Oggi voglio essere lenta. Camminare lentamente, respirare a fondo, pensare che la fretta non serve a nulla.
E lentamente saluto e CORRO A CUCINARE CHE SONO LE DUE!!!!
mercoledì 31 gennaio 2007
lunedì 29 gennaio 2007
Chi le merendine chi la mamma(e oggi è stato uno di quei pomeriggi!)
Mio fratello non è che fosse proprio uno studioso...adorato dai professori perchè simpatico ma tre volte bocciato, rimandato sempre, dalla II elementare in poi!Quando proprio era costretto dalle circostanze infauste a trascorrere un'ora (o anche meno!) sui libri per un'interrogazione lo si capiva dal fatto che partiva l'operazione "generi di conforto".Arrivava a casa armato di pacchi di merendine, scatole di biscotti e bottiglione di CocaCola che metteva sulla scrivania per sollevarsi corpo e, soprattutto, spirito...Mio figlio usa me come merendinaCocaCola.Quando deve prepararsi per un'interrogazione certa viene da me e, con aria complice soddisfatta, mi dice:"Mamma, oggi però studiamo insieme" e a me, lo confesso, mi prende un colpo!Ci dobbiamo mettere in camera mia, seduti sul lettone, con la porta chiusa e devo dedicarmi soltanto a lui. E guai a dare segni di insofferenza, anche inconsapevoli, tipo sbadiglio trattenuto! Si offende!!! "Che fai, non ti va più di studiare?" Noooo, figuriamoci...era l'obiettivo della mia giornata (iniziata alle 6, ufficio, figli, pranzo, riprendili, riportali, scuola, sport, spesa...) passare la sera a ripetere le guerre puniche e la decadenza della repubblica romana...Sotto sotto spero viscidamente che si offenda e mi dica "Basta, studio da solo!".Ma so che non posso negargli questo appoggio, conosco il sapore della gioia il giorno dopo, quando mi telefonerà fiero del suo voto prima ancora di aver messo piede in casa, sono certa che i risultati positivi che ottiene siano iniezioni di fiducia fondamentali per la sua "carriera" scolastica e che, se ha bisogno di me, ci devo essere.Devo fare la CocaColamerendina per mio figlio.
domenica 28 gennaio 2007
Si parlava di leggerezza
Dedicato a Tartablu. (ma qual'è il tuo nome?)
E' passato solo un anno da quando, tutte le mattine, per un mese e mezzo, prendevo la macchina, lasciavo a scuola tutti e tre i bambini e attraversavo completamente Roma; ascoltando Radio24("I furbetti del quartierino" con Giancarlo Santalmassi, ma prima c'era Staffelli con "Al posto vostro", mi ricordo tutto, anche gli odori di quelle giornate) arrivavo nella clinica dove facevo la radioterapia.
Gli appuntamenti erano a distanze molto ravvicinate perchè l'applicazione dura poco: in sala d'attesa eravamo sempre molti, tutti i giorni più o meno le stesse persone, uomini e donne, più o meno grandi (detenevo il glorioso primato di essere la più giovane!), più o meno fragili, più o meno smarriti.
Però le donne erano favolose. Lo devo dire, favolose.
Mentre gli uomini rimanevano ciascuno chiuso nella propria paura, nel proprio silenzio, nel proprio pudore e non scambiavano che qualche breve parola di saluto convenzionale per poi ritornare alla loro difficoltà di comunicazione...le donne, ah che meraviglia!
Sapevamo tutto l'una dell'altra, e com'era successo, chi l'aveva scoperto, e come te l'hanno detto, e chi mi ha operato, e i figli, sì io l'ho detto, sai loro sono grandi, e forse io mi farò la plastica al seno, io faccio la terapia ormonale e mi hanno messo in menopausa e tu ce l'hai le vampate....e tra chiacchiere sommesse e sorrisi di reciproco conforto, con la lieve e delicata solidarietà di chi sa soffrire senza indurirsi, noi donne riuscivamo a trasmetterci calore e fiducia, fondamentali per andare avanti.
E' passato solo un anno da quando, tutte le mattine, per un mese e mezzo, prendevo la macchina, lasciavo a scuola tutti e tre i bambini e attraversavo completamente Roma; ascoltando Radio24("I furbetti del quartierino" con Giancarlo Santalmassi, ma prima c'era Staffelli con "Al posto vostro", mi ricordo tutto, anche gli odori di quelle giornate) arrivavo nella clinica dove facevo la radioterapia.
Gli appuntamenti erano a distanze molto ravvicinate perchè l'applicazione dura poco: in sala d'attesa eravamo sempre molti, tutti i giorni più o meno le stesse persone, uomini e donne, più o meno grandi (detenevo il glorioso primato di essere la più giovane!), più o meno fragili, più o meno smarriti.
Però le donne erano favolose. Lo devo dire, favolose.
Mentre gli uomini rimanevano ciascuno chiuso nella propria paura, nel proprio silenzio, nel proprio pudore e non scambiavano che qualche breve parola di saluto convenzionale per poi ritornare alla loro difficoltà di comunicazione...le donne, ah che meraviglia!
Sapevamo tutto l'una dell'altra, e com'era successo, chi l'aveva scoperto, e come te l'hanno detto, e chi mi ha operato, e i figli, sì io l'ho detto, sai loro sono grandi, e forse io mi farò la plastica al seno, io faccio la terapia ormonale e mi hanno messo in menopausa e tu ce l'hai le vampate....e tra chiacchiere sommesse e sorrisi di reciproco conforto, con la lieve e delicata solidarietà di chi sa soffrire senza indurirsi, noi donne riuscivamo a trasmetterci calore e fiducia, fondamentali per andare avanti.
sabato 27 gennaio 2007
La volpe e l'uva? O solo sano equilibrio?
Riflettevo prima sul commento di Tartablu al post su Gabri: le difficoltà dell'adolescenza. Ma anche negli anni successivi c'è sempre un'ansia particolare nel voler piacere agli altri, perlomeno a me è successo così. Fino a..ieri.
Sono sempre stata piuttosto civetta per cui mi ha fatto ancora più effetto la mia reazione di qualche mese fa durante un episodio che ora vi racconto.
Ero in palestra, sul tapis roulant. Mi si avvicina un ragazzo, manco tanto ragazzo (e qui è il punto!!!), sui 35...mi guarda e mi fa:"Le manca molto SIGNORA?". Beh, fino a poco tempo fa mi sarei buttata per terra, mi sarebbe scocciato da morire di essere chiamata SIGNORA non da un ragazzino...invece, la mia reazione immediata è stata di sollievo:"Sono fuori gioco. Non devo sforzarmi di piacere, sono LIBERA!!!".
...NONDUM MATURA EST???? O troppo matura????
Sono sempre stata piuttosto civetta per cui mi ha fatto ancora più effetto la mia reazione di qualche mese fa durante un episodio che ora vi racconto.
Ero in palestra, sul tapis roulant. Mi si avvicina un ragazzo, manco tanto ragazzo (e qui è il punto!!!), sui 35...mi guarda e mi fa:"Le manca molto SIGNORA?". Beh, fino a poco tempo fa mi sarei buttata per terra, mi sarebbe scocciato da morire di essere chiamata SIGNORA non da un ragazzino...invece, la mia reazione immediata è stata di sollievo:"Sono fuori gioco. Non devo sforzarmi di piacere, sono LIBERA!!!".
...NONDUM MATURA EST???? O troppo matura????
venerdì 26 gennaio 2007
E poi lei, Carlotta.
Carlotta, Carlottina, Carlo, Totta, Tottina.
Tanti diminutivi per una bimba di sette anni che oscilla tra i 6 mesi e i 40 anni!!!!
Sì, perché per certi aspetti, essendo la piccola di casa, la consideriamo tutti una neonata, cosa della quale si “approfitta” indecentemente! Per altri, vivendo in mezzo a due adolescenti maschi che riempiono la casa di altri adolescenti maschi, è tremendamente sveglia e reattiva, come una quarantenne!!!
E’ sensibile ma terribilmente collerica, non riesce mai a dosare la sua rabbia e se ne pente amaramente subito dopo…anche con me, quando metto dei paletti che non la…soddisfano si arrabbia dicendomi anche “stupida, cretina”, cosa che NON E’ MAI ESISTITA con nessuno dentro casa. E’ ovvio, non lo accetto, la metto in punizione, si pente, mamma mi perdoni, ti prego mi perdoni, ti perdono ma la punizione resta, sì va bene perà mamma dammi un bacio….e poi, magari subito dopo, altra furia incontrollata che le fa perdere le staffe!!!
E’ deliziosa quando mi vuole aiutare e apparecchia la tavola. Mi proibisce di andare in tinello, fa tutto da sola, sale sulle sedie, prende i piatti, i bicchieri, riempie le brocche di acqua…ma quello che mi fa impazzire è che mette un regalino accanto al posto di ognuno di noi: un disegno per uno, con scritto “Ti voglio bene”, un mandarino che trova in cucina, una noce (!), residuo delle feste natalizie, un suo pupazzetto sopra il tovagliolo.
Tempo fa, eravamo in macchina sul Lungotevere e le facevo osservare i meravigliosi colori autunnali degli alberi. “Che belli, mamma, meravigliosi. Sono veramente fantastici, bellissimi, hai ragione!!!” ???...confesso che mi sembrava un entusiasmo un po’ eccessivo, vagamente esaltato…
Poco dopo, sulla strada di casa, mi fa:”Sai mamma, quando tu mi dici di guardare una cosa perché è bella mi fai pena e allora ti dico che è bellissima!” !!!!!
Tanti diminutivi per una bimba di sette anni che oscilla tra i 6 mesi e i 40 anni!!!!
Sì, perché per certi aspetti, essendo la piccola di casa, la consideriamo tutti una neonata, cosa della quale si “approfitta” indecentemente! Per altri, vivendo in mezzo a due adolescenti maschi che riempiono la casa di altri adolescenti maschi, è tremendamente sveglia e reattiva, come una quarantenne!!!
E’ sensibile ma terribilmente collerica, non riesce mai a dosare la sua rabbia e se ne pente amaramente subito dopo…anche con me, quando metto dei paletti che non la…soddisfano si arrabbia dicendomi anche “stupida, cretina”, cosa che NON E’ MAI ESISTITA con nessuno dentro casa. E’ ovvio, non lo accetto, la metto in punizione, si pente, mamma mi perdoni, ti prego mi perdoni, ti perdono ma la punizione resta, sì va bene perà mamma dammi un bacio….e poi, magari subito dopo, altra furia incontrollata che le fa perdere le staffe!!!
E’ deliziosa quando mi vuole aiutare e apparecchia la tavola. Mi proibisce di andare in tinello, fa tutto da sola, sale sulle sedie, prende i piatti, i bicchieri, riempie le brocche di acqua…ma quello che mi fa impazzire è che mette un regalino accanto al posto di ognuno di noi: un disegno per uno, con scritto “Ti voglio bene”, un mandarino che trova in cucina, una noce (!), residuo delle feste natalizie, un suo pupazzetto sopra il tovagliolo.
Tempo fa, eravamo in macchina sul Lungotevere e le facevo osservare i meravigliosi colori autunnali degli alberi. “Che belli, mamma, meravigliosi. Sono veramente fantastici, bellissimi, hai ragione!!!” ???...confesso che mi sembrava un entusiasmo un po’ eccessivo, vagamente esaltato…
Poco dopo, sulla strada di casa, mi fa:”Sai mamma, quando tu mi dici di guardare una cosa perché è bella mi fai pena e allora ti dico che è bellissima!” !!!!!
Gabriele.
Gabriele, 13 anni e mezzo.
La “fotografia” che lo riguarda risale a quando aveva un anno. Era il giorno del suo compleanno, davanti alle candeline, tutti intorno a lui a cantare Tanti auguri. Lui, serio, si guarda intorno. Si rende conto che è tutto dedicato a lui, allarga le braccia felice, e comincia a ridere battendo le mani impazzito.
Ecco, non è stato mai un bambino timoroso di stare al centro dell’attenzione, ma sempre gioioso, solare, estroverso. Ma mai a discapito dell’introspezione. E’ una di quelle rare persone che sanno approfondire i propri sentimenti e condividerli con gli altri.
E’ molto interessato al mondo esterno, a quello che studia e mi colpisce sempre il fatto che si “appropria” interiormente di ogni cosa con cui viene a contatto: in macchina, viaggiando, cerca le lezioni di geografia, ascolta il telegiornale e ti parla di quello che ha studiato con la prof di storia.
Con me ha sempre avuto molta confidenza, mi ha sempre raccontato tutto, facilitato anche, forse, dal fatto che mi somiglia molto e, quindi, lo capisco facilmente.
Ora, invece, mi accorgo che sta cercando di mettere la giusta barriera che deve esistere tra un figlio adolescente e la mamma. Lotta un po’ con se stesso per non sbracare e raccontarmi le sue cose ma è diventato, comunque, più ombroso.
Sorride di meno, parla di meno, è molto assorbito da un gioco che fa su Internet, è evidentemente in conflitto tra quello che è (un bambino che sta crescendo, comincia ad avere i baffi e cià una fame perenne, sempre alla ricerca di panini alla Poldo di Braccio di ferro!) e quello che vorrebbe essere (un figo che piace alle ragazze!). Tempo fa, tra l’altro, mi ha chiesto:”Mamma, ma perché alle ragazze piacciono solo i coatti?” Gli ho risposto che credo sia ancora in piedi la devastante illusione femminile del “Con me sarà diverso!”.
La “fotografia” che lo riguarda risale a quando aveva un anno. Era il giorno del suo compleanno, davanti alle candeline, tutti intorno a lui a cantare Tanti auguri. Lui, serio, si guarda intorno. Si rende conto che è tutto dedicato a lui, allarga le braccia felice, e comincia a ridere battendo le mani impazzito.
Ecco, non è stato mai un bambino timoroso di stare al centro dell’attenzione, ma sempre gioioso, solare, estroverso. Ma mai a discapito dell’introspezione. E’ una di quelle rare persone che sanno approfondire i propri sentimenti e condividerli con gli altri.
E’ molto interessato al mondo esterno, a quello che studia e mi colpisce sempre il fatto che si “appropria” interiormente di ogni cosa con cui viene a contatto: in macchina, viaggiando, cerca le lezioni di geografia, ascolta il telegiornale e ti parla di quello che ha studiato con la prof di storia.
Con me ha sempre avuto molta confidenza, mi ha sempre raccontato tutto, facilitato anche, forse, dal fatto che mi somiglia molto e, quindi, lo capisco facilmente.
Ora, invece, mi accorgo che sta cercando di mettere la giusta barriera che deve esistere tra un figlio adolescente e la mamma. Lotta un po’ con se stesso per non sbracare e raccontarmi le sue cose ma è diventato, comunque, più ombroso.
Sorride di meno, parla di meno, è molto assorbito da un gioco che fa su Internet, è evidentemente in conflitto tra quello che è (un bambino che sta crescendo, comincia ad avere i baffi e cià una fame perenne, sempre alla ricerca di panini alla Poldo di Braccio di ferro!) e quello che vorrebbe essere (un figo che piace alle ragazze!). Tempo fa, tra l’altro, mi ha chiesto:”Mamma, ma perché alle ragazze piacciono solo i coatti?” Gli ho risposto che credo sia ancora in piedi la devastante illusione femminile del “Con me sarà diverso!”.
Provo a raccontarli....Enrico.
Enrico, 15 anni e poco più. E’ ormai più alto di me, magro come un fuso, con un viso che si sta trasformando e sta pian piano perdendo la delicatezza dei morbidi tratti da bambino per assumere la spigolosità dell’uomo. Quando sta in pigiama sdraiato sul divano del tinello e l’occhio mi cade su quelle gambe pelose, sussulto ancora, mi sembra impossibile che sia quel bimbetto che piangeva perché non voleva andare alla materna o che, a sei mesi, trasaliva se lo avvicinavi a un cespuglio (gli facevano “impressione” le foglie!!!)…Parla pochissimo, ha addosso sempre la stessa maschera impenetrabile: se ti sorride è un attimo, un attimo prezioso in cui si illumina e ti lascia addosso il desiderio di vedere ancora quella luce. Della scuola non racconta niente ma, appena prende un bel voto, non fa in tempo a mettere piede in casa che mi cerca per dirmelo o, se non ci sono, mi telefona di corsa! Si arrabbia quando gli dico di andare a studiare ma, dopo che lo ha fatto, passa e mi dà un bacio. Ecco, ancora, nonostante quell’aria scocciata e distante, mi dà dei bacetti ogni tanto. Di passaggio, senza chiacchiere, si avvicina, si ABBASSA (ommioddio!!!), mi dà un bacetto con un abbraccio e se ne torna nel suo silenzio.
Non so quali siano i suoi sogni, mi sembrano ancora, da quel poco che dice, sogni di bambino: avere una villetta come le case inglesi, vivere in America, fare l’attore….
Esce poco e con gli amici di sempre. Con le ragazze ancora no, non se la sente secondo me. Penso sia ancora innamorato della sua compagna di scuola ma non l’ha detto a nessuno (figuriamoci!!!) e non lo dirà mai.
Credo sia più forte di quanto la sua aria fragile faccia pensare ma non riesco a capire se si pone domande, se ha ansie e preoccupazioni che risolve da solo o se la sua corazza di autodifesa viene attivata ancora prima di vedere il “problema”.
La sua riservatezza mi fa soffrire perché è difficile stabilire il limite tra il volerlo aiutare e il rispetto per la sua crescita personale che deve prescindere dall’intervento della mamma.
Dimenticavo: per ognuno dei figli ho una fotografia mentale di quando erano piccoli che dipinge, in qualche modo, le caratteristiche del loro carattere.
Quella di Enrico risale a quando aveva 1 anno e nove mesi. Eravamo al mare, in giardino, e lui, giocando, inciampò e cadde. Si rialzò di scatto, raccogliendo al volo un pinolo e guardandomi con aria decisa mi disse: “PINOLO!”. Cioè, non sono caduto, che credi, dovevo raccogliere il pinolo!
Non so quali siano i suoi sogni, mi sembrano ancora, da quel poco che dice, sogni di bambino: avere una villetta come le case inglesi, vivere in America, fare l’attore….
Esce poco e con gli amici di sempre. Con le ragazze ancora no, non se la sente secondo me. Penso sia ancora innamorato della sua compagna di scuola ma non l’ha detto a nessuno (figuriamoci!!!) e non lo dirà mai.
Credo sia più forte di quanto la sua aria fragile faccia pensare ma non riesco a capire se si pone domande, se ha ansie e preoccupazioni che risolve da solo o se la sua corazza di autodifesa viene attivata ancora prima di vedere il “problema”.
La sua riservatezza mi fa soffrire perché è difficile stabilire il limite tra il volerlo aiutare e il rispetto per la sua crescita personale che deve prescindere dall’intervento della mamma.
Dimenticavo: per ognuno dei figli ho una fotografia mentale di quando erano piccoli che dipinge, in qualche modo, le caratteristiche del loro carattere.
Quella di Enrico risale a quando aveva 1 anno e nove mesi. Eravamo al mare, in giardino, e lui, giocando, inciampò e cadde. Si rialzò di scatto, raccogliendo al volo un pinolo e guardandomi con aria decisa mi disse: “PINOLO!”. Cioè, non sono caduto, che credi, dovevo raccogliere il pinolo!
giovedì 25 gennaio 2007
Il mio "filmino"
In questi giorni in televisione stanno trasmettendo "Ricordami", uno sceneggiato (appunto, dicevamo così!!!) sugli anni '60 che mi piace moltissimo!!!! Non è tanto la storia che racconta, piuttosto ridicola e stereotipata, ma è la ricostruzione dell' epoca che è perfetta. I vestiti, i mobili, gli accessori, i programmi alla radio e alla tele, le musiche, gli oggetti di tutti i giorni...mi sembra di tornare nella mia casa di bambina, di guardare un superotto di una famiglia amica.
Ed è delizioso quello che succede a casa mia il giorno in cui lo trasmettono.
I miei due figli grandi entrano in fibrillazione :"Mamma, oggi c'è il tuo filmino!" e fanno a gara per accertarsi, su Internet o Televideo, se sia effettivamente il giorno stabilito. Quando si avvicina l'ora e siamo magari sintonizzati su un altro canale controllano ogni due minuti per vedere se è iniziato e si agitano se io sono in cucina a finire di mettere a posto: "Mamma, sta iniziando!"
La scorsa settimana poi, sono stata bloccata da due telefonate per cui non mi sono schierata in tempo davanti alla TV. A turno venivano in stanza, mentre parlavo al telefono, e preoccupati, ognuno di loro mi sussurava "Mamma, ma non lo guardi stasera il filmino?", "Mamma, guarda che è iniziato!" e fino a che non mi sono seduta sul divano non si sono tranquillizzati!
Ed è delizioso quello che succede a casa mia il giorno in cui lo trasmettono.
I miei due figli grandi entrano in fibrillazione :"Mamma, oggi c'è il tuo filmino!" e fanno a gara per accertarsi, su Internet o Televideo, se sia effettivamente il giorno stabilito. Quando si avvicina l'ora e siamo magari sintonizzati su un altro canale controllano ogni due minuti per vedere se è iniziato e si agitano se io sono in cucina a finire di mettere a posto: "Mamma, sta iniziando!"
La scorsa settimana poi, sono stata bloccata da due telefonate per cui non mi sono schierata in tempo davanti alla TV. A turno venivano in stanza, mentre parlavo al telefono, e preoccupati, ognuno di loro mi sussurava "Mamma, ma non lo guardi stasera il filmino?", "Mamma, guarda che è iniziato!" e fino a che non mi sono seduta sul divano non si sono tranquillizzati!
martedì 23 gennaio 2007
Cattivi maestri
Per copia conforme da un altro mio blog che mi sa che elimino.
Spesso, verso le 6 di mattina, in quella che è il MIO momento della giornata che sta iniziando, quando tutti dormono e posso farmi la doccia senza nessuno che bussi, e posso fare colazione senza che nessuno mi chieda che mangi e, soprattutto, c'è silenzio...spesso, a quell'ora, accendo il PC e guardo cosa dicono i miei figli in chat e dove girano quando navigano. Lo faccio specialmente con l'utente del grande (il 15enne) e c'è un motivo preciso.L'altro, il 13enne, mi racconta, bene o male, quello che gli succede, esterna i suoi piccoli grandi problemi di adolescente e mi permette quindi di sapere a che punto sta del percorso tra bambino e ragazzo.L'altro, il grande, se dovessi dare retta a lui, ai suoi silenzi, ai suoi "boh", ai suoi "non lo so", e se non mi accorgessi che ora è più alto di me, sembra uguale a quando aveva 8 anni. Con noi a casa è difficile che si sbilanci ad esprimere un'opinione, men che meno se si prova a chiedergliela, non parla di ragazze, non commenta i fatti televisivi, non sai mai veramente quello che pensa.E' difficile, quindi, capire cosa recepisce e come recepisce quello che ha intorno, quello che in famiglia cerchiamo di trasmettere, quello che cerchiamo di criticare di ciò che ci viene proposto quotidianamente dalla televisione.Poi ti accorgi dei siti che visita.E ti piglia un colpo.Almeno a me.Sì, lo so che è normale. Ho un fratello e quando aveva più o meno 14 anni gli trovai dei giornaletti porno nascosti sotto lasella del motorino.Ma i giornaletti non sono Internet. Con Internet vai oltre e non te ne accorgi, non c'è freno, non c'è limite.I primi siti che ho trovato sulla "cronologia", infatti erano le solite foto stile calendario, più o meno ammiccanti. E fin qui niente. Ma l'altro giorno ho visto che era entrato in pagine di "racconti erotici" che mi hanno fatto proprio impressione. Perchè un conto è vedere delle foto di nudo, un conto è leggere descrizioni anche violente di particolari crudi e..beh, insomma, mi dà anche fastidio ripensarci.Come inciderà su di lui tutto ciò? Come lo recepirà? Quanto è pronto a filtrare criticamente quello che legge?Cosa si aspetterà da una ragazza dopo aver letto certe cose? Come cozzerà questo con la sua vita sessuale e sentimentale? Quanto sposterà il limite tra la fantasia sessuale e la pretesa? E che idea avrà delle donne?E non so come comportarmi. La controinformazione sul rispetto, sulla sessualità sana (ma che vuol dire?) e tutte le contromisure hanno forza tanto quanto l'attrazione che un adolescente può provare per pagine del genere?Censurare? Bloccare i siti con dei filtri? Il PC, tra l'altro, è in una stanza comune proprio per evitare isolamenti eccessivi ma, capita, che stia solo. Ma serve?Parlarne? Ma di cosa? Con uno che ti risponde solo "boh"? E poi MAI, è la sua intimità, non posso assolutamente dire niente, sarebbe ancora peggio.O forse esagero e loro sono meno coinvolti di quanto noi crediamo?Non lo so, proprio non lo so.E la sensazione è che questi nostri figli siano continuamente sfiorati da meteoriti che noi genitori non sappiamo come parare.
Spesso, verso le 6 di mattina, in quella che è il MIO momento della giornata che sta iniziando, quando tutti dormono e posso farmi la doccia senza nessuno che bussi, e posso fare colazione senza che nessuno mi chieda che mangi e, soprattutto, c'è silenzio...spesso, a quell'ora, accendo il PC e guardo cosa dicono i miei figli in chat e dove girano quando navigano. Lo faccio specialmente con l'utente del grande (il 15enne) e c'è un motivo preciso.L'altro, il 13enne, mi racconta, bene o male, quello che gli succede, esterna i suoi piccoli grandi problemi di adolescente e mi permette quindi di sapere a che punto sta del percorso tra bambino e ragazzo.L'altro, il grande, se dovessi dare retta a lui, ai suoi silenzi, ai suoi "boh", ai suoi "non lo so", e se non mi accorgessi che ora è più alto di me, sembra uguale a quando aveva 8 anni. Con noi a casa è difficile che si sbilanci ad esprimere un'opinione, men che meno se si prova a chiedergliela, non parla di ragazze, non commenta i fatti televisivi, non sai mai veramente quello che pensa.E' difficile, quindi, capire cosa recepisce e come recepisce quello che ha intorno, quello che in famiglia cerchiamo di trasmettere, quello che cerchiamo di criticare di ciò che ci viene proposto quotidianamente dalla televisione.Poi ti accorgi dei siti che visita.E ti piglia un colpo.Almeno a me.Sì, lo so che è normale. Ho un fratello e quando aveva più o meno 14 anni gli trovai dei giornaletti porno nascosti sotto lasella del motorino.Ma i giornaletti non sono Internet. Con Internet vai oltre e non te ne accorgi, non c'è freno, non c'è limite.I primi siti che ho trovato sulla "cronologia", infatti erano le solite foto stile calendario, più o meno ammiccanti. E fin qui niente. Ma l'altro giorno ho visto che era entrato in pagine di "racconti erotici" che mi hanno fatto proprio impressione. Perchè un conto è vedere delle foto di nudo, un conto è leggere descrizioni anche violente di particolari crudi e..beh, insomma, mi dà anche fastidio ripensarci.Come inciderà su di lui tutto ciò? Come lo recepirà? Quanto è pronto a filtrare criticamente quello che legge?Cosa si aspetterà da una ragazza dopo aver letto certe cose? Come cozzerà questo con la sua vita sessuale e sentimentale? Quanto sposterà il limite tra la fantasia sessuale e la pretesa? E che idea avrà delle donne?E non so come comportarmi. La controinformazione sul rispetto, sulla sessualità sana (ma che vuol dire?) e tutte le contromisure hanno forza tanto quanto l'attrazione che un adolescente può provare per pagine del genere?Censurare? Bloccare i siti con dei filtri? Il PC, tra l'altro, è in una stanza comune proprio per evitare isolamenti eccessivi ma, capita, che stia solo. Ma serve?Parlarne? Ma di cosa? Con uno che ti risponde solo "boh"? E poi MAI, è la sua intimità, non posso assolutamente dire niente, sarebbe ancora peggio.O forse esagero e loro sono meno coinvolti di quanto noi crediamo?Non lo so, proprio non lo so.E la sensazione è che questi nostri figli siano continuamente sfiorati da meteoriti che noi genitori non sappiamo come parare.
Non ci posso credere!
E' buffo, ma con i blog mi succede come a volte con i vestiti. Se addosso agli altri mi piacciono molto, addosso a me non mi fanno sempre lo stesso effetto!
E quindi gli altri blog sono sempre più belli dei miei....sarà la sindrome da figlia di separati???? Ancora????
Beh, oggi ho fatto letteralmente un salto sulla sedia quando mi sono trovata linkata qui!
Qualcuno mi ha letto due volte di seguito?????
P.S. Comunque meno 1 chilo!!
E quindi gli altri blog sono sempre più belli dei miei....sarà la sindrome da figlia di separati???? Ancora????
Beh, oggi ho fatto letteralmente un salto sulla sedia quando mi sono trovata linkata qui!
Qualcuno mi ha letto due volte di seguito?????
P.S. Comunque meno 1 chilo!!
lunedì 22 gennaio 2007
Balsamo per l'anima
Il teatro puro, il trionfo della parola, un uomo praticamente solo su un palcoscenisco nudo e scarno. Amore, morte, giovinezza, dolore, gioia, essenza della vita e dell'uomo di sempre.
Emozioni profonde allo stato puro.
Giorgio Albertazzi e "Memorie di Adriano" di Margherita Yourcenar.
Emozioni profonde allo stato puro.
Giorgio Albertazzi e "Memorie di Adriano" di Margherita Yourcenar.
venerdì 19 gennaio 2007
Come intitolarlo..
...non lo so. Stavo ascoltando alla radio una canzone napoletana, "A città 'e Pulicinella" e mi sono emozionata come mi succede raramente.
Raramente nel senso che ormai mi commuovo, forse, a volte, superficialmente, ma non riesco a far entrare tutto ciò nella mia vita. E' difficile da spiegare, ma è come se vivessi a "tenuta stagna", rifiutando quasi le emozioni per paura che possano far crollare l'equilibrio che tento di mantenere. Eppure a volte si apre una breccia in questa scorza e mi rendo conto fino in fondo di come io curi poco lo...spirito, lo chiamiamo così?
Cosa faccio, nella giornata, che sia diretto al piacere dell'anima, che mi migliori dentro, che mi allarghi il cuore, che mi metta in comunicazione con il passato e con il futuro dell'umanità, facendomi sentire un piccolo punto di un flusso ininterrotto di vita?
Certo, amo, curo, vivo per i miei figli e loro sono il futuro ma a volte mi sembra di fare tutto ciò quasi automaticamente, senza fiato, senza respiri lunghi, senza assaporare.
Quante volte, nella settimana, mi fermo a leggere una poesia senza fretta? Quante volte, in un mese, guardo il cielo al mattino presto e lascio che il piacere del giorno che nasce si impadronisca del mio cuore oltre che del mio orologio?
Non ascolto più le canzoni d'amore (quelle belle) perchè mi fanno paura, non guardo più film troppo intensi perchè temo di..non farcela...
Ecco, potrei intitolare questo post "Il rachitismo dell'anima".
Raramente nel senso che ormai mi commuovo, forse, a volte, superficialmente, ma non riesco a far entrare tutto ciò nella mia vita. E' difficile da spiegare, ma è come se vivessi a "tenuta stagna", rifiutando quasi le emozioni per paura che possano far crollare l'equilibrio che tento di mantenere. Eppure a volte si apre una breccia in questa scorza e mi rendo conto fino in fondo di come io curi poco lo...spirito, lo chiamiamo così?
Cosa faccio, nella giornata, che sia diretto al piacere dell'anima, che mi migliori dentro, che mi allarghi il cuore, che mi metta in comunicazione con il passato e con il futuro dell'umanità, facendomi sentire un piccolo punto di un flusso ininterrotto di vita?
Certo, amo, curo, vivo per i miei figli e loro sono il futuro ma a volte mi sembra di fare tutto ciò quasi automaticamente, senza fiato, senza respiri lunghi, senza assaporare.
Quante volte, nella settimana, mi fermo a leggere una poesia senza fretta? Quante volte, in un mese, guardo il cielo al mattino presto e lascio che il piacere del giorno che nasce si impadronisca del mio cuore oltre che del mio orologio?
Non ascolto più le canzoni d'amore (quelle belle) perchè mi fanno paura, non guardo più film troppo intensi perchè temo di..non farcela...
Ecco, potrei intitolare questo post "Il rachitismo dell'anima".
lunedì 15 gennaio 2007
E mo' che faccio?
Mi sono pesata. Non dirò neanche sotto tortura quanto peso.
Non è stata una sorpresa perchè non mi entra più NIENTE!!!
Devo dimagrire 7 (sette) chili e ci riuscirò. Spero.
Ma, dato i 45 tra un mese (non chili, anni!!!) come evitare che mi caschi la faccia????
Non è stata una sorpresa perchè non mi entra più NIENTE!!!
Devo dimagrire 7 (sette) chili e ci riuscirò. Spero.
Ma, dato i 45 tra un mese (non chili, anni!!!) come evitare che mi caschi la faccia????
domenica 14 gennaio 2007
L'ho ritrovata!
Era a casa di mamma, abbandonata in un armadio!!! Era lei:
nera, invecchiata, un po' sciupata....SERISSIMA!!!!!
nera, invecchiata, un po' sciupata....SERISSIMA!!!!!
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