a pensarci e ti vengono in mente sempre nuove riflessioni..bello, veramente bello.

domenica 13 maggio 2007

Cambio di stagione

Frustrante cambio di stagione.
Ho passato nella parte di sopra dell'armadio pantaloni e gonne che non ho mai messo perchè NON SONO RIUSCITA A RIENTRARCI per tutto l'inverno!
E ho tirato giù altrettanti pantaloni e vestitini estivi nei quali non si sa se rientrerò........

CHE PALLE!!!!!!!!!!

sabato 12 maggio 2007

Sonni beati

Quando un 15enne fa tardi con tutta la famiglia (18 anni della cugina) e la mattina dopo deve andare a scuola mentre tutti gli altri della casa rimangono a dormire...
cosa dice il manuale del genitore?
-lo lasci dormire perchè in fondo un'assenza non è la fine del mondo
- lo svegli perchè non è andato a lavorare i campi e nella vita non ci sarà sempre mamma a evitargli le fatiche



E' passata un'ora: l'ho svegliato sentendomi un incrocio tra una matrigna e una strega e ho trovato il compromesso (dopo averlo tirato e strattonato per venti minuti): l'ho accompagnato io in macchina anzichè mandarlo in autobus.
Mio marito dice che sono esagerata (lui l'avrebbe lasciato a dormire) ma io invece penso che stiamo crescendo generazioni di mollaccioni. Per me sarebbe stato molto più facile continuare a dormire anch'io senza sbattermi in strada ma ...no, non mi sembrava giusto. Devono acquisirli gli automatismi anche a certi "sacrifici"...e dove troveranno le risorse se non hanno avuto dei modelli a cui riferirsi?

P.S. Fosse poi uno che si è ammazzato tutto l'anno di studio.. ma non è così.
Qual'è l'opinione dei prof, dei genitori e dei figli che passano di qui?

venerdì 11 maggio 2007

Perle di saggezza

Devo cercare di rendermi conto, nel profondo, non solo con la testa, che i figli non sono pacchetti preconfezionati.
Non studia? Non studia abbastanza? Non è maturo? Ancora no?
Ma qual’ è il mio obiettivo? Qual è il progetto educativo che lo riguarda? Tutto e subito?
Devo cercare di ragionare sugli anni, non sul singolo periodo.
La crescita è a fasi, a pezzi, a saltelli…un continuo comporsi e scomporsi di tasselli di un puzzle che proviamo a mettere insieme, a volte in accordo ma più spesso quasi strappandoci i pezzettini dalle mani. “Questo lo metto io!”, “No, lo metto io che ho capito dove va!”.
Ci sono i momenti in cui il disegno sembra più chiaro e allora, con scioltezza, svelti svelti, componiamo magari l’angolino a sinistra, altre volte in cui invece per mettere un tassello si impiega un’eternità.
Ma poi alla fine, quando tutto sarà evidente, completo, quando il disegno apparirà integro in tutta la sua chiarezza e i tasselli saranno ciascuno al proprio posto, questo adolescente magro e dinoccolato, un po’ musone ma dai rari sorrisi luminosi, distaccato e distratto, diventerà una persona consapevole, un adulto equilibrato, un uomo.

P.S. SE je la farò a compiacermene e avrò ancora qualche forza residua...SARA' UN BEL MOMENTO!!!!

Vittime

Comunque vada, qualunque sia la verità (atroce in ogni caso), questo dramma di Rignano è stato gestito e "comunicato" malissimo.
Mi sembra quasi che lo spazio mediatico concesso (lasciato, offerto?) ai sospettati sia funzionale al condizionamento dell'opinione pubblica.
I bambini sono vittime in ogni caso, degli adulti, siano essi genitori esaltati (e fuorviati) o maestre-mostri.
E', ancora una volta, tutto tragicamente troppo televisivo. Solo televisivo.

giovedì 10 maggio 2007

Semplicemente tra amiche

Che bella serata.
Era stata una giornata di quella senza sosta. Partita con un umore non brillantissimo che era comunque migliorato con il passare delle ore, gli impegni si erano susseguiti senza soluzione di continuità.
Ufficio permesso per parlare con la prof di inglese ufficio torna per pranzo e mettili a tavola di nuovo ufficio e apertura pomeridiana della biblioteca di corsa a una festa di una compagna di Carlotta spesa al volo che non ciò niente per cena rimettili a tavola ma prima impigiama Carlotta (la neonata di 7 anni!) rispalmati due dita di fondo tinta sulla faccia che manco c’è il tempo di docciarsi e struccarsi (ma non sarebbe meglio spogliarsi e rilassarsi?) e via di nuovo fuori.
Cena con alcune mamme della classe di Gabriele. I ragazzi sono fuori tre giorni per un campo scuola, una mamma ha il marito che per lavoro non c’è e, avendo…casa libera, ci ha invitate a cena.
Tiepida serata romana preestiva, tanto piacevole da poter cenare in terrazza, nove donne diversissime tra loro, con percorsi anche lontani, ma in grande sintonia perché è evidente e tangibile una grande simpatia “circolare” che ci attraversa tutte.
E siamo state benissimo.
E abbiamo pure fatto le spiritose! Mi è venuto in mente di fare lo scherzo ai ragazzini che, come si può immaginare, avendo 13 anni, non amano ricevere le telefonate delle mamme mentre sono in gruppo.
Allora, sapendoli a cena tutti insieme, abbiamo chiamato CONTEMPORANEMANTE ciascuna il proprio figlio (eravamo in nove!) immaginando l’effetto che avrebbe fatto su di loro il trillo sincronizzato di nove cellulari allo stesso tavolo!!!
Era una scena surreale vedere ‘ste nove mamme che si aggiravano sulla terrazza urlando al telefonino perché, tra la confusione nostra e quella dei ragazzi, non si sentiva nulla!!!
E tra una chiacchiera e l’altra è emersa una cosa che prima o poi approfondirò: ognuna di noi cova il pensiero, il sogno, il desiderio di avviare un’attività alternativa alla propria, sta cercando l’idea giusta per cambiare o aggiungere qualcosa alla propria vita!

Piacevole, serena, calda, affettuosa, divertente, stimolante serata.
E consapevolezza di essere fortunata ad avere intorno tante amiche.

mercoledì 9 maggio 2007

Mal di testa

Mi lavo, mi vesto, mi trucco, mi guardo, sto bene, faccio schifo, devo dimagrire, scherzo, rido, organizzo, esco, prendo i figli, parlo con i prof, c'è il tennis, e le maestre, la cena di classe, il saggio di pattinaggio, studio, voglio fare il concorso, il cinema, la doccia abbronzante, il mare, che leggo...e se il male stesse di nuovo covando dentro di me?

martedì 8 maggio 2007

Silicon valley

Premetto che io sono una che “ci tiene”.
Mi piace vestirmi, mi piace truccarmi, mi guardo allo specchio, penso a cosa mettermi e mi faccio il colore ai capelli!
Ho anche pensato di farmi qualche iniezione di ialuronico per attenuare quelle orrende, antipatiche, sgradevoli rughe d’espressione (perché te la danno loro un’espressione: triste!!!) ma non l’ho mai fatto. E c’è un perché. Ho constatato che si parte da un piccolo ritocchino e poi, spesso e facilmente, si perde l’unità di misura, ci si confronta sul nuovo “modello” e da lì si arriva alla sovrapposizione delle modifiche. Con effetti anche esteticamente di dubbio gusto.
Per carità, niente di colpevole o di demonizzabile ma difficile da gestire con equilibrio.
Ieri sono stata ad una cena di cinquant’anni. Li compiva un uomo, le donne erano quasi tutte come me, intorno ai 45.
Un antico circolo sportivo molto elegante, bella cena, bei vestiti, facoltosa borghesia romana.
Eravamo solo in due (su 100 invitati quindi, più o meno, 50 donne) ad essere…nature!
Tutte le altre avevano almeno le tette rifatte (e ovviamente ben in mostra) ma, soprattutto, avevano i visi tiratissimi, lucidi e gonfi, con l’occhio spalancato.
Sembravano la caricatura di loro stesse. Per giunta tutte uguali, prodotte in serie, senza le rughe di espressione di cui sopra ma anche senza espressione!
Mi ha messo tristezza perché erano eccessive, disperatamente diverse da una ventenne, da una giovane, disperatamente diverse da una quarantenne, da una cinquantenne ma, quel che è peggio, assolutamente prive di fascino.
Sì, certo, belle tette, maltrattenute dai vestiti sottoveste, forse per un certo tipo di uomo anche seducenti ma….perchè ostinarsi a voler lanciare un messaggio erotico? O, perlomeno, perché, a più di quarantanni, si deve ancora far passare il messaggio erotico attraverso l’immagine di una bambola gonfiabile?
Non sarebbero state più belle, più piacevoli, più eleganti con visi al naturale? Certo truccate, ingioiellate, curate ma con personalità. Con la classe e la sicurezza di chi sa e vive sulla propria pelle anche i cambiamenti e dimostra, a se stessa per prima , di provare a gestirli con intelligenza e non con inganni che nascondono ma non cambiano la sostanza
E’ difficile accettare il tempo che passa. Ma tanto passa lo stesso.
Ed è inutile affannarsi a riempire il contenitore mentre ci si svuota dentro.
Io non credo che questa lotta impari contro le rughe porti alla serenità.
Forse neanche un atteggiamento come il mio la porta.
Ma certo spendo di meno!

domenica 6 maggio 2007

Chi la fa l'aspetti

Ho avuto e ho un rapporto molto conflittuale con mia mamma.
Abbiamo litigato tutta la vita e continuiamo a farlo. Senza rancore.
Nel senso che alla sfuriata non seguono musi, silenzi o bronci. Tutto continua come se nulla fosse stato detto. Ma è molto faticoso.
Ho avuto periodi in cui tutto ciò mi faceva però soffrire ma non ho mai voluto approfondire il perchè. Sarebbe stato un percorso troppo lungo e probabilmente doloroso e, dato che riuscivo e riesco a trovare comunque un equilibrio a prescindere dalla conoscenza profonda delle motivazioni, ho preferito convivere con questo rapporto un po' squinternato. Sostanzialmente, credo, di nutrire rancore verso di lei perchè è stata ed è una mamma anaffettiva. Non nel senso sostanziale perchè IN PRATICA c'è sempre stata e c'è. E' un discorso legato alla fisicità, al rifugio, al sentirsi protetti SEMPRE. Lei non è capace di manifestare con la tenerezza, mi ha sempre detto "non si piange", non sa accarezzare. Se ne rende conto, sa che è un suo limite (che la fa anche soffrire) e infatti dice di sè :"Sono stata un'ottima madre ma una pessima mamma".
Ma di questo ne riscriverò per chiarirmi.
Quello che invece oggi mi turba è il mio rapporto con Carlotta,
Io sono molto più affettiva di mia madre. Bacio, abbraccio. chiamo con nomignoli e espressioni affettuose. Mi scapicollo per essere io a prenderla a scuola perchè trovo bellissimo il momento del reincontro. Sta sempre con me, ovunque io vada perchè così ancora vuole: dal parrucchiere, al mercato, al supermercato, a trovare un'amica (delle quai è gelosissima!). La aiuto, se le occorre, nei compiti, la porto io allo sport, sto sempre con lei. Questo può contare poco ma è per dire che sul piano della QUANTITA' ci sono. Sul piano della qualità? A parte che odio questo tipo divisione della relazione con i figli, è una semplificazione che può aiutare: sul piano della qualità credo di..meritare la sufficienza! Sono abbastanza attenta ai meccanismi psicologici che la riguardano, ho sufficiente intelligenza ed equilibrio non per non sbagliare ma per accorgermi, in linea di massimo, che sto sbagliando. E' così anche con gli altri due figli. Ma con lei, che ha SETTE ANNI E MEZZO (e dico sette anni e mezzo!!!!) litigo (mi sembra pure una parola ridicola!) in continuazione!
E' sempre pronta a dirmene di tutti i colori (nonostante le punizioni, i tentativi di spiegarle, con le buone e con le cattive, che "scema" alla mamma NON può dirlo), è aggressiva,.risponde male, vuole avere sempre l’ultima parola, ti scimmiotta mentre tu le parli o la sgridi, ti fa il verso,.direi che è rabbiosa. Fa delle sfuriate pazzesche, sbatte le porte, tira gli oggetti per terra…poi si pente e, abbracciandoti e baciandoti, chiede scusa, chiede perdono, promette che non lo farà più. Ma è come se fosse una bomba ad orologeria: non sai quando ma sei sicuro che esploderà. E ha una miccia cortissima! Sono scenate che ripete spesso, più volte al giorno.
E provocano, ovviamente, la mia reazione perché non posso consentirle comportamenti così irrispettosi, nei confronti di nessuno, figuriamoci dei genitori.
Ma il problema, lo so, è capire perché. La sanzione non funziona, devo arrivare a capire qual è il meccanismo che governa queste reazioni che sono, poi, dedicate solo a noi familiari.
A scuola è, invece, dolcissima: sorridente, rilassata, attenta. Gioca con le compagne, si diverte, non è aggressiva.
Certo, so che ha una dipendenza da me eccessiva e anomala per l’età; è come se avesse paura di perdermi. Non va ancora da sola dalle amichette, quando fa sport vuole che io rimanga a vista d’occhio. Rimane senza di me, in fondo, solo a scuola e a casa.
Credo che questo sia uno dei nodi ma uno. Ce ne sono altri.
Posso continuare a vivere il rapporto con mia madre senza chiarire le spinte che lo compongono ma non posso non risolvere i conflitti con la mia bambina. So che lei sta male quando litighiamo, soffre sl serio quando si pente. Non risolvendo e non capendo rischio di innescare meccanismi che si perpeturebbero negli anni a discapito anche di una serena crescita affettiva.
E devo quindi approfondire.
Credo che prenderò appuntamento con uno psicologo.

venerdì 4 maggio 2007

I bigliettini

A volte, dai recessi più remoti della memoria, appaiono all’improvviso ricordi…dimenticati!
Oggi, parlando con un collega di figli e di scuola (ma va’???), mi è tornato alla mente il sistema con il quale, quando facevo le elementari, si procedeva alla “riconsegna” dei bambini ai genitori.
Frequentavo una scuola privata, di quelle di …tradizione: solo femminile, generazioni di madri, zie e figlie si susseguivano nei decenni, si indossava la divisa e si faceva l’inchino quando si salutavano gli adulti!
Il procedimento dei bigliettini, udite udite, era questo:
all’ingresso della scuola, davanti la portineria, circa un quarto d’ora prima del suono della campanella, veniva affisso un tabellone con tante tasche quante sono le lettere dell’alfabeto. In ciascuna tasca erano inseriti dei cartoncini bianchi (plastificati!) con indicati COGNOME, NOME e CLASSE dell’alunna, in corrispondenza tra l’iniziale del cognome e la lettera dell’alfabeto scritta sulla tasca.
I genitori prelevavano dal tabellone il bigliettino con il nome della propria bambina e lo consegnavano alla portinaia (si chiamava così, allora): questa provvedeva a suddividere i bigliettini in tanti gruppi quanti erano le classi e a incolonnarli meticolosamente sul tavolo dietro al quale era seduta.
Nel frattempo in classe era stata effettuata LA SCELTA: colei che, quel giorno, avrebbe avuto la responsabilità di raccogliere i biglietti dal tavolo della portineria!
Era considerato un sommo onore da noi bambine svolgere questo compito delicato: per questo, per non creare situazioni di malcontento e sospetti di ingiustizie (nel caso di maestre più democratiche e aperte al confronto!), o si effettuavano dei veri e propri turni, con rigoroso calendario, oppure, in regimi di maggior rigore e meritocrazia, si sceglieva la privilegiata PER MERITO!!!!
La prescelta doveva, al suono della campanella, recarsi in portineria, attingere al gruppo dei biglietti della propria classe o prenderli dalle mani dei genitori quando questi, i più trasgressivi, la adocchiavano e la riconoscevano, prima ancora di aver consegnato il cartoncino alla portinaia!
Con i bigliettini in mano l’alunna tornava in classe e qui c’erano due possibilità: o l’insegnante leggeva ad alta voce i nome delle bambine che potevano uscire o era la stessa incaricata del giorno (se proprio era degna di fiducia assoluta!) che, con voce stentorea, chiamava ad una ad una le compagne!
I bigliettini “usati” venivano poi appoggiati sulla cattedra.
L’incaricata ripartiva poi per un secondo giro, generalmente di corsa (io lo trovavo molto più divertente!), anche quando le classi erano ai piani alti: l’ascensore era severamente proibito, riservato alle insegnanti,alle suore (le chiamavamo “Madri”) o a quelle fortunate (!!!) che si erano fatte male ed erano temporaneamente autorizzate ad usarlo!
L’operazione poteva ovviamente ripetersi più volte, compreso il caracollare su e giù per le immense scalinate di marmo che portavano ai piani delle aule: fino ad esaurimento delle alunne. Ma non delle forze!
L’ultimo atto consisteva nel prendere i biglietti utilizzati, quelli che venivano temporaneamente poggiati sulla cattedra, per restituirli alla portinaia.
E qui interveniva un’altra figura!
Chi rimetteva a posto i cartoncini nelle tasche del tabellone????
E purtroppo subentravano, a questo punto, le…conoscenze!
Tra le bambine che si fermavano a mangiare a scuola, perché impegnate con attività sportive o con il doposcuola, ce n’era sempre qualcuna che era più..inserita: vuoi perché si fermava più di frequente, vuoi perché era più chiacchierina e si faceva notare di più, vuoi perché aveva delle sorelle più grandi e quindi era più popolare…beh, la scelta era assolutamente a discrezione della portinaia del pomeriggio! Sì, perché nel frattempo c‘era stato il cambio di turno.
Senza nessun merito apparente, quindi, si procedeva a concludere l’operazione: la “raccomandata” aveva l’ambito compito di sedere al tavolo della portineria e riordinare i bigliettini tra gli sguardi di invidia delle escluse!!!!

giovedì 3 maggio 2007

Benvenuto al piccolo Bruto!

Era un po' che non la incontravo: è una collega più giovane di me di una decina d'anni. Non la conosco benissimo ma suo papà è stato un mio dirigente, molto amato.
Lei è molto semplice, tranquilla, sempre affettuosa e sorridente. E mi era sembrata pure, fino ad oggi, di intelligenza..normale. Se il mio giudizio vale qualcosa.
Le faccio festa e le chiedo come sta.
Mi risponde con uno sguardo che mi sembra tristissimo:"Sono incinta".
Di fronte al mio entusiasmo (mi viene sempre allegria quando qualcuno mi dice che aspetta un bambino, sarò una semplice!Inoltre ha 34 anni e convive da anni con il suo compagno, non mi appare come un'adolescente in difficoltà )mi racconta che è al 6° mese ma è rientrata da poco al lavoro perchè non è stata bene: nausee, vomito, disturbi pesanti.
E POI E' MASCHIO!
"Tu capisci, desideravo tanto una femmina".
Sì, la capisco ma ugualmente sminuisco la portata del "problema": è una delle ipotesi in gioco quando si rimane incinta. Può essere maschio o femmina!
"Sì ma io proprio volevo la femmina. Sai, io sono un tipo così tranquillo...un maschio! Poi magari vuole giocare a calcio...Anche i miei ci sono rimasti male..noi siamo due sorelle, non siamo ABITUATE ai maschi...Chissà che giochi violenti farà..E poi..non saprò che dirgli...cosa mangiano?"
Non mi trattengo e da brava mamma, esperta in quanto titolare di 2 maschi 2 e di una femmina la tranquillizzo:"In genere preferiscono mucche, crude. A morsi".
Sorride, sorride tristemente.
"Non so neanche come chiamarlo!".
Avanzo il mio suggerimento:"Io direi Bruto. E perchè non Giovanna?"

Mamma, l'ha fatta!

L'avrei dovuto capire fin da allora. C'è proprio un cambiamento copernicano: improvvisamente lo stato del tuo umore, la tua disposizione d'animo più o meno positiva nei confronti delle giornate che devi affrontare può dipendere anche, e quasi quasi direi soprattutto, dalla sua...cacchina!
Quando mi ritrovai, 15 anni fa, a telefonare ESULTANTE a mia mamma, per comunicarle ufficialmente che sì, dopo giorni (giorni?così mi sembrava!), di suppostine di glicerina, manuali di pediatria (Marcello Bernardi vi dice qualcosa?) FINALMENTE IL PUPO L'HA FATTA....beh, forse solo allora, guardando io stessa interdetta la cornetta del telefono (in un nanosecondo di lucidità), capii quanto veramente la mia vita fosse cambiata, quante nuove e impensabili priorità fossero apparse al mio orizzonte e si fossero lì stabilmente insediate.
E stanno ancora lì.
Certo, non controllo più se vanno in bagno o meno ma....come mai ieri sera mi sentivo inspiegabilmente così allegra dopo che LUI, finalmente di buon umore e riappacificato, chiacchierava in giro per casa e mi ha pure dato un bacetto?

mercoledì 2 maggio 2007

Dopodomani è il 4 maggio. Per papà.

Papino mio.

Dopodomani avresti compiuto 81 anni.
Saresti, se fossi, qui, un vecchio.
Avresti vissuto con noi quasi vent’anni in più.
Mi avresti visto mamma, avresti conosciuto LORO, saresti stato un nonno severo ma spiritoso.
Avresti visto C. diventare un “imprenditore”, un uomo deciso, sicuro, capace di osservare la realtà a 360 gradi.
E saresti stato contento di noi, lo so.
Mi chiedo, oggi: come avrei affrontato il tuo declino, il tuo declino naturale? Sarebbe stato doloroso vederti più debole, meno lucido, più fragile? Anche quando tutto ciò fosse dipeso dall’evolvere naturale della vita?
Vederti andare via tanti anni fa è stato atroce. Sai che non ti ho MAI più sognato sano? E’ da allora che, quando ti sogno, ti sogno malato: il ricordo di quei mesi è tremendo e incancellabile.
Il progressivo disperdersi delle tue capacità, la tua consapevolezza (finchè c’è stata) che rendeva tutto più doloroso. Mi squassava l’anima. Mi spezzava il cuore.
Ti ricordi quella volta, in clinica, quando tu non parlavi? Sembrava fossi assente. Poi C., per il tremendo e faticoso teatrino che si fa spesso intorno ad un malato per far finta che tutto sia come sempre e niente stia accadendo, ha raccontato una barzelletta. E tu sei scoppiato a ridere. Non eri assente. Volevi proteggerti con l’assenza.
E le infermiere, a casa, deliziose ma che ti davano del tu. Gliel’ho detto, sai papà, di non farlo, di darti del lei: era, lo so, comunque, ai tuoi occhi di uomo di una generazione per cui il rispetto passava anche dalla forma, una sorta di svilimento della dignità. Una resa totale.
E non c’ero papino, quella notte.
Ti abbiamo lasciato con L. e con i tuoi fratelli.
Io lo sapevo, quando ti ho salutato, che non ti avrei più rivisto.
Ma C. mi ha detto:”Lui non vorrebbe che noi rimanessimo”. E’ vero, era vero, allora.
Eravamo ancora FIGLI, non eravamo pronti a fronteggiare del tutto certi spostamenti di ruolo.
Oggi so che non lo farei più.
Oggi starei accanto a te, fino all’ultimo respiro, oltre il tuo ultimo respiro se fosse possibile.
Oggi, però, saremmo una donna di 45 anni e un uomo di 81.
E forse, anche oggi, come allora, vedendoti riposare per sempre, con i lineamenti e il volto provati dalla lunga e dolorosa lotta che avevi condotto (non è vero, papino, che eri più bello DOPO. Era come se non fossi te.), forse anche oggi penserei quello che pensai in quelle prime ore dell’alba quando arrivammo:”Finalmente ce l’hai fatta, papà”.
E mi mancheresti da morire. Ma avrei vent’anni in più da ricordare e forse ti sognerei sorridente.

Lo scorpione e la doccia

Proprio non ci riesco, di fronte alla "sporcizia" perdo la testa.
Vederlo lì, con i capelli sporchi e disordinati, sdraiato sul mio letto (col muso fino a terra perchè per due giorni al mare proprio non ci voleva venire) a guardare la TV a mezzogiorno di una bella giornata di sole, coi jeans di dubbio colore già mi innervosiva non poco.
Ma poi l'occhio mi è caduto sui piedi.
Non so perchè si era tolto un calzino.
Un colpo.
Le unghie di un barbone. Ma di uno che è barbone da dieci anni.
Non ci ho visto più.
Ci sono alcuni atteggiamenti, alcune prese di posizione che toccano evidentemente corde del mio inconscio particolarmente sensibili. E non riesco a fare (tantomeno a ESSERE) la madre equilibrata CHE OSSERVA, PRENDE ATTO, CON CALMA PARLA E CHIARISCE I PERCHE' E I PERCOME.
Io perdo la testa. E straparlo. Minaccio. Esprimo repulsione. Offendo. E non riesco a tacere.
Più io vado avanti nel mio sfogo delirante più lui si chiude e si ostina nel suo atteggiamento.
E si offende.
Nel senso reale del termine. Non risponde, non discute, non replica. Sta zitto. Non mi parla.

E così è successo anche questa volta.
Poi, ieri, prima di uscire (avevamo organizzato una visita alla mostra di Chagall, tre mamme con i figli e lui, stranamente, ha accettato di venire con noi), col boccone in bocca, è andato a farsi la doccia e a lavarsi i capelli. Ma ha continuato a ignorarmi.
Ieri sera mi è sembrato più rilassato.
Gli ho fatto uno di quei complimenti da mamma di neonato: "Vedi come sei bello tutto pulito, con il pigiama in ordine" e ho cercato di..placcarlo per dargli un bacio!
E lui mi ha proprio detto: "Non te lo dò perchè TU OFFENDI".
Poi però si è lasciato...andare e ha accettato scontrosamente un bacetto sulla guancia.

Ci sarà un collegamento con il discorso di poco dopo su un paio di scarpini della Nike bellissimi?

P.S. Non so se si è tagliato le unghie dei piedi!

martedì 1 maggio 2007

Non ci sto!!!!







Mi sembra una congiura. Non sono molti i blog che leggo. ..ahem..che LEGGEVO. Stanno chiudendo tutti. E che è? Mi sembra quasi uno scherzo...

Lei ha chiuso.

Tartablu oggi ha dichiarato che il suo è un blog è in dismissione.

Angela si trasferisce e non avrà più connessione.

Lui non scrive più da un sacco e non commenta più i miei post da una vita.

Anche Fux non scrive più.


Mi sento come la particella di sodio.....
C'E' NESSUNO???????